Giulio Deangeli, 25 anni e 5 lauree conseguite con 110 e lode

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Ha ricevuto il Gonfalone dal presidente del Consiglio regionale Mazzeo. “La Toscana mi ha accolto e io mi sento toscano"


Firenze – Venticinque anni, cinque lauree conseguite con 110 e lode, un posto di ricercatore in neuroscienze a Cambridge che lo aspetta. E’ davvero un curriculum di eccezione quello di Giulio Deangeli, veneto di Este (Padova), classe 1995, plurilaureato alla Scuola Superiore Sant’Anna e all’Università degli Studi di Pisa. Talmente di eccezione, che questa mattina Giulio è stato insignito in Consiglio regionale, dal presidente Antonio Mazzeo e dall’Ufficio di presidenza, del Gonfalone d’argento.

Un riconoscimento che, come ha spiegato Antonio Mazzeo leggendo le motivazioni del conferimento, “è una scelta fortemente simbolica”. “È il primo Gonfalone d’argento che assegniamo in questa legislatura – ha detto - ed è una scelta condivisa da tutto l’Ufficio di presidenza con l’obiettivo di tracciare un indirizzo preciso della Toscana che vogliamo: una Toscana in grado di attrarre talenti dall'Italia e dal mondo, una Toscana capace di coltivarli e farli esprimere al meglio. E’ un riconoscimento, dunque, che per una volta non guarda al passato ma al futuro della nostra regione, che deve essere la terra delle opportunità”. “Abbiamo sviluppato progetti come GiovaniSi per permettere ai ragazzi di scommettere sul proprio futuro – ha proseguito Mazzeo -; ecco, ora vorremmo passare da GiovaniSi a GiovaniQui, creare le condizioni affinché i talenti possano tornare e trovare in Toscana un luogo che li accoglie e li sa valorizzare, come speriamo possa fare Giulio dopo il suo percorso di specializzazione ulteriore a Cambridge. Per questo chiediamo a Giulio di coordinare un gruppo di ragazzi i quali, assieme a tecnici e professionisti, possano disegnare il progetto della Toscana del domani, dove tradizione e innovazione convivono”.
Con Antonio Mazzeo, a premiare il giovane Giulio, c’erano il vicepresidente Marco Casucci e il segretario Diego Petrucci. Presenti nella sala del Gonfalone anche i consiglieri Vincenzo Ceccarelli e Massimiliano Pescini.

Il presidente del Consiglio ha ricordato la carriera straordinaria di Giulio Deangeli, che ha ottenuto cinque lauree, frequentando cinque percorsi universitari paralleli, primo caso in Italia, conseguite tutti con 110 e lode tra il 2014 e il 2020: laurea triennale in Biotecnologie (Università di Pisa), laurea triennale in Ingegneria biomedica (Università di Pisa), laurea magistrale in Medicina e Chirurgia (Università di Pisa), laurea magistrale in Biotecnologie molecolari (Università Pisa), diploma di licenza magistrale in Scienze Mediche (scuola Superiore Sant’Anna). Ma il giovane genio vanta anche altri successi accademici: vicecampione del mondo ai Mondiali di Neuroscienze presso il XXI Congresso mondiale di Neurologia; ha vinto la borsa di studio mondiale Harvard HIP, l’unica borsa di studio di Harvard aperta anche agli stranieri (è il primo e unico italiano dei 525 studenti selezionati nella storia della borsa); ha ottenuto il primo premio alla Harvard Igem Biohackaton e la sua ricerca è stata pubblicata da Science. Nel 2020 gli è stato offerto il posto di ricercatore all’Università di Cambridge, superando una selezione che vede competere oltre 23.000 candidati.
Dopo la lettura di un saluto inviato dalla sindaca di Este Roberta Gallana, è Giulio a prendere la parola. Per ringraziare un po’ commosso, per garantire “di non avere superpoteri, quello che faccio io lo possono fare tutti, è solo una questione di motivazione” e per ringraziare la Toscana e in particolare il Sant’Anna e l’università di Pisa. “Non potrò mai dire grazie abbastanza a tutti i miei insegnanti – ha commentato -, Pisa si è rivelata quel terreno fertile che ha la fama di essere. Si è creato un circolo virtuoso per cui gli studenti sono motivati e fanno di più di quel che devono, mi è stato insegnato il valore della multidisciplinarietà”. “La Toscana mi ha accolto e io mi sento toscano – ha aggiunto – perché ho incontrato persone affettuose che mi hanno supportato e sono state al mio fianco”. Adesso a Cambridge, con la promessa di tornare sul nostro territorio. “Ho scelto di studiare le malattie neurodegenerative – ha concluso – perché hanno un impatto sociale enorme, una persona su quattro è destinata a soffrirne. Sono malattie di cui si sa ancora troppo poco e che sono fonte di grandi tragedie”.

Redazione Nove da Firenze