Rubrica — Editoria Toscana

I giardini di lungarno Aldo Moro saranno intitolati agli uomini della scorta uccisi in via Fani

Lo ha annunciato l’assessore Del Re nel corso della presentazione del libro di Filippo Boni. Riconoscimento allo scrittore e al vicesindaco di Cavriglia per il libro che ricostruisce la storia dei cinque agenti della scorta e dà voce alle testimonianze dei loro familiari


FIRENZE- I giardini che costeggiano il lungarno Aldo Moro saranno intitolati agli uomini della scorta, vittime per troppo tempo dimenticate della strage di via Fani che ha segnato per sempre l’Italia. Lo ha annunciato oggi l’assessore allo Sviluppo economico Cecilia Del Re nel corso della presentazione del libro di Filippo BoniGli eroi di via Fani’ alla Feltrinelli Red di piazza della Repubblica. Presenti, insieme all’autore, Walter Veltroni, Eugenio Giani, Giovanni Ricci ed Enzo Brogi. Un’occasione non solo per raccontare "chi erano", ma soprattutto "perché vivono ancora" gli eroi di via Fani.

“Abbiamo deciso, insieme al sindaco Dario Nardella e all’assessore alla Toponomastica Andrea Vannucci, di intitolare agli uomini della scorta di Moro i giardini che costeggiano il lungarno Aldo Moro – ha annunciato l’assessore Del Re – E’ bello e importante che a Firenze, dove poche settimane fa sono risuonate le risate della Balzerani, sia fatto un gesto di memoria per dare voce alle vittime di quella strage, per troppo tempo dimenticate e passate in secondo piano”. 

Gli ‘eroi di via Fani’ hanno finalmente voce attraverso le testimonianze dei loro familiari. I cinque agenti della scorta di Aldo Moro, trucidati la mattina del 16 marzo di quarant’anni fa, i carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci, i tre poliziotti Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, riprendono una più giusta collocazione sulla scena della storia, grazie al libro di Filippo Boni. Oggi, venerdì 13 aprile, l’autore di ‘Gli eroi di Via Fani’(Longanesi Edizioni), giovane storico di trentotto anni, attualmente vicesindaco di Cavriglia, ha ricevuto il Pegaso dalla mani del presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, per il minuzioso lavoro di ricerca su quella strage. “Sono onorato di ricevere dal Consiglio regionale il riconoscimento per un lavoro, credo, importante dal punto di vista civile. Per quarant’anni, i familiari delle vittime di via Fani sono rimasti in silenzio. Il loro punto di vista è rimasto inascoltato”. Il lavoro di Boni è un viaggio lungo 4 mila 500 chilometri per ricostruire la vita dei cinque uomini della scorta di Aldo Moro, ricercare e dare voce a vedove, genitori, figli, fratelli, fidanzate degli agenti. Familiari che “non possono essere davvero definiti professionisti del vittimismo. La loro è una storia di silenzio. Eppure, i loro cari sono stati protagonisti della storia d’Italia, che quel giorno ha svoltato ed è anche grazie al loro sacrificio se nel nostro Paese ha vinto la democrazia. Il 16 marzo 1978 è stato il nostro 11 settembre”.

“Il libro di Boni aiuta a far capire molte cose, grazie all’incontro con le famiglie dei cinque agenti”, dice il presidente Giani. “Fino ad oggi, si è parlato di Aldo Moro, oppure si è dato voce ai terroristi e di recente le parole della Balzerani ci hanno fatto vergognare”. Il valore dell’opera, ha osservato il presidente, porta alla luce aspetti mai realmente approfonditi sulla strage della scorta dell’allora presidente della Dc, restituisce verità e memoria a persone trucidate e poi dimenticate.

Alla cerimonia ha partecipato anche la consigliera regionale Valentina Vadi, che ha promosso l’iniziativa del premio a Boni, “motivo di orgoglio per tutto il nostro territorio”, ha dichiarato la consigliera. “L’Italia ha ancora tante stragi rimaste avvolte dall’oscurità”.

Boni ha dedicato il riconoscimento “alla comunità (e prima di tutto alle donne) di Cavriglia, che ha pagato un alto prezzo per la conquista della libertà e della democrazia”. Alla cerimonia è intervenuto anche il sindaco di Cavriglia, Leonardo Degl’Innocenti o Sanni.

Redazione Nove da Firenze