La delega al Turismo: dal Comune alla Regione, verso il Ministero

I consumatori criticano la scelta di un ministero dedicato che sarebbe troppo dispendioso


 L'Italia è una Repubblica fondata sempre più sul Turismo, i dati in merito alle presenze sono in aumento mentre le mete eccellenti del Paese compaiono ai vertici delle classifiche europee e mondiali.
La materia è trattata a livello regionale, e sono da mesi in corso anche reti di regioni che partecipano ad eventi comuni come le grandi fiere di settore.
Nei comuni la delega al turismo non manca, un esempio lo ha dato Firenze con il recente BTO che ha visto un confronto tra le grandi piazze impegnate nel gestire i flussi, la qualità dell'offerta e la delocalizzazione verso mete di minore prestigio ma di valore significativo.

Il nuovo governo potrebbe introdurre una delega ad hoc all'interno del Consiglio dei Ministri. "Ministero del Turismo. A che serve?" a domandarselo sono i consumatori di Aduc che affidano il commento sulle novità politiche al Presidente Vincenzo Donvito.

"Sembra che nelle trattative per la composizione del nuovo governo, rientri anche la rinascita del Ministero del Turismo. Uno di quelli che alcuni anni fa un referendum abrogativo decise che non ci sarebbe più stato. Ma i referendum abrogativi, spesso sono solo l’espressione di un opinione piuttosto che una decisione a tutti gli effetti. Clamoroso quello che aveva abolito il ministero dell’Agricoltura e che poi, alcuni ani dopo, proprio con ministro uno dei promotori di quel referendum (Alfonso Pecoraro Scanio) rivide la luce col nome di ministero delle Politiche Agricole. E poi quello sulla responsabilità civile dei magistrati che, poi, fu fatta una legge che stabilì dovesse essere lo stato a pagare quando un magistrato veniva riconosciuto responsabile civilmente di qualche danno. Ora ci apprestiamo ad un nuovo clamore. Il Ministero del Turismo, la cui funzione in questi anni è stata comunque svolta da qualcuno, ma più che altro per far contento qualcuno, che nessuno ricorda cosa abbia fatto. Vedremo cosa farà questo governo in costruzione. Da parte nostra, cogliamo l’occasione per ribadire l’unitilità di un ministero del genere. L’Italia ha una sua unicità anomala, che non rimettiamo in discussione, ma che, quando possibile, e’ bene porvi un qualche rimedio. Ed e’ quello a cui aveva rimediato il referendum, visto che comunque ogni Regione ha il proprio assessorato al Turismo, a cui non manca la materia prima da promuovere (il nostro Paese e’ un gioiello in materia), con dispendio di energie e soldi che, di conseguenza, se utilizzati a livello nazionali sarebbero solo un mero doppione e una mera sovrapposizione burocratica" conclude Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Redazione Nove da Firenze