Rubrica — Agroalimentare

In Toscana ci sono oltre 250.000 cinghiali: i danni superano i 10 milioni di Euro

L'incidente mortale causato dall'attraversamento di cinghiali sull'A1 fra Lodi e Casalpusterlengo, è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici. Coldiretti: serve un piano di abbattimento per la sicurezza delle città e campagne. Miari Fulcis (Confagricoltura) “Pagata a caro prezzo la scelta di non ascoltare l'allarme degli agricoltori”


Un incidente mortale è avvenuto durante la notte sull'autostrada A1 tra Lodi e Casalpusterlengo, provocato da un gruppo di cinghiali che si trovavano sulla piattaforma autostradale, ha provocato un vittima, un giovane di 28 anni.

L’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano purtroppo anche vittime, è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente il milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città.

“Solo in Toscana si stimano 250-280 mila cinghiali con danni per il settore agricolo che superano i 10 milioni di euro”. E’ quanto afferma Fabrizio Filippi presidente di Coldiretti Toscana nel commentare il gravissimo incidente stradale sull'autostrada A1 in carreggiata Sud, tra Lodi e Casalpusterlengo con un tamponamento a catena per un gruppo di cinghiali che ha attraversato la carreggiata e causato una vittima e dieci feriti, tra cui 3 bambini. “Negli ultimi dieci anni – sottolinea Filippi – il numero dei cinghiali presenti è praticamente raddoppiato. La sicurezza nelle aree rurali e urbane – denuncia – è a rischio per il loro proliferare con l’invasione di campi coltivati, centri abitati, strade ed anche autostrade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone”. Gli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni di euro all’anno, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime.

“Non è quindi più solo una questione di risarcimenti ma è diventato – commenta Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Ora – conclude - non ci sono più alibi per intervenire in modo concertato tra Ministeri e Regioni ed avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci amministrativi”.

È anni che insistiamo e chiediamo interventi urgenti contro il proliferare di animali selvatici come gli ungulati che hanno abbondantemente superato il numero compatibile con il territorio. Adesso purtroppo è accaduta la tragedia e non possiamo nascondere che si poteva fare qualcosa per evitarla.” E' quanto dichiarato da Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana in merito. “E' anni – continua Miari Fulcis - che facciamo presente i rischi anche a carico dei cittadini e l'inutilità degli interventi legislativi di chi ci governa e che dovrebbe piuttosto trovare delle soluzioni. E' stata dunque pagata a caro prezzo la scelta di non ascoltare la richiesta di intervento urgente degli agricoltori, trattati più da incompetenti e da approfittatori che da sentinelle del territorio che contribuiscono da sempre a tutelare. E' il momento di passare dalle parole ai fatti. Rimettere mano alla legge Obiettivo sulla caccia e garantire quel livello minimo di sicurezza dovuto ai cittadini. Sarebbe una follia aspettare ancora una nuova tragedia.” Conclude Miari Fulcis.

Redazione Nove da Firenze