Il gioco dell'oca dello stadio fiorentino

Ubaldo Bocci, Coordinatore del Centro destra in Consiglio Comunale a Firenze e Jacopo Cellai (Forza Italia) intervengono sulla questione del "Franchi"


“Firenze è anche il suo stadio”. Le vicende che si sono susseguite in questi giorni portano Ubaldo Bocci, Coordinatore Centro destra in Consiglio Comunale a Firenze ad intervenire nuovamente sull’argomento. Bocci ha sempre avuto una visione possibilista sul recupero dello Stadio Franchi anche in campagna elettorale.

Il va e vieni, tipo gioco dell'oca, tra area Mercafir e restyling del Franchi non ha più senso secondo il Coordinatore del destra fiorentino. Bocci, che anche in Consiglio Comunale aveva dichiarato che l’approccio per la risoluzione del problema non era stato trattato nel modo ottimale dal Sindaco Nardella, oggi alla luce dei nuovi fatti è sempre più convinto che si possa fare meglio e in modo più veloce. Si è parlato di varie aree in questi anni un’altalena continua.

È chiaro che anche il Patron Commisso sta perdendo la pazienza e l’entusiasmo e che, da navigato uomo di business, ha capito che il governo cittadino sono venti anni che promette lo stadio nuovo, con tanto di plastici presentati e posti pure in mostra in Palazzo Vecchio, ma non riesce a trovare una soluzione.

Sono sempre stato perplesso sullo spostamento dello stadio a Novoli - dice Bocci - perché questo a mio avviso non risolverebbe i tanti problemi della Società e della città. I vari progetti di restyling tra cui quelli dell’Architetto Giraldi e quello di Architetto Casamonti avrebbe potuto risolvere e accogliere le istanze di tutti, visti anche i servizi, come gli ampi parcheggi sotterranei, proposti.
Inoltre lo Stadio Franchi senza la Fiorentina, e quindi il suo affitto, sarebbe un costo non sostenibile per le casse comunali. Il cemento armato necessità di manutenzione come i piloni dei viadotti autostradali, operazioni costose che ricadrebbero sui cittadini.

Del resto anche il Presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi ha manifestato le mie stesse perplessità dimenticando però che le decisioni arrivano dal suo Sindaco. Inoltre in molti sembrano dimenticare l’imbarazzante situazione per non essere ancora riusciti a dare una risposta definitiva alla Mercafir.

In un articolo del Sole24h del novembre 2019 ho letto che lo Stadio di Bologna, inaugurato 92 anni fa, attraverso un investimento pubblico privato, e in accordo con la sovrintendenza, subirà una potente azione di restyling. Mi domando perché a Firenze non siano state chiarite fin dall’inizio, carte alla mano, le possibilità che la sovrintendenza metteva sul piatto. Si sono persi mesi preziosi.”

“Sulla vicenda stadio questa amministrazione continua a navigare a vista tra annunci e nessuna certezza. Ad allontanare sempre di più il presidente Commisso dal Comune di Firenze non è soltanto il costo stabilito per acquistare i terreni della Mercafir, a spaventare il patron viola – sottolinea il capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai – è l'assoluta mancanza di chiarezza sullo spostamento degli operatori nella zona nord di Novoli. 4 anni per demolire e ricostruire il mercato, garantendone la continuità e realizzando il nuovo stadio. Questi sono i tempi garantiti da Nardella. Che sono un bluff, una bugia. Con quali elementi oggettivi Nardella è in grado di garantire i tempi e la funzionalità dello stadio alla Mercafir? Non si sa ancora come saranno riorganizzati gli spazi nel nuovo mercato e quando verrà fatto il trasloco degli operatori mercatali. Non ci sono certezze sulle bonifiche da effettuare e sulle eventuali interferenze con la la falda acquifera per quanto concerne i lavori per il nuovo stadio. Non si sa come verrebbe delimitata l'attività della Mercafir rispetto all'ipotetico nuovo stadio. Non si sa come sarebbe gestita la concomitanza tra eventi sportivi e attività della Mercafir in notturna. Come si fa a sostenere che tutto questo si possa fare in quattro anni considerando pure i tempi tecnici per il bando e la gara di vendita dei terreni? Il presidente Commisso è pronto ad un investimento sulla città da centinaia di milioni di euro tra centro sportivo e nuovo stadio. Non crediamo che la questione principale sia quella dei 22 milioni di euro per i terreni, ma che al presidente viola faccia più paura la mancanza di risposte che questa amministrazione continua a non essere in grado di dare Come si può annunciare, come ha fatto il sindaco, che in quattro anni si fa tutto se ancora non si ha idea di come spostare gli operatori della Mercafir che, a tutt'oggi, sono all'oscuro di tutto. Si è ripreso la variante del 2012 che risaliva all'era Renzi. Possibile – conclude Jacopo Cellai – che dopo 7 anni non siano già state tracciate linee chiare e oggettive che garantiscano i tempi promessi?”.

Redazione Nove da Firenze