Irpet, approvato il bilancio 2018

In Consiglio regionale l'illustrazione del presidente della Commissione Affari istituzionali Bugliani (Pd): utile di 425mila euro. M5S e Lega si astengono


Il Consiglio regionale approva a maggioranza il bilancio 2018 dell’Irpet . L’esercizio 2018 si chiude, come ha illustrato il presidente della commissione Affari istituzionali, Giacomo Bugliani (Pd) con un utile di 452mila 176 euro, che nella misura del 20 per cento sarà accantonato a fondo di riserva per la copertura di future perdite (90mila 435 euro) e per l’80 per cento sarà restituito alla Regione Toscana (361mila 741 euro). Alla Regione saranno restituiti anche una parte dei fondi di riserva ritenuti sovradimensionati per 553mila 259 euro.

In sede di dibattito, il consigliere del Movimento 5 stelle Gabriele Bianchi ha anticipato un voto di astensione pur riconoscendo come “positiva” la gestione dell’istituto di programmazione economica. “Vorremmo – ha dichiarato – un maggior coinvolgimento delle opposizioni”. In linea con Bianchi anche il consigliere della Lega Marco Casucci: “La nostra è un’astensione critica e vuole essere un monito a fare meglio. Tuttavia vorremmo scongiurare un Irpet a direzione unica. Il Consiglio, e le minoranze, dovrebbero essere più coinvolte” ha spiegato.

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Il bilancio in sintesi

Il valore della produzione è pari a 3milioni 990mila 314 euro, in aumento di circa il 6 per cento rispetto all’anno precedente, ma, al netto dei proventi straordinari, risulta pari a 3milioni 732mila 981euro, di poco inferiore (0,3 per cento) al corrispondente valore del 2017. Rispetto all’esercizio precedente, si registra una significativa inversione di tendenza. Le entrate cosiddette ‘commerciali’, cioè i ricavi delle vendite e delle prestazioni rese a soggetti diversi dalla Regione Toscana, aumentano di 2,5 volte rispetto al 2017, con una ripresa che riguarda sia i proventi da soggetti pubblici (da euro 13mila 125 nel 2017 ad euro 52mila 975 nel 2018) che quelli da soggetti privati (da euro 23mila nel 2017 ad euro 37mila nel 2018). Diminuiscono rispetto all’anno precedente del 2,4 per cento i contributi in conto esercizio dalla Regione Toscana e del 10,1 per cento i contributi per attività di ricerca svolte in comune con organismi pubblici diversi dalla Regione.

Il totale dei costi della produzione ammonta a 3milioni 394mila 957 euro, in aumento dell’1,7 per cento rispetto al corrispondente importo relativo al 2017. L’incremento dei costi della produzione tra i due esercizi sale al 2,1 per cento, se si confrontano gli importi al netto delle componenti straordinarie. I costi di produzione nel 2018 sono infatti pari a 3milioni 377mila 606 euro, a fronte di un corrispondente importo di 3milioni 308mila euro relativo al 2017.

Le spese di funzionamento (utenze, spese postali, servizi di pulizia, portierato, vigilanza, premi assicurativi) ammontano a 116mila 940 euro, sono sostanzialmente pari al 2017, mentre aumentano in maniera significativa i costi di manutenzione e riparazione della sede ed ai relativi impianti ed attrezzature, pari a 37mila 274 euro a fronte di 13mila 353 euro nell’esercizio precedente. Il costo di gestione del sistema informatico, pari ad 66mila 577 euro, è aumentato del 10,3 per cento rispetto al 2017 per l’acquisto di nuovi servizi di gestione delle risorse hardware e software. Va inoltre tenuto conto che, come nell’esercizio precedente, non ci sono oneri per il trattamento economico del direttore, perché collocato in pensione dal 1° settembre 2016.

La differenza tra valore e costi della produzione è pari a 595mila 358 euro, in aumento del 38,8 per cento rispetto al corrispondente valore dell’esercizio 2017. Tale andamento si ribalta però considerando i saldi al netto delle poste straordinarie, con una diminuzione del 14,4 per cento rispetto all’anno precedente (355mila 376 euro nel 2018 a fronte di 414mila 957 euro nel 2017). Le componenti finanziarie concorrono al risultato di amministrazione con un saldo negativo pari a 752 euro. Le imposte (Irap e Ires) ammontano a 142mila 430 euro, in aumento del 4,8 per cento rispetto all’esercizio precedente.

Redazione Nove da Firenze