Kme: siglata ipotesi di accordo aziendale

Saisi (Uilm nord Toscana): "Premi e welfare ai dipendenti, reinserimento operai nei primi tre mesi del 2019 e conferme sugli investimenti". Whirlpool: giovedì tavolo al Mise. Bertocci di Piombino: Regione e Comune chiedono di fermare le procedure di licenziamento


Firenze 23 ottobre 2018- A seguito di un lungo negoziato e numerosi incontri il 22 ottobre è stata siglata un’ ipotesi di accordo di gruppo tra la direzione aziendale Kme, le organizzazioni sindacali e le Rsu degli stabilimenti di Serravalle Scrivia, Fornaci di Barga e Firenze.
L’accordo conferma il rilancio dei siti produttivi in Italia, precisa che il core business dell’azienda rimane la metallurgia e sono definiti investimenti in tutto il gruppo. Per quanto riguarda Fornaci di Barga sono previsti aumenti dei volumi produttivi e di fatturato, potenziamento delle linee di fusione e colata di rame, un progetto per la produzione di energia, la creazione di un polo accademico e la ripresa dell’attività di ricerca e sviluppo. Il sito di Firenze viene confermato centrale e con un ruolo internazionale di centro servizi e amministrativo. A Firenze verrà inoltre realizzata una mensa interna aziendale. Vi saranno poi nella sede Em Moulds (lingottiere) di Fornaci di Barga specifici investimenti. E’ stato concordato un impegno sulla gestione degli esuberi per ridurre l’impatto sociale al minimo e volto al reintegro di tutti i lavoratori, con una conduzione degli ammortizzatori sociali in una rapporto tra azienda e Rsu. E’ stato altresì definito un premio di risultato triennale con l’obiettivo di riconoscere miglioramenti economici per i lavoratori e confermato un premio di 500 euro annuo. L’accordo prevede clausole di garanzia dove l’azienda si impegna a non spostare attività che implichino la perdita di volumi produttivi e viene confermata la commissione economica congiunta al fine di monitorare l’andamento aziendale. 

"Riteniamo questa ipotesi di accordo molto importante e fondamentale per gli stabilimenti italiani ed i lavoratori del gruppo. Nelle prossime settimane verranno fatte le assemblee per illustrare i contenuti dell’intesa che poi verrà sottoposta a referendum tra i lavoratori del gruppo Kme" commentano i coordinatori nazionali Fiom e Uilm gruppo Kme Massimo braccini, Giacomo Saisi.

In occasione dello sciopero generale di 24 ore tutte le categorie pubbliche e private, indetto dal sindacalismo di base per il 26 ottobre, si terra anche a Firenze una manifestazione cittadina che partirà da Largo Annigoni alle 9.30 e si dirigerà verso la prefettura in via Cavour. Oltre a ai sindacati CUB di Firenze e Usi Firenze che organizzano corteo, hanno dato adesione le seguenti realtà: Movimento di Lotta per la Casa, Maestre diplomate licenziate, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Comunista, Potere al Popolo, Rete dei collettivi/studenti medi, Associazione Mariano Ferreyra, Fronte No Austerity. Sono previste circa 300 persone.

"Giovedì la Regione sarà al tavolo nazionale per la Whirlpool. Il gruppo ha a Siena uno dei suoi insediamenti più importanti e per la Toscana si tratta di una partita importante. Il mio auspicio è che dal Ministero vengano risposte positive alla richieste di attivazione di nuovi ammortizzatori sociali che consentano lo sviluppo del piano industriale evitando esuberi". Il presidente Enrico Rossi, alla vigilia dell'incontro convocato al Mise dal ministro Luigi Di Maio, conferma l'impegno della Regione per garantire il futuro produttivo dell'azienda. "Sciogliere il nodo degli ammortizzatori – ribadisce – è una condizione fondamentale che può far andare avanti un confronto positivo con le organizzazioni sindacali nel segno del rilancio e della difesa dei posti di lavoro. La Regione è comunque pronta – conclude Rossi – a mettere in campo un programma di politiche attive a sostegno dei lavoratori che usufruiranno degli ammortizzatori". La Regione Toscana ha sostenuto gli investimenti del gruppo Whirlpool con un contributo di oltre 520 mila euro sul bando ricerca e sviluppo 2014."

Fermare le procedure per il licenziamento di 15 lavoratori e aprire un confronto con le organizzazioni sindacali per l'attivazione della cassa integrazione straordinaria o il rinnovo di quella per le aree di crisi, che scadrà il prossimo 17 novembre. E' questa la richiesta che la Regione Toscana e il Comune di Piombino hanno rivolto ai rappresentanti della Bertocci Montaggi al termine dei due incontri che si sono svolti oggi a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, convocati dal consigliere del presidente Enrico Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, ed ai quali ha preso parte anche il sindaco Massimo Giuliani. Al primo dei due tavoli hanno preso parte i sindacalisti di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, che hanno rappresentato la preoccupazione dei lavoratori per la procedura avviata dall'azienda, chiedendo l'intervento diretto delle istituzioni per bloccare i licenziamenti e far ripartire il confronto. Una richiesta che Regione e Comune hanno accolto e rivolto subito ai dirigenti della Bertocci presenti al secondo dei due incontri. Simoncini e Giuliani hanno invitato l'azienda a valutare con grande attenzione le possibilità di sviluppo dell'attività produttiva nell'attuale fase di passaggio del polo industriale e portuale di Piombino, con il nuovo assetto societario dell'acciaieria e anche - elemento di particolare interesse per la Bertocci, che nel 2016 ha acquistato la centrale Edison piombinese - per il progetto in elaborazione di distribuzione dell'energia elettrica nell'area portuale. Il ritiro delle procedure di licenziamento, ha sottolineato Simoncini, è condizione fondamentale per valutare questi possibili sviluppi ed anche per evitare che possa aprirsi una fase di forte conflitto con lavoratori e sindacati. Simoncini ha anche ricordato che un atteggiamento di chiusura da parte dell'azienda potrebbe avere ricadute negative rispetto ai finanziamenti regionali a suo tempo concessi alla Bertocci per la formazione del personale ex Edison e per altri progetti di finanziamento presentati alla Regione. I rappresentanti della Bertocci hanno da parte loro illustrato le ragioni delle scelte annunciate, assicurando tuttavia di avviare una riflessione sulla situazione e le richieste avanzate da Regione e Comune, impegnandosi a darne informazione alle istituzioni.

Redazione Nove da Firenze