Rubrica — Europe Direct

Il ministro firma l’accordo con la Regione sui fondi europei

A metà settembre l'uscita dei bandi


Arrivano i fondi per l’emergenza Covid e per far ripartire l’economia in affanno. I bandi toscani saranno pubblicati quasi tutti tra il 15 e 16 settembre ed oggi c’è stata la firma sull’accordo da parte del ministro per il Sud e la coesione territoriale, in visita a Firenze. Si tratta di fondi europei per oltre 264 milioni di euro, rimodulati rispetto all’originaria destinazione e riorientati da subito verso quei settori che più hanno risentito della pandemia, e di fondi del Cipe (ovvero del Governo), messi a disposizione praticamente in ugual misura per rifinanziare i progetti Fesr e Fse ‘deprogrammati’, in modo che niente vada perso ed anche quegli interventi vengano portati a termine.

L’operazione varata in Toscana a fine luglio è stata resa possibile grazie a due mosse: l’accordo con il Governo, per l’appunto, e il via libera dall’Unione europea, già arrivato ad agosto. Un esempio virtuoso di velocità, collaborazione e vicinanza ai territori, ha sottolineato il presidente della Regione, che hanno consentito alla giunta di mettere da subito in pista interventi importanti. Un risultato duplice, ha sottolineato Rossi, che consente di usare subito risorse per l'emergenza e nello stesso tempo di recuperare e sveltire ulteriormente la conclusione del programma di investimenti europei 2014-2020. Un risultato per il quale la Toscana ringrazia sia il governo che la Commissione europea che hanno risposto positivamente alle sue richieste.

Su 264 milioni di euro la voce più consistente, 141 milioni, è destinata a sostenere le attività economiche. L’intervento di maggior spessore è rappresentato da 115 milioni per contributi a fondo perduto per le Pmi che abbiano sostenuto, a partire da febbraio 2020, investimenti materiali ed immateriali. Saranno ammessi progetti da 20 mila ad un massimo di 200 mila euro, finanziati da un minimo del 40 fino all’80 per cento. Sono previsti anche interventi di sostegno alla digitalizzazione (10 milioni), alle realtà operanti nelle aree interne (6 milioni) e per il sostegno delle aziende del turismo che più hanno risentito della crisi (10 milioni).

Dei fondi europei riprogrammati (168 milioni dal programma operativo Fesr e quasi 97 milioni Fse), come ha ricordato l'assessore al bilancio presente anche lui alla firma, altri 70 milioni saranno destinati all’emergenza sanitaria; in particolare 10 saranno destinati alla realizzazione di programmi di telemedicina per cronici cardiopatici e 60 milioni per coprire le maggiori spese sostenute in questi mesi, dagli stipendi del personale agli incentivi o l’acquisto di tute e mascherine. L'accordo, come ha spiegato l'assessore, può contare su risorse già assegnate e a breve sarà possibile accedervi attraverso bandi "a sportello", cioè a scadenze periodiche e più facili da utilizzare, che saranno pubblicati nelle prossime settimane. Uno strumento che è stato messo in piedi e reso disponibile a tempo di record, in poco più di due mesi, fra luglio a settembre.

Non manca il sociale: 30 milioni per il sostegno delle fasce delle popolazione a rischio, a partire dagli aiuti alimentari destinati ai comuni di media e piccola dimensione. Tredici milioni saranno indirizzati ai lavoratori del settore privato e con figli piccoli fino a sei anni, in modo da aiutarli a conciliare famiglia e lavoro, e 5,7 milioni di indennità per i tirocini sospesi. Cinque milioni saranno investiti su scuola e formazione: 3,7 milioni per l’acquisto di attrezzature e 1,3 milioni sulle competenze digitali.

La riprogrammazione è avvenuta su una griglia di cinque priorità indicate anche dall’Unione europea e con le risorse anche del bilancio regionale le agevolazioni e gli interventi in campo economico nel complesso ammontano a oltre 200 milioni, 203 per la precisione, e saranno in buona parte distribuiti sotto forma di contributi in conto capitale: la prima volta che accade in questa legislatura. Se si sommano gli interventi dedicati alle imprese per portare la fibra e la banda ultra larga per i collegamenti veloci ad internet nelle cosiddette ‘aree grigie’, accordo in via di definizione con il Governo, le risorse complessive superano i 300 milioni. Il piano punta, attraverso gli investimenti pubblici e il sostegno a quelli privati, a recuperare la capacità produttiva persa e a dare nuovo slancio all’economia.

Sul settore turistico, pur non facenti parte della riprogrammazione, la Toscana investirà anche 6 milioni e mezzo per sostenere la promozione e altri 5 milioni per il sostegno alla valorizzazione delle politiche di ambito territoriale. Inoltre la giunta ha già provveduto a dare il via a misure di sostegno per l’accesso al credito che avranno un valore di 10 milioni, anch’essi non ricomprese nella riprogrammazione. Altri 4,83 milioni arrivano dal bilancio regionale, a seguito dell’assestamento, per l’edilizia scolastica, altri 10 milioni per il sostegno al traffico aereo per il turismo in entrata, 1 milione e 288 mila euro per il sistema neve e 1 milione e 100 mila euro per eventi turistici.

“Al governo non hanno voluto prendere i soldi del Mes sanità. Ammontano a 37/38 miliardi complessivi di cui alla Toscana andrebbero 2 miliardi e 330 milioni a costo zero per interventi diretti e indiretti sulla sanità. E quindi si sarebbero potuti utilizzare anche per le scuole, per il trasporto scolastico... Livorno e la provincia di Livorno testimoniano l’incapacità di saper organizzare un sistema sanitario di prossimità che tuteli la salute dei cittadini in un momento particolarmente difficile per il nostro paese. Non ci volevano né Churchill né Einstein per capire che c’era il rischio di un ritorno del coronavirus e che si sarebbero dovute riaprire le scuole. Ma al governo non si sono preparati. Hanno litigato, continuano a fare confusione. Noi al contrario avevamo avanzato delle proposte, come un accordo con le scuole non statali per avere più spazi: significava aiutare le famiglie sia per quanto riguarda gli ingressi che gli orari. Non hanno voluto”. Lo ha detto il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, questo pomeriggio a Livorno.

“Noi non abbiamo necessità di quattrini a pioggia. Abbiamo la necessità di semplificare, di avere un sistema rifiuti toscano che non sia la cassaforte del Pd che a Livorno è centrale, di abbattere la quantità di pratiche edilizie... come facciamo a smontare questo sistema? Vincendo le elezioni regionali e portando in Regione un numero tale di consiglieri da poter condizionare le politiche del centrodestra portando avanti quelle di Forza Italia. La signora Maria vuole sapere quanto spenderà di Tari e perché, se sarà sostenuta nella gestione familiare dei suoi anziani... cose concrete. Noi le abbiamo”: lo ha detto il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni, Commissario regionale di Forza Italia in Toscana, questo pomeriggio a Livorno insieme al vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, per presentare i candidati di Forza Italia in quel collegio alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre.

"Ci troviamo oggi a denunciare, così come facciamo ormai da tempo, l'enorme confusione che stanno creando alcuni candidati al consiglio regionale, in merito ai fondi europei. All'interno di Volt, che è un partito pan europeo, quindi sempre in contatto con le sezioni di altri stati del contenente, rimaniamo attoniti della propaganda da quattro soldi che viene fatta su un tema che invece sarà fondamentale per il futuro, non solo della nostra regione, ma anche del nostro paese. Troviamo che equiparare il recovery fund ad una vincita al totocalcio equivale a prendere in giro tutti quegli imprenditori e lavoratori che hanno sofferto e soffrono tuttora per la crisi generata dall'emergenza sanitaria -dichiara Elisa Meloni candidata nella lista SVOLTA- Se veramente si pensa di utilizzare questi fondi per tappare le buche o per mettere i fiori nelle aiuole, rischiamo di ritrovarci tra 5 anni senza un soldo in tasca, ma con delle strade che ci invidieranno in tutto il mondo".

Redazione Nove da Firenze