Gobetti–Volta: riscaldamento ko e lezioni ridotte

Casini interroga la Città Metropolitana: “Servono interventi strutturali e una programmazione immediata”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
12 Gennaio 2026 14:59
Gobetti–Volta: riscaldamento ko e lezioni ridotte

«Quanto sta accadendo all’Istituto Gobetti–Volta di Bagno a Ripoli non può essere considerato un episodio isolato né una semplice emergenza temporanea». Così Francesco Casini, consigliere metropolitano e capogruppo di Territori al Centro – Casa Riformista, che ha presentato una nuova interrogazione alla Sindaca metropolitana sui gravi disservizi legati al malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento del plesso Volta.

A partire dal 7 gennaio, a seguito di un’ordinanza comunale, numerose classi non hanno potuto svolgere regolarmente le lezioni in presenza. Per evitare uno stop prolungato, la dirigenza scolastica è stata costretta ad adottare una soluzione del tutto emergenziale: una “scuola a turni”, con orario ridotto a sole tre ore giornaliere, utilizzando le aule del plesso Gobetti dove il riscaldamento è funzionante.

«Parliamo di uno degli istituti scolastici più importanti dell’area metropolitana, con circa 1.700 studenti – sottolinea Casini –. Non è accettabile che nel pieno dell’anno scolastico si debba ridurre drasticamente il tempo scuola o sospendere le lezioni per settimane a causa di problemi impiantistici».

Approfondimenti

Nell’interrogazione, Casini chiede chiarimenti sulle cause tecniche dei guasti, sugli interventi in corso e sui tempi certi per il ripristino definitivo del riscaldamento, ma soprattutto richiama la necessità di una verifica complessiva dello stato degli impianti e delle strutture dell’istituto.

«Esisteva ed esiste un progetto di restyling complessivo del Gobetti–Volta che non può essere accantonato – aggiunge Casini –. Considerati i tempi lunghi dei lavori pubblici, è fondamentale iniziare fin da ora a programmare gli interventi futuri, così da non trovarsi ancora una volta ad affrontare emergenze prevedibili».

«Quanto sta succedendo oggi – conclude – dimostra che servono interventi strutturali programmati e non più rinviabili. Investire seriamente su questa scuola significa garantire continuità didattica, sicurezza e qualità dell’offerta formativa, evitando che situazioni simili si ripetano».

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