Giustizia e società civile a Palazzo Vecchio

Convegno nel Salone dei Cinquecento alla presenza dei vertici della magistratura fiorentina


Rendere sempre più efficiente il sistema giudiziario, grazie all’ausilio fondamentale di periti ed esperti di grande competenza professionale. Questo l’obiettivo che il Tribunale di Firenze, primo in Italia in questa sperimentazione, si è prefisso nello stimolare la costituzione di un Albo dei CTU, consulenti tecnici d’ufficio.

Il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio ha ospitato stamani il convegno “Giustizia e Società civile”, alla presenza dei vertici della magistratura fiorentina, durante il quale è stato ufficialmente presentato l’Albo CTU del Tribunale di Firenze, in cui sono iscritti i consulenti autorizzati a prestare la loro opera professionale. “L’obiettivo di questo protocollo di intesa sottoscritto nel dicembre del 2017 è quello di migliorare l’efficacia del sistema giuridico e testimonia della volontà del Tribunale di Firenze di delineare un nuovo approccio che si tenga conto del supporto dei corpi intermedi della società, chiamati a esplicare un’attività di consulenza qualificata e verificata. A due anni dalla firma del protocollo si è sentita la necessità di discutere sugli esiti dell’iniziativa e sulle prospettive future. Da qui il convegno di oggi a Palazzo Vecchio”, spiega Franco Pagani, vice presidente vicario aggiunto di Confassociazioni e presidente dell’Associazione dei periti e degli esperti della Toscana.

“Il protocollo - ha dichiarato Pagani - ha visto il coinvolgimento del Tribunale di Firenze, della Corte di Appello di Firenze, della Procura Generale presso la Corte di Appello di Firenze, della Procura della Repubblica di Firenze, degli Ordini e Collegi Professionali, della Camera di Commercio di Firenze, di APE Toscana, della Camera Civile di Firenze e di diversi altri enti e istituzioni avente ad oggetto le regole per iscriversi e permanere nell'Albo dei CTU del Tribunale di Firenze. Dopo due anni possiamo dire che la firma di questo protocollo ha favorito la semplificazione nel rapporto tra operatori, uffici giudiziari e giudici e, dall’altro attraverso un funzionale sistema a rete, una maggiore qualificazione dei consulenti tecnici d’ufficio, per migliorare e rendere più efficace il processo in cui sempre più spesso si rende necessario attingere a conoscenze esperte”

“La rinnovata collaborazione e sinergia tra enti privati e istituzioni - conclude Pagani - come pure una solida competenza giuridica sicuramente sono il punto di forza del protocollo, che ricordo ha condotto a una revisione dell’albo dei consulenti chiamati ad ausiliare la magistratura nel campo civile. Con competenze specialistiche contestualizzate all’ordinamento processuale in cui sono utilizzate è indiscutibile che si possa più adeguatamente rispondere al ruolo scientifico dell’esperto nominato dal giudice che ha assunto, e assumerà in futuro, una sempre maggiore importanza nelle decisioni nel processo civile”.

Redazione Nove da Firenze