La Firenze Capitale di Giuseppe Poggi

Il padre del maestoso Viale dei Colli e del riassetto urbanistico della città, per cinque anni al vertice della nuova nazione


156 anni fa di questo giorno, ovvero il 22 novembre del 1864, avvenne qualcosa di decisamente essenziale nella storia del capoluogo toscano: l’architetto Giuseppe Poggi ricevette l’incarico di una riprogettazione urbana: quattro giorni prima, infatti, per legge del giovane governo italiano, Firenze era divenuta ufficialmente Capitale d’Italia. Questo fece subito nascere l’esigenza di adeguare al nuovo status una città medieval-rinascimentale dalle modeste dimensioni come Firenze era.

Fino ad allora, la città era circondata da mura di cinta, che la chiudevano in uno spazio ben definito e la separavano dalla campagna circostante. In un’epoca di grande aumento della popolazione, le mura apparivano come un ostacolo all’espansione della città, qualcosa che non permetteva di trasformare Firenze in una città moderna dotata di servizi, atti a renderla più salubre e sicura. Le mura non dovevano essere semplicemente abbattute, bensì sostituite da dei grandi viali.

Poggi, fiorentino di nascita (e di morte), era un ingegnere con un’idea urbanistica decisamente già evoluta per l’epoca. Non ci stupisce, quindi, che il Comune incaricò lui del grande progetto (nominato poi Piano Poggi) incentrato sull’espansione territoriale e sulla rimodernizzazione della città di Firenze. Grande attenzione fu prestata alla regimazione delle acque dell'Arno e dei torrenti della piana fiorentina, oltre alla realizzazione di canali sotterranei per lo smaltimento delle fogne. Si progettò anche un grande stabilimento balneare e si cominciò a pensare ad un nuovo sistema di distribuzione dell'acqua potabile.

Al momento dell’abbattimento delle mura, l'architetto volle salvare le grandi porte di accesso alla città antica, inserendole come elementi di decoro urbano all'interno di piazze monumentali. Per lui, viali e piazzali dovevano costituire il momento di unione con i nuovi quartieri che lo stesso Poggi andava delineando tutto intorno al centro storico. Infine creò quello che forse, a detta di molti, è il suo capolavoro: il Viale dei Colli, passeggiata panoramica che si conclude a Piazzale Michelangelo con la sua meravigliosa vista da uno dei terrazzi più famosi al mondo.

Come si vede, la città nella quale oggi viviamo, è in buona parte il frutto dell'attività quasi visionaria di Giuseppe Poggi, che ci consente di avere grandi strade di scorrimento, corsi d'acqua con argini robusti e quartieri spaziosi e arieggiati.

Antonella Cimmino