Si è riunito ieri pomeriggio presso la sede della Presidenza della Regione, per la prima volta in questa consiliatura, il Comitato regionale di coordinamento sulla violenza di genere, convocato dall’assessora alle pari opportunità Cristina Manetti, e al quale ha partecipato l’assessora al diritto alla salute Monia Monni.
Il Comitato, istituito dalla legge regionale 59/2007 , “Norme contro la violenza di genere”, supporta la Giunta regionale nel mettere in atto, in modo omogeneo su tutto il territorio toscano, una efficace strategia di prevenzione, sensibilizzazione, contrasto alla violenza di genere e di sostegno, orientamento, protezione, aiuto alle vittime.
In particolare al tavolo erano presenti tutte le principali realtà che operano in questa complessa rete regionale, dalle rappresentanze dei Comuni e delle Province, delle prefetture e della Questure, ai centri antiviolenza e per uomini maltrattanti.“Mi auguro che da questo confronto possa nascere una collaborazione concreta e continua tra le diverse associazioni della Toscana- ha detto l’assessora Manetti- perché solo attraverso un autentico spirito di squadra possiamo affrontare in modo efficace questioni complesse come la violenza contro le donne.
Come Regione Toscana siamo da tempo in prima linea: penso al Codice rosa, al rafforzamento del supporto psicologico, ai percorsi di autonomia lavorativa e abitativa per le vittime, fino agli interventi di sensibilizzazione obbligatori nelle scuole. Sono azioni importanti, ma sappiamo bene che non sono ancora sufficienti.In questo impegno, il ruolo delle volontarie e dei volontari è fondamentale. C’è ancora molto da fare e proprio per questo, l’incontro di oggi assume un grande valore: è un’occasione per ascoltare, condividere esperienze e costruire insieme risposte sempre più efficaci.
Solo lavorando in rete possiamo davvero fare la differenza” ha concluso Manetti.
“Un tavolo importante che punta su una grande alleanza fra tutti i soggetti coinvolti - ha detto l’assessora Monni - È un tema estremamente complesso che ha bisogno di risposte altrettanto articolate. Come assessora alla sanità e al sociale, ho dato la mia piena disponibilità all'assessora Manetti, che è titolare della delega, e che ha riattivato il tavolo e per questo la voglio ringraziare. Sono molti punti di interesse che abbiamo in comune, a partire dal fatto che aprire 70 nuove Case di Comunità vuol dire moltiplicare i punti d'accesso al sistema, ma anche i punti in cui le donne possono essere viste con i loro problemi, le loro segnalazioni e essere prese in carico, e anche gli uomini, perché ovviamente ci occupiamo anche della presa in carico degli uomini maltrattanti.
Quindi la nostra risposta può diventare ancora più puntuale. Bisogna avere il coraggio di dire che, nonostante l'enorme lavoro fatto da questa Regione, forse una delle Regioni che ha fatto di più, ancora i numeri fanno impressione. Dobbiamo buttare il cuore oltre l'ostacolo - ha concluso Monni - e trovare soluzioni innovative senza paura di sbagliare, lavorando soprattutto sui temi della prevenzione e della cultura”.