I geologi: "Le coste toscane sono sicure?"

I crolli di roccia a Baratti hanno posto il tema al centro dell'attenzione


Le nostre coste sono sicure? Se lo chiedono i geologi della Toscana, attraverso una nota diramata dall'Ordine professionale.

"I recenti crolli di roccia che si sono verificati in località Buca delle Fate a Baratti, nel Comune di Piombino (LI), fortunatamente non hanno avuto un epilogo drammatico, ma hanno riacceso i riflettori sul tema della dei rischi derivanti da crollo di roccia lungo le falesie e le coste rocciose, che rappresentano un grande patrimonio paesaggistico e naturalistico del nostro territorio. Si tratta di fenomeni estremamente pericolosi perché spesso hanno un decorso rapidissimo e possono diventare letali anche quando sono coinvolti volumi di roccia molto ridotti. E partiamo proprio da questo episodio, - proseguono i geologi toscani - che non ha avuto drammatiche conseguenze anche per il rapido intervento dei mezzi di soccorso, per ricordare ai tanti cittadini che in questo momento si godono le meritate ferie sulle coste Toscane, che la scelta del punto in cui piazzare l’ombrellone o stendere il telo è una scelta che va fatta facendosi guidare da comunissimo buonsenso. Alcuni tratti delle coste rocciose toscane hanno l’accesso interdetto, dunque non sfidiamo la sorte, seguiamo attentamente le informazioni che vengono fornite dalla cartellonistica e godiamoci il nostro mare in piena sicurezza. Ove queste limitazioni fossero assenti, evitiamo di posizionarci sotto un costone roccioso, anche se in quel punto si può godere di una piacevolissima ombra: restiamo ad una distanza dal costone roccioso almeno pari alla sua altezza. Se in quel punto la spiaggia è stretta e la distanza non è rispettabile, scegliamo un altro tratto di costa, più sicuro. Ma esiste anche un altro modo per limitarne la pericolosità di questi fenomeni, togliendo ogni pensiero al turista che si gode le vacanze: il controllo diretto e continuo dei versanti. Tuttavia molti dei tratti di costa rocciosa in cui possono manifestarsi fenomeni di crollo non vengono sottoposti a monitoraggio, che invece dovrebbe essere costante, soprattutto nei periodi che vanno da maggio ad ottobre, ed affidato a tecnici dotati di specifiche competenze. Per questo . prosegue l'Ordine dei geologi - rivolgiamo ai nostri amministratori la richiesta di uno sforzo per andare oltre le ordinarie mappature di pericolosità che già vengono prodotte, dando avvio ad un grande piano per la mappatura capillare delle coste rocciose a rischio crollo, ad una scala congrua per i fenomeni descritti, e facendo seguire questo piano da un’attività di monitoraggio diretto, con professionisti altamente qualificati ad effettuare rilievi di dettaglio a terra. Questi fenomeni seguono il loro corso naturale ed è compito degli esperti di tali dinamiche informare i cittadini affinché adottino comportamenti sicuri e fornire un supporto gli amministratori affinché adottino misure per la salvaguardia della sicurezza e della salute di tutti quelli che, da ogni parte del mondo, vengono a godere delle bellezze del nostro mare", concludono i geologi toscani.

Redazione Nove da Firenze