Rubrica — Agroalimentare

In Toscana allo studio la Pesca - Turismo per mangiare e dormire con i pescatori

Un settore che risente delle stagioni, certo, ma che per innovarsi e restare competitivo strizza l’occhio alle nuove tendenze turistiche


I numeri della pesca in Toscana: 1.700 pescatori su 680 imbarcazioni, per un fatturato che, a seconda delle stagioni, raggiunge anche i 25 milioni di euro
Un settore che risente delle stagioni, certo, ma che per innovarsi e restare competitivo strizza l’occhio alle nuove tendenze turistiche, cavalcandole e addirittura creandole: come la pesca turismo, che prevede di dormire e mangiare con i pescatori.

“Una formula ancora poco conosciuta, ma che presenta grandi potenzialità”, spiega Massimo Guerrieri, pescatore, referente Pesca di Confcooperative FedAgriPesca Toscana. “La pesca turismo è un nuovo approccio a questo mondo - continua Guerrieri - che permette di entrare nella quotidianità dei pescatori e dare alla propria vacanza una connotazione nuova, esperienziale”.

Un settore portante dell’economia regionale, per numeri e espansione territoriale. La pesca toscana è distribuita infatti su tutta la costa, in tutti i suoi porti e approdi, importanti sia da un punto di vista turistico che come accoglienza della pesca professionale.

“Anzi, spesso tra pesca professionale e diporto si crea competizione per l’occupazione dei posti barca - precisa Guerrieri - Siamo dovuti intervenire in Regione per definire una localizzazione certa dei pescatori che altrimenti rischiavano di perdere terreno a vantaggio del diporto. E’ indubbio che il turismo sia più remunerativo, ma è compito della nostra associazione tutelare i pescatori”.

La cooperazione resta la formula prevalente di organizzazione - spiega Guerrieri - sia per i servizi amministrativi, previdenziali e la commercializzazione che per il comparto armatoriale. Una struttura più efficace e flessibile, in grado di fare massa critica e che negli anni si è rivelata vincente”

Sia per la pesca a strascico che per la pesca artigianale, i mercati di sbocco sono diversi, dalle aste, ai grossisti alla vendita diretta. “Soprattutto sulla vendita diretta - aggiunge Guerrieri - stiamo lavorando per migliorare e velocizzare il percorso per raggiungere il consumatore finale, sempre nel massimo rispetto delle norme sanitarie, igieniche e fiscali”.

Il fatturato risulta poi difficile da quantificare, molto sensibile alle stagioni e alle oscillazioni di prezzo. Una imbarcazione da strascico fattura mediamente 150-250 mila euro l’anno e occupa 3-4 pescatori. La piccola pesca invece fattura 30-35mila euro l’anno per addetto.

Redazione Nove da Firenze