Il DPCM firmato dal Presidente del Consiglio

Coronavirus, a Firenze divieto di stazionamento delle vie della movida

Un week-end tranquillo nei luoghi della movida. Controlli e sensibilizzazione in tutta la Toscana. Il sindaco di Livorno: "Noi stiamo alle regole, abbiamo convissuto con il virus usando buon senso e intelligenza". Tamponi e piani di rafforzamento dei servizi sanitari nelle strutture residenziali


VIDEO — Sono regole più severe quelle imposte dal Governo in termini di distanziamento ed altri vincoli, per limitare i rischi di contagio in scuole e trasporti locali. Il Governo ha deciso soltanto di chiudere alle 18:00 ristoranti pub e bar per evitare il fallimento di un intero settore dell'economia italiana. Ciò anche a causa delle proteste da parte degli operatori della ristorazione e del turismo e delle associazioni di categoria legate a Confindustria, Confcommercio e Confesercenti. Purtroppo i casi sono ritornati ad aumentare specialmente nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA) e sta succedendo in tutta la Toscana. Questa situazione, ogni giorno sempre più drammatica, ha determinato il Governo al nuovo provvedimento. Ma il percorso verso un lockdown di fatto non è ancora terminato.

Un week-end tranquillo nei luoghi della movida, grazie anche al filtraggio e alle campagne informative attuate nei confronti di ragazzi e genitori attraverso le scuole per l'uso delle mascherine portata avanti tramite i social e distribuzione di mascherine ai varchi. Un invito alla responsabilità individuale che è andato di pari passo con i controlli congiunti e coordinati delle forze dell'ordine.

"Abbiamo lavorato per sensibilizzare, abbiamo intensificato ancora di più il rapporto con i giovani, sono partiti i messaggi attraverso le scuole cittadine, sono stati coinvolti i canali social più permeabili con il mondo dei ragazzi, è stata attivata l’informazione capillare con le famiglie -questo il commento del primo cittadino di Livorno Luca Salvetti- Con il prefetto e le forze dell’ordine sono state individuate le aree della movida come La Venezia e Via Cambini con l’attivazione di varchi informativi e di sensibilizzazione, sono stati intensificati i controlli con la presenza delle forze dell’ordine e del nucleo ampliato delle polizia municipale. Alla fine del week-end il risultato è chiaro e estremamente soddisfacente, siamo riusciti ad allentare la pressione della movida con un numero nettamente inferiore di presenze, chi c’era è stato alle regole e ha vissuto le serate in estrema serenità, i locali hanno potuto lavorare seppur limitati dal clima generale legato alla pandemia. Livorno come è successo in questi mesi è stata alle regole, ha convissuto con il virus usando buon senso e intelligenza, noi siamo questi".

In una fase delicata come quella che stiamo vivendo, le azienda sanitaria USL stanno potenziando i servizi in ogni zona del proprio territorio. Molti sono i lavori messi in campo in questo 2020 e altri sono in programma nei prossimi mesi. Una particolare attenzione verrà posta, secondo le indicazioni regionali, ai reparti di cure intermedie, strutture extraospedaliere residenziali temporanee destinate ai pazienti comunque in situazione di malattia, ma non così tanto grave da avere necessità di risiedere in un ospedale.

E' il caso della Toscana Sud Est, che in Valdichiana ha due strutture diverse, nell'ospedale della Fratta e all'interno dell’Ospedale di Comunità di Foiano i cui servizi avranno nel prossimo futuro ulteriori sviluppi. Il programma della USL TSE prevede, infatti, di dotare l’area della Valdichiana aretina di nuovi servizi, tra questi un punto di incontro inteso come Centro Diurno per soggetti anziani con patologie croniche come ad esempio l’Alzheimer, dove le famiglie potranno trovare risposte senza necessariamente dover spostare i propri cari in altri comuni. Ma anche una casa famiglia che andrebbe a sostituire quella esistente, destinata ai pazienti con disturbi psichiatrici che necessitano di una stabilizzazione non ospedaliera. In considerazione di questo programma l’Ospedale di Comunità di Foiano è entrato nel quadro degli interventi urgenti per la pandemia con la realizzazione di 12 posti Cure Intermedie Covid, come era già avvenuto nel periodo primaverile. Nello specifico, sempre nell’ottica della creazione di spazi per cure intermedie, in questo caso Covid, sono stati fatti interventi sulla struttura dell’Ospedale per rafforzare i percorsi separati e la sicurezza dei pazienti e degli operatori, il personale sarà tutto interno alla USL TSE a garanzia di una presa in carico professionale e responsabile. La strada maestra in questa fase emergenziale è quella di rafforzare la sanità territoriale garantendo ai pazienti le massime cure più vicino possibile alla propria residenza. In quest’ottica l’Ospedale di Comunità di Foiano è in grado di garantire tutto ciò, sia in termini di efficienza che di sicurezza. La Direzione della USL TSE, sempre nell’ottica della trasparenza e condivisione, ha informato l’Amministrazione Comunale di Foiano di queste prospettive, trovando grande disponibilità e collaborazione. Questa è una fase nella quale tutti sono chiamati a compiere il nostro dovere, ognuno nei propri ambiti professionali, avendo sempre come obiettivo primario la salute pubblica e la cura dei pazienti, siano essi Covid o non Covid.

Oggi l'Asl Tse farà i tamponi ai 76 ospiti della Pia Casa di Arezzo. L'azienda li esegue mensilmente, come procedura standard, agli anziani di tutte le Rsa del territorio. Alla Pia Casa erano di nuovo in programma per il 5 novembre ma in considerazione dei casi di due addetti alla lavanderia, la data è stata anticipata a oggi. Si tratta di una scelta nel segno della massima prudenza perché i due addetti (di cui uno positivo ma a bassa carica) non hanno contatti con gli ospiti, essendo addetti ai servizi di lavanderia - guardaroba e quindi non rappresentano una fonte di esposizione per gli ospiti della RSA.

"I Cas e le altre strutture del sistema Sprar sono del tutto fuori controllo. Qui è impossibile contenere il Coronavirus e allo stesso tempo è impossibile eseguire un tracciamento veritiero dei contatti che hanno avuto gli ospiti. Se fossero stati effettuati controlli piú accurati probabilmente non sarebbe scoppiato il focolaio presso il Cas di Borgunto a Fiesole, dove 22 migranti solo risultati positivi. Da parte sua il sindaco Ravoni si dice certa di aver circoscritto il focolaio ma come fa ad affermarlo? Come fa a conoscere l'esatta catena dei contatti degli ospiti? Alcuni migranti ospitati nel Cas di Fiesole, cosí come ci hanno riferito dei cittadini, ieri sera passeggiavano tranquillamente fuori dall'edificio nonostante siano tutti sottoposti a isolamento obbligatorio. Sindaco Ravoni ci spieghi chi è il responsabile dei controlli della struttura di Borgunto". È quanto affermato da Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d'Italia nel Consiglio regionale della Toscana, e Alessandra Gallego Bressan, capogruppo del centrodestra nel consiglio comunale di Fiesole. "Noi di Fratelli d’Italia chiediamo da sempre di fermare gli sbarchi dei clandestini. Oggi, in piena crisi economica post-Covid, la nostra proposta è ancora più ragionevole. Basta! Le priorità di chi governa il Paese e la nostra Regione devono essere altre: stop ai contributi a pioggia per l’accoglienza", conclude Torselli.

Redazione Nove da Firenze