Il segretario del Pd fiorentino: "Sono lacerato ma resto nel partito"

Massimiliano Piccioli in una lettera inviata a tutti gli iscritti definisce "rottura lacerante" l'addio di Renzi e ricorda i meriti dell'ex segretario e premier. "Alcune mie dichiarazioni sono state equivocate, continuo a militare nel Pd"


Massimiliano Piccioli, segretario cittadino del Pd a Firenze, ha inviato una lettera a tutti gli iscritti nella quale fa il punto della situazione dopo l'addio al partito di Matteo Renzi. Definisce questo passo "una rottura lacerante" e ricorda che in questi anni a Firenze molti si sono avvicinati al Partito Democratico proprio perché c'era Renzi. Le idee di Renzi per Piccioli "resteranno un patrimono" del Pd ma sui tempi della scelta non è d'accordo con l'ex segretario perché una divisione come questa "porterà un quadro di frammentazione e debolezza generale di cui non avevamo bisogno". 

Piccioli assicura "malgrado l'enorme amarezza di questo momento" di voler restare nel partito democratico ("alcune mie dichiarazioni sono state equivocate"). Ecco la lettera integrale di Piccioli:

Carissime e Carissimi,

Gli enormi cambiamenti nella scena politica italiana e in quella del nostro Partito, intervenuti dall’agosto scorso, hanno in questi giorni visto anche l’ultimo atto nel nostro Partito di Matteo Renzi, che ha deciso di costituire un Movimento politico autonomo e fuori dal Pd che lancerà al prossimo incontro autunnale della Leopolda.

E’ un avvenimento di grande portata che certamente inciderà nel quadro politico dei prossimi mesi e che in particolare, a Firenze, segna una rottura lacerante: Matteo Renzi non è solo il Senatore di questa Città, ma soprattutto l’ex Sindaco e la figura politica intorno alla quale, proprio a Firenze, negli ultimi dieci anni, si è costituito un grande movimento di persone, di entusiasmo, di idee, grazie anche alle quali in tanti hanno scelto di aderire al Partito democratico e di condividerne le scelte.

Sono convinto che, al di là di questa rottura, per altro annunciata da mesi, il patrimonio di idee e proposte sulle quali abbiamo lavorato, anche dividendoci, in questi anni, resterà una risorsa nel patrimonio degli ideali e delle azioni politiche che il PD vorrà portare avanti in Italia e a Firenze.

Resta il fatto che una divisione come questa porterà, come altre avvenute in questi anni, un quadro di frammentazione e debolezza generale di cui non avevamo bisogno, specie in questo momento nel quale abbiamo scelto di sostenere un nuovo Governo, necessario per salvare l’Italia dalla deriva salviniana, ma complicato perché strutturato in un’alleanza con una forza politica fino a 40 giorni fa enormemente ostile al PD.

In molti si sono pronunciati ed è positivo e confortante che tutti i gruppi dirigenti democratici della Toscana abbiano in modo netto dichiarato la volontà di restare nel PD, per migliorarlo e farlo divenire davvero il luogo delle battaglie e delle proposte riformiste più avanzate. Ciò significa che alla scelta di Renzi di lasciare il PD, non seguirà un quadro di divisioni che ci avrebbero ulteriormente indebolito.

In questi momenti di grande sconcerto, mi dispiace si sia equivocato su alcune mie dichiarazioni (e fantasie…Calenda) al giornale Repubblica di Firenze, nelle quali sarei apparso ambiguo sulla volontà o meno di rimanere nel PD. Conosco bene le responsabilità che rivesto nel mio ruolo di Segretario cittadino e se avessi voluto lasciare il Partito, avrei senz’altro fatto in un'altra maniera. Pur nell'enorme amarezza di questo momneto, confermo quindi a tutti, la mia volontà di continuare a militare nel Partito Democratico. Sono altresì consapevole che in un momento come questo, proprio a Firenze, occorrerà un grande lavoro unitario incentrato nel far capire a molti iscritti e militanti che proprio per valorizzare i molti temi lanciati da Matteo Renzi in questi anni, sarà necessario un PD più determinato, non divisivo e aperto a tutte le esperienze.

Per discutere di tutti questi temi e per ricostruire l’Agenda politica dei prossimi mesi, mi sono confrontato con il nostro Presidente Andrea Ceccarelli nel convocare gli organi preposti, che vorrei aperti ad ogni contributo.

Mai come in questo momento occorrono unità, senso della comunità, dialogo e senso di responsabilità.

Vi abbraccio tutti, a prestissimo

Massimiliano Piccioli

Redazione Nove da Firenze