Giubbe Rosse, quando arrivano i rinforzi?

Appello dei lavoratori perché qualcuno rilevi lo storico Caffè letterario. Bianchi (Filcams Cgil Firenze): "Il 20 maggio abbiamo chiesto un incontro alle associazioni di categoria, nessuno ci ha risposto. Questa è omissione di soccorso, in questa città non c'è solo l'aeroporto". Quarta (e ultima) asta attorno al 20 luglio. Ventisei lavoratori in ansia. Ma in gioco c'è anche l'onore della città


Le Giubbe Rosse stanno morendo ma gli imprenditori fiorentini non fanno niente per salvare lo storico Caffè letterario, adesso veramente a un passo dalla chiusura. "Siamo di fronte all'omissione di soccorso di una grande attività imprenditoriale - accusa Massimiliano Bianchi, segretario Filcams Cgil Firenze - l'imprenditoria ci spieghi perché questo marchio non suscita interesse. Il 20 maggio abbiamo mandato una lettera alle associazioni di categoria chiedendo un incontro sulle Giubbe Rosse ma nessuno ci ha risposto. Ma devono capire che in questa città non esiste solo l'aeroporto, ci sono anche le attività produttive e far morire una attività storica come le Giubbe Rosse sarebbe un vero e proprio sfregio a Firenze. Viene da pensare - conclude Bianchi - che questa imprenditoria non ha a cuore questa città. Si sveglino, sta suonando la campanella".

La campanella suona perché, dopo che la terza asta è andata deserta, le ultime speranze di salvezza sono legate alla quarta (e ultima) asta che dovrebbe tenersi attorno al 20 luglio, come preannunciato nei giorni scorsi da Valerio Pandolfi, curatore fallimentare. L'esercizio provvisorio è in atto da più di sei mesi, un tempo anomalo perché di solito non dura più di tre mesi. Il giudice, considerato l'alto valore storico-letterario del locale, lo ha prolungato ma oltre il 31 luglio, presumibilmente, non si potrà andare.

La Filcams Cgil Firenze, con Bianchi, Rosa Anna Lombardo (che sta seguendo la vertenza con grande attenzione) e altri sindacalisti ha organizzato un presidio stamani in piazza della Repubblica, davanti al Caffè. I lavoratori sono 26, preoccupati per una situazione che a questo punto ha bisogno di una sterzata repentina, prima che la nave affondi. "Qua alle Giubbe Rosse nutriamo il corpo e lo spirito, con tutta questa cultura che trasuda dalle nostre stanze - sottolinea la Chef, Eliana Stefani Bonacchi - perché mai tutto questo dovrebbe essere spento?".

Mentre sono in corso interviste e riprese, a un tavolo esterno è seduto Martino Smalzi, che con i fratelli Fiorenzo e Mario ha gestito per oltre venti anni le Giubbe Rosse. "Sono fiducioso che un imprenditore si faccia avanti", è il suo auspicio.

La base d'asta iniziale, lo ricordiamo, era di un milione e 420mila euro ma con l'andare del tempo la cifra, come sempre succede in questi casi, è calata e ora dovrebbe essere a poco più di un milione.

Vedremo se Firenze riuscirà a salvare un suo tassello importante: posti di lavoro, non pochi (ma anche uno solo sarebbe importante), storia letteraria e anche onore. Perché lasciar morire così le Giubbe Rosse sarebbe un vero e proprio disonore per questa città che si vanta di essere la Capitale della cultura e lo è per quanto ha dato in passato. Ma ora?

Il ritrovo prediletto di tanti Futuristi e Macchiaioli (e non solo) non può essere abbandonato a se stesso così, come se le Giubbe Rosse non avessero contato nulla per Firenze. No, le Giubbe Rosse hanno contato, e vogliono continuare a farlo, tanto più in questo frangente storico dove la cultura è ritenuta sempre meno importante. Così si uccide la società, perché una società senza cultura è destinata a un degrado progressivo ma inesorabile.

Antonio Patruno