​Industria 4.0, trasformazione digitale e lavoro in Toscana: promozione e formazione

Azioni comuni per promuovere attività di conoscenza delle tecnologie


Regione e Associazioni di categoria hanno firmato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze un protocollo d'intesa per favorire l'apprendimento e adeguare le competenze richieste dalla trasformazione digitale in atto.

Hanno firmato il protocollo gli assessori regionali Cristina Grieco (istruzione, formazione e lavoro) e Stefano Ciuoffo (attività produttive), con loro Nico Gronchi (presidente Confesercenti Toscana), Anna Maria Lapini (presidente Confcommercio Toscana), Gabriele Baccetti (coordinatore Confindustria Toscana), Claudia Fiaschi (presidente di Confcooperative), Assunta Astorino (vice presidente Legacoop Toscana), Alessandro Giaconi (presidente AGCI Toscana), Andrea Di Benedetto (presidente CNA Toscana), Giovan Battista Donati (presidente di Confartigianato Toscana) ed Andrea Sbandati (direttore Confservizi Cispel), mentre Andrea Galli (rappresentante Casartigiani Toscana) ha annunciato l'adesione.

Tra gli impegni assunti da Regione e Associazioni, la condivisione degli strumenti conoscitivi inseriti sulla piattaforma Cantieri40.it oltre a ricerche, analisi ed indagini sui temi oggetto del protocollo, la collaborazione a realizzare workshop rivolti alle imprese o a focus group tematici, la collaborazione per promuovere, presso le imprese, la conoscenza delle opportunità formative a disposizione di imprenditori, manager e lavoratori toscani; la diffusione della conoscenza dei percorsi IFTS e ITS, quali opportunità di acquisizione delle competenze tecniche, trasversali e interdisciplinari necessarie alle imprese nella fase di transizione tecnologica verso Industria 4.0; la collaborazione per rafforzare le relazioni tra gli Istituti professionali e il mondo delle imprese, anche riguardo all'alternanza scuola lavoro e ai percorsi di Istruzione e Formazione Professionale, per promuovere, anche attraverso la co-progettazione dei percorsi, l'inseriment o occupazionale dei ragazzi formati e lo sviluppo delle competenze necessarie per lo sviluppo dei territori e la competitività delle imprese.

"Dopo la presentazione del Rapporto elaborato da Met sul ‘grado' di innovazione delle imprese toscane – afferma Ciuoffo – diventa indispensabile far comprendere a imprenditori e lavoratori quanto siano reali e imminenti le opportunità di una conversione in chiave I4.0. La Toscana con questo protocollo punta a fare sistema, mettendo insieme pubblico e privato. Una visione condivisa per aiutare il sistema economico toscano a svilupparsi in continuità con le numerose iniziative realizzate nell'ultimo anno e mezzo per far conoscere e incentivare il paradigma Impresa 4.0".

L'attività regionale di promozione e divulgazione ha portato ad esempio alla creazione di Cantieri 40, il portale di riferimento per le imprese. Nel 2018 si è svolta la seconda edizione di Toscana Tech, con oltre 950 partecipanti, oltre 400 dei quali rappresentato da imprese. Il format research to business (R2B), giunto alla 4° edizione, ha coinvolto oltre 100 imprese e registrato oltre 300 appuntamenti di matching imprenditori-mondo della ricerca. A questo si aggiungono i 3 eventi R2B organizzati a Firenze, Pisa e a Siena, con oltre 580 partecipanti ed i 19 Workshop ‘I40 on the road' in collaborazione con le università e il sistema delle Camere di Commercio.

A questo si affiancano i bandi destinati alle imprese: aiuti agli investimenti in Ris3 (strategia di specializzazione intelligente) con microcredito e fondo rotativo, con una dotazione totale di 23,8 mln; tre bandi per il ‘Sostegno all'innovazione delle imprese' con oltre 26 mln di contributi concessi; i bandi per investimenti in R&S, con l'assegnazione di 202 mln; col bando per ‘Sostegno alla creazione e al consolidamento di start-up innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza e alle iniziative di spin-off della ricerca' (aperto ad ottobre 2016) finora sono state finanziate 29 imprese per quasi 3,5 mln e 4,4 mln ancora disponibili. Infine il bando ‘Sostegno all'acquisizione di servizi di audit 2018' ancora aperto con una dotazione di 1,5 mln.

"In questa fase di transizione tecnologica - ha detto l'assessore Cristina Grieco - il ruolo della formazione è centrale: grazie al Fse la Regione sostiene la crescita del capitale umano, asset strategico per affrontare il percorso di sviluppo verso il nuovo paradigma, con interventi integrati per le qualifiche ad alta specializzazione, per la creazione di alleanze stabili tra imprese, Università, istituzioni scolastiche e organismi formativi, per l'accrescimento della cultura digitale all'interno delle aziende e per aggiornare e sviluppare le competenze dei lavoratori".

Tra le opportunità di ‘formazione 4.0' finanziate dalla Regione: sono appena partiti 59 corsi (42 percorsi IFTS e 17 percorsi ITS), per formare i tecnici richiesti dalle imprese toscane più dinamiche; per i manager e gli imprenditori - dalle cui scelte dipendono tempi e modi di adozione delle nuove tecnologie, sfruttamento del loro potenziale produttivo e l'impatto di tale adeguamento del processo produttivo su qualità e quantità dell'occupazione – sono disponibili voucher formativi per manager (importo massimo 2.500 euro) e per imprenditori e professionisti in forma associata, a sportello (importo massimo 5.000 euro), utilizzabili anche per la frequenza di master universitari (già richiesti quasi 500 voucher). Finanziati inoltre 20 corsi di formazione per imprenditori. Per la formazione dei lavoratori è aperto un avviso pubblico con 8 mln con scadenze trimestrali, fino al 30 giugno 2020.
Approvati 24 progetti, che coinvolgono 50 imprese e oltre 1.000 lavoratori. E' inoltre partita a settembre 2018 anche la formazione a distanza della piattaforma regionale TRIO.

 Il presidente CNA Toscana Andrea Di Benedetto ha dichiarato: ”Siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione industriale, ma per sfruttarne appieno le potenzialità dobbiamo essere capaci di interpretare la novità in termini culturali: Impresa 4.0 infatti non si fa solo con le macchine, ma soprattutto con le competenze. Di conseguenza le politiche pubbliche, oltre a sostenere gli investimenti in macchinari e dispositivi, devono puntare ancora di più a favorire il processo di formazione delle competenze, tecnologiche e -soprattutto- imprenditoriali: cogliere le opportunità aperte dai nuovi paradigmi produttivi e commerciali richiede una grande consapevolezza di come cambiano le filiere, la produzione, la comunicazione. Il tessuto economico della Toscana è notoriamente composto in larga parte da micro e piccole imprese tra loro interconnesse ed integrate in comparti altamente specializzati: servono quindi misure a sostegno di interventi verticali e personalizzati, chirurgici perché ritagliati sulle specificità delle singole filiere, appositamente pensati e disegnati sulle loro necessità e opportunità. La subfornitura toscana deve puntare a eccellenze di nicchia, con un valore aggiunto e alto potere contrattuale, non ad una mera esternalizzazione di rischi e costi dei grandi player. La quarta rivoluzione industriale è la più grande opportunità mai capitata per ribaltare il punto di vista e le ambizioni delle nostre – tantissime - PMI di qualità. Per questo CNA ha dedicato grandi energie nel costituire un Digital Innovation Hub con il quale stiamo disseminando la cultura digitale nelle imprese: CNA Hub 4.0 va fisicamente nelle imprese per valutare le singole realtà aziendali, aiutarle a comprendere le opportunità dell’innovazione ed accompagnarle lungo un percorso personalizzato. Stiamo avviando un progetto di digitalizzazione della filiera del cuoio, al quale seguiranno interventi su altre filiere produttive. Il progetto della CNA prevede una prima fase di contatto diretto con 200 imprese a livello regionale per analizzarne lo stato dell’arte e bisogni; metteremo a disposizione della Regione i dati che stiamo raccogliendo (coordinandoci con il Cantiere 4.0 regionale e Unioncamere, perché non possiamo permetterci ulteriore dispersione delle energie in campo) e le necessità che stanno emergendo (a partire da quali sono le tecnologie abilitanti più richieste) per dare un contributo concreto e mirato alla costruzione delle policy più efficaci per sostenere investimenti e formazione”.

Redazione Nove da Firenze