La trasformazione dell'Area ex Italcementi fa discutere a Pelago

Confesercenti disponibile al dialogo, ma contraria al centro commerciale. Petizione on line dei comitati locali


Da un anno a Pelago si discute della possibilità della nascita di un centro commerciale nell’area ex Italcementi. Il cementifico di San Francesco, dopo oltre un secolo di attività produttiva, è giunto alla chiusura dopo le gestioni Italcementi e Colacem, intorno al 2013.

Confesercenti Valdisieve è disponibile al dialogo relativamente a progetti di riqualificazione e bonifica, ma contraria alla conversione da area produttiva a commerciale, con la costruzione di una superficie di media distribuzione, per le ricadute negative che si potrebbero verificare sul tessuto commerciale, caratterizzato da piccole e medie imprese, perché la chiusura dei negozi comporterebbe la perdita anche di un importantissimo presidio del territorio, con conseguenze legate al degrado e al favorire il proliferare della microcriminalità.

Sul territorio limitrofo a Pontassieve, in località Massolina, è stato realizzato un centro logistico di 14.000 mq sul fianco di una collina e adesso si parla di un centro commerciale nell’area dell’ex-cementificio.

"La nascita di questa struttura, di dimensioni spropositate rispetto al bacino di utenza, spazzerebbe via l’economia locale dei due paesi, costringendo molti esercizi a chiudere i battenti, lasciando il deserto dove oggi resistono molte attività indipendenti e storiche, già pesantemente danneggiate dalla presenza degli attuali supermercati storici -affermano dal comitato Valdisieve in Transizione, che ha lanciato una petizione on line- Non si tratta solo dei commercianti, ma di tutti i cittadini che vedrebbero il loro territorio svuotato di quei pochi segni di vita che ancora resistono. Le previste compensazioni atte a sanare il sacrificio del territorio non sono sufficienti né adeguate: non ci si deve dimenticare infatti che lo spazio dell’ex cementificio, ha segnato profondamente i nostri luoghi e la nostra storia negli ultimi cento anni, dando sì lavoro e occupazione, ma anche portandosi via vite, sfruttando e inquinando irreparabilmente il territorio".

"Prima di parlare di prospettive, va detto che il sito deve essere immediatamente bonificato poiché luogo di una delle attività più inquinanti in assoluto come appunto la produzione del cemento; in seguito poi anche noi pensiamo che sulle ceneri dell'Ex-Italcementi, debbano essere costruite strutture che ospitino servizi di interesse pubblico che, come dice Valdisieve in Transizione, possano rilanciare l'economia invece che distruggerla. Giusto quindi chiedere biblioteche, cinema e teatro, il centro di riuso che è nella mente degli ambientalisti locali fin dai tempi della vittoriosa lotta contro l'inceneritore e quant'altro serva soprattutto ai giovani; queste strutture dovranno però essere realmente a disposizione della popolazione, gestiti dalla popolazione stessa, gratuiti ed accessibili a tutti -intervengono dalla Cellula della Valdisieve del Partito Marxista-Leninista- Potremmo aggiungere spazi polifunzionali che a Pelago e Pontassieve mancano, ma anche strutture sanitarie che possano ripristinare ciò che in quest'area negli ultimi decenni è stato tolto, in primis un Pronto Soccorso ed un ambulatorio diabetologico, che possa contemporaneamente rinforzare buone pratiche di visite e cure domiciliari ai pazienti, a partire da quelli piccoli e da quelli anziani, che sono scomparse e che stanno dimostrando tutta la loro insostituibile importanza nell'emergenza Covid-19. E poi ancora centri per anziani, ed asili nido pubblici".

Redazione Nove da Firenze