Gualchiere di Remole a Bagno a Ripoli: botta e risposta fra l’assessore Martini e Idra

Palazzo Vecchio si difende, l’associazione ecologista conferma e rilancia


Ieri pomeriggio, la replica dell’assessore Martini ai rilievi dell’Associazione Idra in merito alle Gualchiere di Remole: “Il lavoro per il recupero del complesso va avanti”, titola il comunicato stampa di Palazzo Vecchio.

“Non solo abbiamo risposto alle sollecitazioni della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ma stiamo anche andando avanti con le attività per arrivare a un bando per la valorizzazione del complesso”, dichiarava l’assessore al patrimonio immobiliare Alessandro Martini. “Gli uffici hanno già risposto ai rilievi della Soprintendenza a seguito del sopralluogo effettuato con i tecnici della Direzione Belle Arti del Comune” sottolineava l’assessore Martini.

Secondo Palazzo Vecchio è stato infatti inviato il programma delle attività previste, ovvero: un primo lotto di lavori relativi alla messa in sicurezza del complesso; una seconda tranche di interventi in accordo con il Consorzio di Bonifica del Medio Valdarno per quanto riguarda la manutenzione della parte esterna.
“In parallelo – si legge nel comunicato - va avanti anche il lavoro del gruppo tecnico in cui sono presenti, tra gli altri, esponenti del comitato civico da tempo attivo per sollecitare la riqualificazione della storica struttura. La prossima settimana è già fissato un incontro per elaborare le strategie di recupero funzionale da poi inserire nel bando per la valorizzazione culturale del complesso”. L’assessore concludeva: “Confermiamo l’attenzione dell’Amministrazione per il recupero delle Gualchiere di Remole sia nell’immediato con interventi di messa in sicurezza sia nel medio periodo con la messa a punto del percorso di riqualificazione e valorizzazione, deciso dopo la sospensione delle operazioni di vendita”.

La replica di Idra non ha tardato a arrivare. Stamani, in una nota, l’associazione ha reso pubblico il testo della nuova nota Pec inviata all’assessore al patrimonio non abitativo, con ulteriori quesiti. Eccolo.

“Gentile assessore,

mentre attendiamo una Sua risposta puntuale alle richieste formulate nella Pec trasmessa ieri a Lei e al sindaco Dario Nardella (la mettiamo qui integralmente a disposizione degli organi di informazione), la lettura della Sua replica pubblicata su MET (News dalle Pubbliche Amministrazioni della Città Metropolitana di Firenze)ci suggerisce una domanda aggiuntiva.

Lei scrive: “Va avanti anche il lavoro del gruppo tecnico in cui sono presenti, tra gli altri, esponenti del comitato civico da tempo attivo per sollecitare la riqualificazione della storica struttura. La prossima settimana è già fissato un incontro per elaborare le strategie di recupero funzionale da poi inserire nel bando per la valorizzazione culturale del complesso”.

Le domandiamo: dove, come e quando è nato questo “gruppo tecnico”? E di quale “comitato civico” si parla? Quali sono i componenti dell’uno e dell’altro? Con quali criteri pubblici (visto che si parla di un processo partecipativo) sono stati selezionati? Come mai una piccola associazione come la nostra, iscritta tuttavia al registro regionale del volontariato per la promozione e la tutela dei beni ambientali e culturali, o – ci risulta - realtà di ben altro rango e tradizione come Italia Nostra, non sono state invitate a far parte del “gruppo tecnico”? Quali requisiti mancano a queste associazioni per meritare di essere ammesse sin dall’inizio al percorso di riqualificazione e valorizzazione delle Gualchiere di Remole, per la cui difesa si sono convintamente battute negli anni in un confronto che fino a marzo 2019 ha visto invece la giunta Nardella convintamente fautrice dell’alienazione - tramite asta pubblica - di quello straordinario bene storico?

Lei, gentile assessore, non c’era. Noi, sì!”

Redazione Nove da Firenze