La morte di Craxi 20 anni dopo: a Scandicci il profilo di uno statista

Convegno sul leader socialista oggi alle 18 in Comune, alla presenza di sua figlia Stefania. Il ricordo di molti esponenti di Forza Italia Toscana. Renzi lo esalta: "Fece riforme pazzesche"


Vent’anni dopo: la morte di Craxi per molti è una ferita sempre aperta. Una ferita che fa male non solo a quello che rimane del suo popolo devastato non però dimentico, ma all’Italia che da allora si è molto rimpicciolita in un’Europa divisa ed impotente. Persino nel cortile di casa, quel Mediterraneo in cui lo statista socialista scrisse le pagine più belle del secondo dopoguerra a fianco dei popoli in via di sviluppo. Il leader socialista morì ad Hammamet esattamente venti anni fa, il 20 gennaio 2000.

Per chi vuole ricordare Craxi, l'appuntamento è a Scandicci oggi lunedì 20 gennaio alle ore 18:00 nella sala del consiglio comunale. Ci saranno alcuni protagonisti di quella stagione e Stefania Craxi che con la sua Fondazione non ha consentito che l’oblio avvolgesse la figura del padre e che la polvere del tempo si posasse offuscando la memoria della verità di Bettino Craxi e sulle responsabilità delle macerie lasciate da Mani Pulite.

Berlusconi in questi giorni ha ricordato con parole di enorme stima e affetto lo statista morto "in esilio". Non è un caso che dal suo partito, Forza Italia, giungano oggi parole come le seguenti. 

Per Giampaolo Giannelli, capogruppo a Dicomano e vicecoordinatore provinciale di Forza Italia: “Craxi rappresenta una delle figure più affascinanti e controverse della storia politica del dopoguerra. A distanza di anni dalla morte però, per fortuna, alcuni dei suoi avversari sia politici sia della magistratura hanno iniziato a riconsiderarlo. Celebre” ricorda “il suo discorso alla Camera il 3 luglio 1992, con quel suo stile efficace e mai pleonastico che tanto piaceva agli italiani. In quel discorso, che tanto oggi evocano come giusto, Craxi sfidava tutti gli altri politici a dire giurare che vi era chi non conoscesse il sistema di finanziamento dei partiti esistente. Ovviamente, nessuno si alzò. Questo era Bettino Craxi. Uomo forte, statista di razza, riformista, modernizzatore. Tutto il contrario della classe politica attuale”.

Luca Carti, consigliere comunale di Forza Italia a Scandicci, si è battuto molto per intitolare a Bettino Craxi una via o una piazza della città. “La mia mozione” afferma “vuole essere il giusto tributo a uno dei più grandi statisti della nostra Repubblica. Craxi, come tutti i grandi, è stato fortemente contrastato ed osteggiato dai suoi oppositori, proprio quelli che oggi, da destra e sinistra, tentano miseramente di appropriarsi della sua immagine. Noi, che abbiamo vissuto quella stagione, oggi non abbiamo né rivalse né vendette, gli animi si sono placati. Non chiediamo niente a nessuno, perché sappiamo che la storia prosegue e va avanti, ed essa stessa esige verità. Solo questo ci aspettiamo, la verità storica. Confidiamo quindi nel nostro grande popolo italico che oggi più di ieri desidera recuperare ogni valore che Bettino rappresentava”. Il consigliere Carti ricorda inoltre che la prima iniziativa dopo le celebrazioni del ventennale ad Hammamet è proprio a Scandicci, iniziativa per il quale si è impegnato molto e che è trasversale ai partiti.

Davide Bisconti, capogruppo di Forza Italia al Q4, aggiunge: “Vent'anni fa ci lasciava Bettino Craxi, un gigante della politica, uno statista totale, un alfiere della libertà che si è sempre battuto per la libertà dei popoli e degli individui guidato sempre dalla passione e dall'amore per la cosa pubblica. Oggi” prosegue l’esponente azzurro “siamo governati da persone che nemmeno lontanamente arrivano alla sua grande altezza (non solo fisica). Ecco oggi manca proprio quel "peggio" che ci siamo voluti lasciare alle spalle e che fece grande il nostro paese”.

Lorenzo Somigli Forza Italia Q5 si concentra sulla capacità di Craxi di costruire una politica estera autorevole: “Craxi amava l’Italia ma era capace anche di guardare oltre, di intuire quali sarebbero state le sfide globali con le quali oggi ci troviamo a fare i conti, dalla povertà alle migrazioni. Sentiamo dunque la mancanza di quella visione che Bettino Craxi aveva per il Mediterraneo e la sua indiscutibile capacità di creare relazioni stabili con gli altri paesi che vi si affacciano come l’Italia, oggi sempre più succube in Europa e marginale nel Mediterraneo”.

Carlo Tognoli, ex sindaco di Milano, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, intervistato dal direttore Gianluca Fabi ad Hammamet nel corso delle celebrazioni per il ventennale della scomparsa di Bettino Craxi.

Sulla figura di Craxi oggi. “E’ stato il momento in cui si è guardato a Craxi come uomo, come è giusto che sia. Dal punto di vista politico mi pare che ancora non siamo alla riabilitazione, salvo per quanto riguarda amici e persone che gli sono state vicine. Penso però che gradualmente si arriverà a valutare la figura di Craxi sotto un profilo storico-politico, come è giusto che sia. Che si torni alla Prima Repubblica è possibile, perché è cambiato tutto. Però una ricostruzione storico-politica di ciò che è stata l’Italia sotto la prima Repubblica spero si faccia, perché l’Italia in quel periodo ha avuto una crescita grandissima”.

Renzi ha citato Craxi in Parlamento. “Ho pensato: era ora! Mi ha fatto piacere, spero che continui così, spero che altri giovani possano recuperare il socialismo liberale di Craxi”. Nei giorni scorsi il leader di Italia Viva lo ha esaltato dicendo che "Craxi fece riforme pazzesche".

Redazione Nove da Firenze