Rubrica — Mostre

Il Sistema Museale di Ateneo cambia look

Nuova linea grafica “racconta” i musei universitari. Al lavoro un team di giovani designer del Dipartimento di Architettura


Il Sistema Museale dell’Università di Firenze cambia immagine. E’ stata presentata oggi la nuova linea grafica che caratterizzerà i singoli Musei (Paleontologia, Antropologia, “La Specola”), l’Orto Botanico, Villa La Quiete e Villa Galileo.

Con un tratto che si ispira alla tecnica xilografica, la nuova immagine riesce a collegare collezioni molto diverse per storia, contenuti e percorso.

«Ripensare il brand del Sistema Museale di Ateneo fa parte dell’impegno costante per la valorizzazione, promozione e fruizione pubblica delle collezioni scientifiche, storico-scientifiche e storico-artistiche – sottolinea il presidente Marco Benvenuti -: una realtà ricchissima e articolata e un patrimonio culturale collettivo che l’Università custodisce perché sia a disposizione e a beneficio del pubblico e dei ricercatori».

Firma il lavoro il DidaCommunicationLab, laboratorio del Dipartimento di Architettura, costituito da un gruppo di giovani e giovanissimi designer, sotto la guida creativa di Susanna Cerri. L’immagine del Sistema Museale è stata, infatti, al centro di un percorso di analisi, approfondimento e confronto che ha visto impegnati docenti, ricercatori e laureandi.

«Abbiamo studiato ed elaborato un linguaggio specifico per questo particolare caso di comunicazione della cultura – spiega Susanna Cerri –. Il risultato è una forte caratterizzazione visiva di ciascun museo con lo scopo di restituire una maggiore visibilità presso il pubblico. E’ stata un’esperienza di ricerca, ma anche di formazione molto coinvolgente».

La nuova linea grafica comparirà nella segnaletica esterna, negli strumenti di comunicazione e, in futuro, nel merchandising del Sistema Museale.

E’ già visibile al Museo di Antropologia, sulla facciata della sede di Palazzo Nonfinito in via del Proconsolo: il Museo si appresta anche a celebrare i 150 anni dalla fondazione voluta dall’antropologo Paolo Mantegazza. Le sue collezioni riuniscono le testimonianze delle varie culture del mondo ospitando ben 30.000 manufatti etnologici, raccolti nell’arco di cinque secoli e provenienti da Europa, Africa, Asia, America e Oceania. Il nucleo originale risale alle raccolte medicee e a quelle del Granduca Pietro Leopoldo di Toscana, ma il Museo col tempo si è arricchito grazie ai viaggi di esplorazione e alle missioni scientifiche sviluppatesi dal XVI secolo in poi, come – ad esempio - quella di James Cook nel Pacifico, quella di Odoardo Beccari in Nuova Guinea o la ricerca di Fosco Maraini in Giappone. Il prossimo 28 novembre per celebrare l’anniversario si svolgerà un convegno dedicato alla storia e al patrimonio del Museo.

Redazione Nove da Firenze