La Corte dei Conti: "Nella Regione Toscana migliora il debito ma restano criticità"

Presentato il rendiconto generale 2018. Il disavanzo sostanziale è stato ridotto per il terzo anno consecutivo ma "il deficit strutturale dura dal 2007 e negli ultimi cinque anni ha raggiunto livelli che superano il 20% delle entrate". Il presidente Rossi: "Nonostante tempi difficili e tagli la Regione è sana"


(DIRE) Firenze, 23 lug. - Sia il saldo formale che quello sostanziale della Regione Toscana restano negativi: -476 milioni il primo, oltre 2,2 miliardi il secondo. Un disavanzo sempre con il segno meno, ma in miglioramento rispetto al 2017. E' quanto scritto nel rendiconto generale 2018 redatto dalla Corte dei Conti, presieduta quest'oggi dal presidente Angelo Buscema. Il saldo formale, infatti, migliora di 203 milioni rispetto ai -679 registrati nel 2017; così come il conto sostanziale, che recupera in un anno circa 500 milioni (2,7 miliardi nel 2017).

In sostanza, per la Corte dei Conti, la Regione ha fatto i compiti a casa, anche se la situazione finanziaria rimane "critica". Se da una parte i giudici contabili nella relazione danno atto alla Regione di aver ridotto, per il terzo anno consecutivo, il disavanzo sostanziale, dall'altra confermano "una situazione di deficitarietà strutturale che dura dal 2007 e che, negli ultimi cinque anni, ha raggiunto livelli che superano il 20% delle entrate". 

La Corte, nella nota che accompagna la relazione, parla di una situazione che è "frutto della pesante eredità degli esercizi trascorsi, riconducibile ad impegni assunti per investimenti, anche nel settore sanitario, il cui riassorbimento richiederà ancora diversi anni". 

Altro capitolo toccato dal rendiconto è quello dell'indebitamento regionale, che "è stato mantenuto nei limiti previsti": assestandosi su 1,9 miliardi, 50 milioni meglio del 2017, ha incidenza pro-capite di 508 euro. Sull'altro grande fronte regionale, il sistema sanitario, la spesa corrente "rimane sostanzialmente stabile" sui 6,7 miliardi, con un incremento sul 2018 dello 0,86%.

Tuttavia, "continuano a riscontrarsi criticità relative alla tardiva ripartizione ed erogazione del fondo sanitario tra le aziende e gli altri entri del servizio sanitario regionale che determinano un disallineamento tra il bilancio della Regione e quello dei singoli enti" in questione. E' stato quindi "rilevato un significativo aumento dell'indebitamento per effetto degli oneri sostenuti dalle aziende sanitarie e ospedaliere", perché sono stati contratti mutui "autorizzati dalla Regione in sostituzione dei contributi in conto capitale precedentemente assegnati". La Corte, inoltre, si è soffermata sul pareggio di bilancio.

L'obiettivo della Regione nel 2018 era di 180 milioni, che risulta rispettato "avendo conseguito, a consuntivo, un saldo positivo di circa 338 milioni", con un margine positivo di 158 milioni. Un 'surplus', che i giudici definiscono "overshoting", su cui la corte rileva "aspetti problematici. E' infatti evidente- sottolineano- che esistono degli spazi di spesa che l'ente non e' riuscito a sfruttare, ne' direttamente, ne' tramite la cessione di spazi finanziari ad altri enti". (Dig/ Dire)

(DIRE) Firenze, 23 lug. - La Toscana, "nonostante i tempi difficili e i tagli", è una "Regione sana. Oggi in cassa abbiamo un miliardo di euro su un bilancio regionale ristretto, al netto cioè della sanità e dei fondi europei, di 1,3 miliardi. Si tratta di una cassa ben solida ed e' bene che i toscani lo sappiano". Lo sottolinea il governatore Enrico Rossi nell'intervento che ha chiuso la presentazione del rendiconto generale 2018, redatto dalla Corte dei Conti. Una relazione che si sofferma sui 3,5 miliardi di investimenti, che si fanno sentire sul disavanzo dell'ente, ma che Rossi rivendica: "Li abbiamo fatti, soprattutto in sanità, decidendo di pagarli cash, con la cassa, senza andare a chiedere mutui in banca su cui i toscani avrebbero pagato interessi per 1,3-1,4 miliardi. Con il nostro bilancio, invece, siamo in grado di chiudere visto che" lo sforzo complessivo di 3,5 miliardi "si è già ridotto a 2,5 e pensiamo di poter finire nei prossimi sei anni. Ci saranno ospedali nuovi, quindi, ma senza dover pagare interessi". Il tutto, prosegue, "tenendo l'indebitamento della Toscana di metà inferiore a quello delle altre regioni: 508 euro rispetto a 1.074". Ecco, "mi sembra che la nostra sia stata una buona amministrazione, che ci sia stato buon governo". Certo, aggiunge, "ci sono ancora margini di miglioramento e dalla Corte dei Conti ci sono stati fatti dei rilievi, legittimi, giusti.
Noi, però, dobbiamo anche tener conto dell'economia toscana" e della nostra tassazione, che "è nella media: non abbiamo mai messo le tasse al massimo per pagare la sanità, come hanno fatto in Lazio e persino in Veneto e in Piemonte. Non l'abbiamo fatto e non lo faremo mai". Imposte in media ma, ricorda il governatore, "con i servizi non sanitari pari alla Lombardia, come certificato dalla Luiss. Sulla sanità, invece, l'università di Tor Vergata ci posizione al top insieme al Trentino".
(Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze