La protesta dei commercialisti

Fioccano le critiche al Governo per il mancato rinvio delle scadenze. FI: "Nemmeno la pandemia avvicina lo Stato ai cittadini”


“Tasse, scadenze, multe, cavilli, avvisi: nemmeno la pandemia rende lo stato meno nemico del cittadino, meno ostile alle imprese. C’è un Paese reale alle prese con le conseguenze profonde del Coronavirus e, ancora una volta, un Paese legale che procede come se nulla fosse, che tartassa senza risparmiare alcunché” attaccano l’On. Erica Mazzetti, Jacopo Cellai, Capogruppo di Forza Italia e coordinatore cittadino, Giampaolo Giannelli, Vicecoordinatore Provinciale, e Pino D’Aliesio, Responsabile Dipartimento Lavoro. “Pochi giorni fa – ricordano Mazzetti, Cellai, Giannelli e D’Aliesio – siamo intervenuti sulla notizia di una pioggia di avvisi alle imprese della città e non solo da parte dell’INPS: assurdo che non abbiano nemmeno letto del rinvio delle scadenze dei contributi di aprile. Comprendiamo quindi – aggiungono – le critiche dei commercialisti per il mancato rinvio delle scadenze appoggiando tutte le iniziative di protesta della categoria, come già detto dal nostro Deputato Sestino Giacomoni, anche quelle più eclatanti come lo sciopero. I commercialisti svolgono una funzione preziosissima per noi imprenditori e professionisti aiutandoci a sopravvivere in quella selva di norme fiscali e scadenze tributarie che rischiano altrimenti di soffocare qualsiasi spirito d’intrapresa e devono essere ascoltati” concludono gli azzurri.

Redazione Nove da Firenze