Rubrica — Pugilato

La caduta degli Dei: Ruiz è campione dei pesi massimi

Terremoto sportivo che ha fatto il giro del mondo: lo sfavorito per eccellenza Andy Ruiz Jr. è riuscito a mettere KO il campione di tutto, Anthony Joshua


Che la storia dei grandi incontri di boxe abbia da sempre regalato emozioni e sorprese è un dato di fatto. Ma che il semisconosciuto sfidante per i titoli dei pesi massimi delle sigle IBF, WBA, WBO ed IBO, per di più arrivato al match della vita con un preavviso di soli trenta giorni, potesse battere uno dei più forti pugili pound for pound dell'era moderna, mandandolo per ben quattro volte al tappeto, era una cosa un po' meno prevedibile. Eppure è ciò che è accaduto il 1° giugno 2019 al Madison Square Garden di New York, quando lo sfavorito per eccellenza Andy Ruiz Jr. è riuscito a mettere KO il campione di tutto, Anthony Joshua. Un vero e proprio terremoto sportivo che, partendo da New York, ha immediatamente fatto il giro del mondo, stravolgendo di fatto gli equilibri della categoria.

Un miracolo al Madison Square Garden
 "AJ" era sbarcato negli Stati Uniti con un duplice intento. Da un lato tentare di conquistare un'ulteriore fetta di pubblico sportivo americano, da sempre restio a riconoscere i giusti meriti ai pugili che provengono dall'altra parte dell'Atlantico. Dall'altro lato, come raccontato da Fox Sport , rispondere alle provocazioni non proprio velate del campione dei pesi massimi WBC, Deontay Wilder, che lo aveva a più riprese accusato di non essere pronto a difendere le cinture in suo possesso al di fuori del vecchio continente. L'incontro in argomento era stato sancito al termine di una serie di innumerevoli peripezie, in quanto l'avversario originario dell'olimpionico di Londra 2012, Jarrell Miller, ad aprile aveva fallito i test antidoping, così da non ottenere la licenza per combattere. Ne conseguiva la designazione di Ruiz come sfidante del campione in carica inglese. Ebbene, fino alle ore 23:00 americane dello scorso sabato, il combattimento che stava per avere inizio nel palazzetto dello sport sito sulla 7° Avenue (popolato da numerosissimi tifosi britannici in trasferta) sembrava essere una mera formalità. La domanda più comune che circolava tra gli addetti ai lavori riguardava, essenzialmente, se l'illustre sconosciuto californiano di origini messicane fosse riuscito a resistere per più di un round ai colpi messi a segno dallo statuario britannico. Ed invece, dopo due riprese di studio, il terzo round ha sancito una diversa e cruda verità, come descritto dalla Gazzetta dello Sport . La velocità di braccia dello sfidante al titolo, in uno ad una grande esplosività, assolutamente inaspettata attesa la sua mole fisica, hanno minato le certezze della medaglia d'argento ai mondiali di Baku 2011, che è andato giù per ben due volte. L'incessante aggressività, la precisione nell'esecuzione e la pesantezza dei colpi da KO hanno poi determinato, per il ventinovenne pluricampione, altri due atterramenti nel corso della settima ripresa. Emblematica è stata l'immagine che ha decretato la fine dell'incontro, con l'arbitro che invitava Joshua a fare un passo avanti per riprendere il match ed il campione britannico che restava con le braccia appoggiate alle corde, quasi paralizzato psicologicamente dai colpi del messicano e svuotato di ogni vigoria. Ad ogni buon conto, non è da escludere che lo stesso Joshua o Tyson Fury, che al 4 di giugno secondo le quote scommesse online di Betway , a quota 1,01 è il favoritissimo per la vittoria del prossimo match contro Tom Schwarz, tenteranno quantoprima l’assalto alla cintura detenuta da Ruiz che, a quel punto, sarà chiamato alla prova più difficile: dimostrare di meritare il titolo.

Le conseguenze per Joshua e per la categoria dei massimi
Il combattimento in questione ha messo a nudo i limiti dell'ex campione in carica. Di sicuro, le doti da non perfetto incassatore del pugile di Watford, un aspetto che nei recenti match non era quasi mai stato messo in discussione. Ma, anche e soprattutto, la tenuta psicologica di Joshua, messa a dura prova dalla pressione di affrontare il primo combattimento della carriera da professionista sul suolo americano, lontano da quell'Europa che lo aveva visto trionfare in tutti i 22 match fino ad allora affrontati, di cui ben 21 vinti per KO (la più alta percentuale della storia dei pesi massimi). Numeri che mal collimano con l'immagine che l'inglese trasmetteva al termine dello scontro. Un'idea di sfinimento e di assoluto abbandono, il riconoscimento della superiorità del proprio avversario, il totale svuotamento delle residue energie nervose e fisiche. Insomma, il senso estremo della boxe, una resa incondizionata che ha fatto di Ruiz il primo messicano campione del mondo dei pesi massimi della storia del pugilato. Verrebbe in realtà da pensare che l’altro grande sconfitto della serata sia stato Eddie Hearn, promoter della Matchroom Boxing, che in pochi minuti, non solo, ha subito un duro colpo alla considerazione della punta di diamante della propria scuderia, ma ha, altresì, visto allontanarsi la possibilità di organizzare il match per la riunificazione delle cinture mondiali dei pesi massimi; quel Joshua vs Wilder che sembrava, ormai, poter vedere la luce entro la fine del 2019. Per quanto concerne, poi, l'altra cintura mondiale dei massimi è di pochi giorni fa la notizia che i prossimi due incontri che vedranno protagonista "The Bronze Bomber" saranno due rivincite per gli avversari: la prima, concessa al cubano Luis Ortiz; la seconda, accordata a Tyson Fury, sfida ben più attesa, alla luce dell'incertezza del primo confronto terminato con un atipico pareggio. Se "The Gipsy King" si presentasse all'incontro con una condizione fisica e mentale in crescita rispetto allo scorso 1° dicembre 2018, potrebbe davvero conquistare il titolo mondiale WBC, per proporsi, poi, al vincente della rivincita tra Ruiz e Joshua. Un modo per arrivare a quel derby britannico che tutti sognano da diversi anni ma che, per ora, resta solo fantaboxe.

Non è ancora chiara la strada che verrà percorsa nei prossimi mesi. Mai come in questo periodo storico la categoria dei pesi massimi è stata attraversata da una scossa di innovazione e di imprevedibilità. Gli eventi organizzati dalla Matchroom Boxing hanno portato una ventata di aria fresca di cui la boxe mondiale necessitava da diversi anni. Resta la certezza che, dopo questa inaspettata sconfitta, per Joshua sarà tempo di rimboccarsi le maniche e di rimettersi alla prova. Appare evidente che la ribalta mondiale ed il recupero della credibilità, in parte persa nella notte del MSG, passano, necessariamente ed a prescindere dalla riconquista o meno delle cinture, per la decisione di affrontare uno tra Wilder e Fury, così da concretizzare il sogno di tutti gli appassionati.


Redazione Nove da Firenze