Il mestiere dell’educatore: iniziativa Cgil a Firenze sabato 13 aprile

Sciopero delle educatrici a Livorno. Sorgente: "L'amministrazione ha fatto tutto il possibile"


Firenze, 12-4-2019- “Come acrobati senza rete – Rischi e responsabilità nel lavoro dell’educatore”: è il titolo e il tema dell’iniziativa che la Fp Cgil Firenze e il Centro Solidarietà Firenze organizzano per domani sabato 13 aprile a Firenze (ore 9.30-12.30, Salone San Frediano – Csf, via dell’Anconella 3). Sarà presentato il libro “Il mestiere (im)possibile” (di Sara Arrighi, Laura Birtolo, Sara Loffredo, Sara Saggiomo) e saranno aperti dei tavoli tematici. Generalmente si presenta prima un libro e poi si lascia spazio alle domande e alle opinioni dei presenti. Sarà, invece, una presentazione al contrario: quello dell’educatore è un mestiere im)possibile, vogliamo, per questo motivo, dare prima spazio a chi svolge quotidianamente con passione questo lavoro, tramite tavoli di discussione. I tre temi principali saranno salute, sicurezza e luoghi di lavoro. I Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza di diverse realtà del privato sociale del territorio faciliteranno i tavoli insieme alle autrici. Sarà l’occasione per apprendere molte cose sul nostro diritto alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla prevenzione del burnout.

Proprio oggi a Livorno le educatrici del servizio comunale sono scese in sciopero, dopo che la maggioranza delle educatrici iscritte al sindacato ha bocciato l’accordo firmato dall'amministrazione comunale e dai rappresentanti sindacali.

“Questa amministrazione ha investito molto nel settore educativo, durante il nostro mandato abbiamo assunto 37 persone fra educatrici e insegnanti: di queste, l’anno scorso 22 insegnanti e una educatrice e quest’anno assumeremo un’altra insegnante insieme ad una figura di coordinamento sociopedagogico - precisa Stella Sorgente, vicesindaca di Livorno-. Abbiamo compiuto scelte di campo per mantenere il servizio pubblico, evitando sempre la strada dell’esternalizzazione e non applicando il parametro minimo regionale che prevede un’insegnante ogni 8 bambini, mentre noi abbiamo continuato ad applicare un’insegnante ogni 6 bambini. Solo così avremmo risparmiato circa 300 mila euro, legittimamente, ma abbiamo sempre scelto di non farlo proprio per rispettare e tutelare i diritti delle bambine, dei bambini e delle lavoratrici””

Redazione Nove da Firenze