Firenze – L’alta rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas ha riaperto ieri la porta a un piano controverso per utilizzare gli asset russi immobilizzati al fine di finanziare le esigenze militari e finanziarie dell’Ucraina. Nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala, lo scontro interno all’Unione europea sul sostegno finanziario a Kyiv si fa più esplicito.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha scritto al premier ungherese Viktor Orbán per sollecitarlo a rispettare l’intesa raggiunta a dicembre sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina per il biennio 2026-2027. L’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, esattamente quattro anni fa, ha costretto gli europei a riconsiderare le proprie priorità in materia di difesa e ad avviare una revisione completa dell’industria della difesa del continente.
La seduta odierna del Consiglio regionale si è aperta, su richiesta del vicepresidente Antonio Mazzeo, con un minuto di silenzio per ricordare le vittime della guerra in Ucraina ormai in corso da quattro anni.
“Oggi ricorrono quattro anni dall’invasione dell’Ucraina – ha ricordato Mazzeo. - Quattro anni fa ci siamo risvegliati con le immagini di una guerra nel cuore dell’Europa, dopo decenni di pace. L’aggressione violenta voluta da Putin ha provocato distruzione, lutti, famiglie spezzate.
Da allora l’Ucraina ha scelto di resistere, vivere e sperare. Questa scelta sta cambiando quel paese e l’Europa tutta. In questi anni siamo stati al fianco del popolo ucraino: ricordo lo sforzo della Toscana per l’accoglienza dei rifugiati, 20 mila persone che qui hanno trovato protezione e un luogo di pace”.
“Dobbiamo continuare a essere al fianco dell’Ucraina e del suo popolo che difende la propria libertà, la propria sovranità e il diritto a vivere in pace – ha aggiunto. “Oggi, più che mai, l’Europa deve parlare con una sola voce: rafforzare lo sforzo diplomatico e lavorare perché si arrivi a negoziare una pace giusta, che garantisca sicurezza e libertà agli ucraini. Se prevale la legge del più forte, allora tutte le democrazie saranno più fragili: perderà l’Ucraina, perderà l’Europa, e perderemo anche noi. Per ricordare tutte le vittime di questo conflitto e per rispetto di chi soffre e resiste, chiedo a quest’Aula di osservare un minuto di silenzio”.