La famiglia di 'Orso': "Non fatelo morire due volte"

Porta alla Croce rossa (ph A. Patruno)

Lettera aperta dei genitori e della sorella di Lorenzo Orsetti, il partigiano fiorentino morto combattendo contro l'Isis. Le antiche porte di Firenze illuminate di rosso dalle 19 di stasera alle 7 di domattina


(DIRE) - "Molti hanno pianto per Lorenzo 'Orso' 'Tekoser', 'combattente', colpiti dalla sua morte. Ora potrebbe morire nuovamente, e con lui tanti giovani curdi e altri popoli che vivono nel Rojava. Vi scriviamo per chiedervi: volete abbandonare chi ha combattuto l'Isis?".

Così, in una lettera aperta pubblicata su diversi siti internet, i genitori e la sorella di Lorenzo Orsetti, il giovane fiorentino che ha perso la vita a marzo combattendo contro il gruppo Stato islamico al fianco dei curdi. Nel messaggio, la famiglia ripercorre la storia del 33enne che "aveva deciso di lasciare tutto, la sua città, la casa, il lavoro, la famiglia e gli amici per sostenere il popolo curdo". "Lorenzo è stato riconosciuto come un esempio di partigiano internazionalista e antifascista, che ha scelto da che parte stare e di schierarsi concretamente andando a combattere dove c'era bisogno di lottare per sradicare il fascismo che in quelle aree si stava affermando nelle forme dell'Isis e delle forze che lo sostengono" scrivono Alessandro, Annalisa e Chiara Orsetti: "Questa aggressione militare turca si può ancora fermare, se c'e' una mobilitazione generale".

"Vi chiediamo: se abbiamo pianto per Lorenzo riconoscendo la bellezza del suo gesto, davvero non vogliamo fare nulla per impedire questa nuova guerra?" si legge ancora nella lettera: "Abbiamo ancora voglia di scendere in piazza, protestare, gridare il nostro sdegno e la nostra rabbia indicando i mandanti e le colpe, mostrando la nostra voglia di un mondo piu' giusto e umano?". "Il governo italiano prendera' posizione? E la Regione Toscana? E il Comune di Firenze? Tutto serve per fermare questa aggressione e serve ora" concludono i familiari di Orsetti. "Lorenzo ha combattuto a Afrin nel 2018, dove sono stati migliaia i morti causati dall'invasione turca: vogliamo continuare a sostenere Erdogan, l'esercito turco e l'Isis in questa guerra ingiusta fornendo armi con le nostre fabbriche e soldi dell'Unione Europea per non aprire il corridoio balcanico ai migranti?".

Anche Dario Nardella prende una posizione molto netta. "Continua l'avanzata turca in Siria, nel 2019 è semplicemente inaccettabile. Sappiamo cosa significhi un conflitto, sappiamo la morte e il dolore che porta con sé. Firenze, città di pace, si schiera dalla parte della popolazione curda. Contro ogni tipo di guerra, sempre. #iostoconicurdi". Lo scrive su Facebook il sindaco Dario Nardella, che si unisce al coro di chi in città protesta per l'azione militare condotta dall'esercito del l'esercito di Erdogan. Il gruppo di Sinistra progetto in comune, infatti, nella riunione dei capigruppo hanno proposto "un testo di condanna delle operazioni militari avviate dalla Turchia nel nord della Siria, per colpire la resistenza curda che in questi anni ha lottato contro il terrorismo islamico, faro per tutto il mondo di una lotta universale per la giustizia e la libertà". Perché, spiega la capogruppo Antonella Bundu, "non bastano i comunicati stampa, serve un atto di Palazzo Vecchio, capace di mandare un segnale anche a livello internazionale, nella tradizione di Firenze come città di pace". 

Anche il gruppo del Pd in Comune condanna quanto sta accadendo in Siria: "Le autorità europee e italiane- sottolineano i dem- devono essere determinate nel chiedere alla Turchia di interrompere immediatamente ogni azione militare in territorio siriano. È una gravissima, ed ennesima violazione dei diritti umani contro una popolazione che ha sofferto duramente". L'Italia, aggiungono, "chieda la convocazione immediata del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. L'Europa deve dare il suo contributo, non dobbiamo lasciare che la Siria sia sacrificata e il popolo curdo massacrato". (Dire)

Firenze si mobilita a fianco del popolo curdo sotto bombardamento nel nord della Siria da parte della Turchia. Dalle 19 di questa sera, e fino alle 7 di domani, saranno illuminate di rosso, a cura di Silfi spa, le antiche porte della città (Porta al Prato, Porta Romana, Porta San Gallo, Porta San Frediano e Porta alla Croce) e Torre San Niccolò.
“La nostra solidarietà – ha dichiarato la vicesindaca Cristina Giachi - va alla popolazione curda, così come a quella siriana, che in queste ore e in questi giorni, sta subendo un ingiustificato attacco da parte dell’esercito turco”.
“Da Firenze, città operatrice di pace – ha aggiunto la vicesindaca – lanciamo un appello affinchè, fin da subito, siano attuate tutte le iniziative diplomatiche possibili, a partire dal coinvolgimento delle Nazioni Unite, per scongiurare una escalation di violenza nei confronti di coloro che hanno dato la vita combattendo il terrorismo nella delicata regione del Medio Oriente”.

Redazione Nove da Firenze