"Guerra del gas" a Prato: il Consiglio di Stato dà ragione a Estra

foto Agenzia Dire

Lo scontro era divampato nel 2010 quando a governare la città laniera c'era il centrodestra


(DIRE) Firenze, 15 gen. - Estra non ha abusato della propria posizione dominante e, pertanto, non merita la sanzione da 276.132 euro inflittale dall'Agcm, l'autorità garante per la concorrenza, per la gara del gas a Prato. Il Consiglio di Stato con una sentenza, pubblicata due giorni fa, pone la parola fine a quella che in città era stata ribattezzata la guerra del gas.

All'origine il serrato duello fra l'amministrazione comunale di centrodestra e la propria società partecipata relativo all'appalto per l'assegnazione del servizio di distribuzione del metano in città. Lo scontro era divampato nel 2010 a seguito di un iniziale rifiuto da parte di Estra di fornire informazioni utili al Comune sulle proprie tubature. La società dubitava della legittimità di svolgere il bando in un solo territorio anziché in tutti i comuni di ambito, e intravedendo un potenziale danno per il proprio patrimonio aveva fatto ricorso in sede amministrativa.

Dopo una prima vittoria al Tar, la soccombenza al Consiglio di Stato ha spinto la società a trasmettere la documentazione necessaria. E per i giudici amministrativi di appello questo è avvenuto in tempi "non pretestuosi" vista anche la complessità tecnica della materia.
La stessa Corte dei Conti chiamata l'anno scorso a pronunciarsi in merito ha rigettato l'azione di responsabilità mossa dal Comune contro la società, un primo punto cruciale a favore di Estra.

Le parti si rovesciano e a finire nel mirino, invece, è la decisione della Giunta Cenni di muoversi in solitaria. La gara, uno dei pilastri dell'azione amministrativa del centrodestra, non avrebbe portato benefici tangibili agli utenti. La sentenza lo spiega a chiare lettere facendo notare che per qualificare il comportamento di Estra, e della sua controllata Estra Reti, come abuso di posizione dominante sarebbe necessario dimostrare che tale condotta abbia leso il principio di maggiore efficienza economica. In sostanza che abbia arrecato un danno ai consumatori. Questo non sembra essere avvenuto. Anzi, ad avviso della sesta sezione del Consiglio di Stato, "non è affatto dimostrato che la scelta di indire la gara per il territorio del singolo comune di Prato corrispondesse ad una soluzione piu' efficiente rispetto alla gara di ambito, ed anzi i dati acquisiti agli atti sono piuttosto in senso contrario". Il legislatore, dopo alcuni ondeggiamenti, del resto ha privilegiato come via maestra le gare per ambiti territoriali. E questo finisce inevitabilmente per rafforzare le ragioni di Estra. "Una soluzione contraria all'ordinamento- si legge nella sentenza- non e' nemmeno una soluzione efficiente, perche' il relativo risultato puo' essere contestato e generare perdite". La legacy dell'amministrazione Cenni viene incrinata ancora piu' a fondo da un'ulteriore osservazione che porta a scagionare in via definitiva Estra: "Le motivazioni che hanno spinto il Comune alla gara limitata al proprio territorio si identificano, sia soggettivamente che oggettivamente, con la volonta' di massimizzare i propri introiti, intento in se' del tutto lecito, ma all'evidenza diverso da quello di assicurare ai propri cittadini un servizio a prezzi piu' convenienti". La logica conseguenza e' che il Consiglio di Stato riforma la sentenza del Tar, che aveva conservato l'ammenda emessa dall'Antitrust seppure riducendone l'importo, e cancella in toto la sanzione.
(Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze