Rubrica — Spettacolo

Il miracolo della Dea Fortuna

Özpetek La Dea della Fortuna

Esce il 19 dicembre, in tutte le sale, l’ultimo film di Ferzan Ozpetek “La Dea Fortuna”, con Stefano Accorsi, Edoardo Leo e Jasmine Trinca


Vedere un film di Ozpetek vuol dire entrare a far parte di una grande famiglia: non solo gli sceneggiatori, gli attori e le maestranze che lavorano con lui ne fanno parte, ma anche il pubblico, ormai fedele. Le trame vengono dalla sua vita e s’intrecciano a quelle delle vite degli spettatori. Così da ‘Le fate ignoranti’, a ‘Saturno contro’, alle ‘Mine vaganti’, seguiamo la grande famiglia del regista turco, rigorosamente di Roma Sud, nella sua crescita emotiva.

Vi è però, in questo film, una maturazione dei sentimenti, che dalle passioni esplosive di ambienti bohémien, planano sull’affetto e la tenerezza di coppie consolidate, e perciò in crisi.

“Questa storia nasce da un fatto vero - ha raccontato Ferzan Ozpetek nella conferenza stampa di presentazione del film, distribuito in 400 copie da giovedì 19 in tutte le sale italiane - mio fratello era molto malato, e sua moglie un anno fa mi chiamò per chiedermi di occuparmi dei figli, nel caso a lei fosse accaduto qualcosa”. “Volle che glielo promettessi - ha confidato - e quell’impegno ha spalancato una finestra su un mondo che non conoscevo”.

Anche i due meravigliosi bambini del film, i talentuosi Sara Ciocca ed Edoardo Brandi, sconvolgono le vite di Stefano Accorsi ed Edoardo Leo, e di tutti coloro che ruotano intorno alla coppia. È questa ‘La Dea Fortuna’, titolo e leitmotiv del film, una fortuna non intesa nella nostra accezione, ma in quella latina di ‘caso’: né fortuna né sfortuna, ma imprevisto che sta a noi cogliere e volgere a nostro favore.

È un lungo discorso sull’amore, quello di Ozpetek, declinato in tutte le sue forme e in tutti i tipi di coppia, come l’unica che funziona davvero perché lui - un insolito Filippo Nigro - ha L’Alzheimer, e riscopre quindi la moglie - la versatile Pia Lanciotti - ogni giorno, rinnovando la curiosità e la voglia di stare insieme di volta in volta. Perché l’amore cambia, si trasforma, e i film di Ozpetek lo seguono, lo indagano attraverso i personaggi e i loro sentimenti, che passano dal dramma alla commedia, a passo di danza, sulle punte ma anche sui tacchi - rigorosamente 12, consiglia un’amica della coppia - e sulle note di Mina, con la meravigliosa “Luna diamante”.

“È stata decisiva nella storia”, ha raccontato il regista, che alla cantante dedica il personaggio di Mina, la dolce Cristina Bugatty. “Mina, mi ha convinto anche a scegliere Barbara Alberti per il ruolo della nonna”. “Ho un piede nella fossa - ha dichiarato lei scatenando l’ilarità dei presenti - non avrei mai immaginato di essere convocata su un set”. Per la prima volta nelle vesti di attrice, l’Alberti si è rivelata perfetta nella parte, ed elegantemente necessaria.

Strepitosi anche gli altri attori che hanno interpretato ruoli minori, come Barbara Chichiarelli, imperdibile infermiera, o la grande Dora Romano, la governante Lea, per non parlare della fedele ed immancabile Serra Yilmaz, ormai marchio di fabbrica del regista suo conterraneo, e che nel film dichiara a proposito dell’amore: “Io ho un rapporto lunghissimo, che funziona e in cui faccio sesso in maniera più che soddisfacente, con una persona che conosco da moltissimo tempo: me stessa!”.

La Dea Fortuna è insomma un film corale, che tutti gli attori contribuiscono a far crescere, ma in cui anche gli spettatori sono coinvolti e chiamati a partecipare emotivamente, perché i guai riguardano le vite dei personaggi, ma anche le nostre.

Si crea così una sorta di famiglia allargata, in cui a quella di Arturo e Alessandro si mischia quella di Jasmine Trinca, che è il vero tocco di poesia e leggerezza, e che interpreta l’Annamaria del film-specchio in cui ognuno di noi potrà riconoscersi.

“La danza che nella sceneggiatura dovevo ballare da sola - ha raccontato l’attrice - sul set ha coinvolto tutti, e gli attori piano piano si sono messi a ballare, sotto una pioggia catartica, che purifica ogni cosa”.

“Dopo aver parlato della scintilla dell’amore, del suo ardere - ha spiegato Ozpetek - mi interessava affrontare non più la nascita, ma la fine di un rapporto”. “Mia madre parlava del marito della sorella - ha raccontato - come di un maniaco, perché ancora dopo più di cinquant’anni di matrimonio faceva sesso con la moglie”. “Per lei era praticamente incesto - ha puntualizzato tra le risate della stampa presente - ma allora mi sono chiesto cos’è che tiene vivo l’amore, e che cosa diventa”. “Quando l’erotismo si muta in affetto - ha continuato - cosa resta?”.

In questo caso la Dea Fortuna ci mette lo zampino, e i due protagonisti Accorsi e Leo, che danno prova di grande maturità artistica, sono costretti a confrontarsi con qualcosa di nuovo e di imprevisto. “Il mio personaggio è stato un regalo - ha ringraziato pubblicamente Edoardo Leo - per me è stato un grande investimento emotivo”.

“È stato un grosso impegno - ha confidato Stefano Accorsi - perché Ferzan coinvolge in maniera totale, e non solo noi attori”. “Quando gira - ha spiegato l’attore scatenando le risate dei presenti - assedia l’intero quartiere”.

“La Dea Fortuna” ha un segreto, un trucco magico - ci rivela Sandrino in una delle prime scene del film - come fai a tenere sempre con te qualcuno a cui vuoi molto bene?”.

“Devi guardarlo fisso, rubi la sua immagine, chiudi di scatto gli occhi e li tieni ben chiusi - insegna il bambino - lui ti scende fino al cuore, e da quel momento quella persona sarà sempre con te”.

Scommettiamo che anche questo film resterà a lungo negli occhi, e nel cuore, degli spettatori.

Spettacolo — rubrica a cura di Elena Novelli

Elena Novelli

Elena Novelli — Laureata in Lettere all'Università di Firenze, vive a Roma, Dopo 20 anni di lavoro per un importante network tv, ha deciso di dedicarsi ai figli e a scrivere. E' l'autrice di "Le imprevedibili conseguenze del consumismo "

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