Gara per il trasporto su gomma: assegnazione definitiva del servizio ad Autolinee Toscane spa

Ma il presidente Consiglio regionale esprime perplessità: l’affidamento non corrisponde alla volontà dell’Assemblea toscana, che aveva approvato un atto di indirizzo: sarebbe stato opportuno attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato. Enrico Rossi: «Intervento di Giani inopportuno. Indebite pressioni». Nel Valdarno aretino un bus ogni 30 minuti nel fondovalle, ogni 60 in collina


FIRENZE - E' stato pubblicato oggi il decreto di assegnazione ad Autolinee Toscane Spa della gara unica regionale per il servizio di trasporto pubblico locale su gomma in tutta la Toscana. La Regione ha decretato l'affidamento del servizio nel rispetto e in attuazione della sentenza della Corte di Giustizia Europea dello scorso 21 marzo, nonché in attuazione dell'Accordo firmato dalla Regione stessa, Mobit ed Autolinee Toscane nel dicembre 2017, in coincidenza con la stipula del contratto-ponte di due anni - attualmente in vigore - che affidava la gestione del servizio di tpl su tutto i territorio regionale in via transitoria. L'aggiudicazione provvisoria ad Autolinee Toscana spa era stata decretata nel marzo del 2017. Il lungo tempo intercorso tra i due atti è stato conseguenza del contenzioso giudiziario avviato dai due partecipanti alla gara. Il 29 maggio 2017 il Consiglio di Stato - in seguito all'appello proposto dalle parti dopo la sentenza del TAR del 2016, che aveva fatto salvi gli atti di gara della Regione ma annullato la prima aggiudicazione - ha rimesso alla Corte di Giustizia Europea alcune questioni interpretative legate alla partecipazione del gruppo francese alla gara. Il pronunciamento della Corte di giustizia è arrivato dopo quasi due anni, con la sentenza del 21 marzo 2019. Adesso si apre una nuova fase, prevista dai documenti di gara e dal contratto-ponte vigente. In questa fase verranno svolte le attività necessarie per definire il passaggio al nuovo gestore dei beni che utilizzerà per svolgere il servizio. A ottobre è fissata l'udienza del Consiglio di Stato sul contenzioso aperto. Fino al 31 dicembre 2019 - come previsto dal contratto di servizio in vigore - il trasporto pubblico locale in Toscana sarà gestito da One Scarl, attuale gestore. La base di gara è pari a 2,77 miliardi di euro per 11 anni di servizio. A questo si aggiungono 190 milioni circa per l'acquisto di nuovi mezzi. Il valore complessivo della gara, con i ricavi da biglietti e abbonamenti, è pari a circa 4 miliardi di euro per tutto il periodo.

Ma il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, esprime la propria perplessità in merito all’affidamento ad Autolinee Toscane spa, azienda del gruppo francese Ratp, della gara unica regionale per il servizio di tpl su gomma in tutta la Toscana. Il Consiglio regionale, ricorda il presidente, aveva approvato un atto di indirizzo, nel quale si era chiesto con trasparenza di attendere l’esito della sentenza del Consiglio di Stato. Un indirizzo, prosegue Giani, i cui effetti vengono vanificati da questo affidamento, che non corrisponde alla volontà dell’assemblea legislativa della Toscana e neppure a profili di opportunità. Secondo il presidente del Consiglio regionale, sarebbe stato opportuno attendere pochi mesi, fino alla pronuncia del Consiglio di Stato, il supremo organo della giustizia amministrativa, prevista per il mese di ottobre.

«Per quanto riguarda l'intervento del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani in merito all'affidamento del Trasporto Pubblico Locale ad Autolinee Toscane spa voglio rilevare che esso non solo è inopportuno ma che, svolto da parte della massima carica consiliare, rappresenta un indebito attacco alla Giunta regionale, soprattutto alla serietà e alla correttezza del comportamento dei suoi tecnici, dell'Avvocatura regionale e dei responsabili del procedimento. Sfugge evidentemente al Presidente dell’Assemblea regionale che le mozioni presentate in Consiglio possono avere un valore di indirizzo rispetto agli atti della Giunta ma non possono superare né le disposizioni legislative, né la cogenza di contratti precedentemente stipulati e, ancor meno, ordinare quali comportamenti debbano essere assunti dai dirigenti. In conclusione, sono costretto a chiedere al presidente del Consiglio regionale di non esondare in munere alieno e a rientrare nell'ambito delle sue responsabilità e delle sue prerogative.Per essere ancora più chiaro, ricordo la comunicazione svolta dall’assessore Ceccarelli in Consiglio nella quale si sottolineava come il procedimento fosse ormai oltre il livello di ogni decisione politica e che interferire in questa fase avrebbe significato condizionare la libertà e la responsabilità tecnica di un dirigente che, coadiuvato dai pareri legali della nostra Avvocatura, ha ritenuto di dover applicare conformemente la legge e procedere all’affidamento. Insistere su un’interpretazione politica di questa vicenda significa esercitare indebite pressioni e mettere in cattiva luce il ruolo svolto dagli uffici regionale in modo lineare e trasparente.Il gioco degli interessi differenti e la valutazione dei procedimenti, a questo punto, sta nelle mani degli organi che su questa vicenda volta per volta si sono espressi e potranno esprimersi come Tar, Corte di Giustizia europea, Consiglio di Stato e Autorità Garante della Concorrenza» dichiara Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.

"E’ comunque presumibile, che tale atto non porrà fine alla stagione dei ricorsi -ribattono le e segreterie Regionali Toscana di FILT-CGIL FIT-CISL UILTRASPORTI FAISA-CISAL- infatti, in base anche a pubbliche affermazioni, parrebbe che ciascuno dei contendenti fosse già pronto a presentare ricorsi avverso ogni decisione lesiva dei propri legittimi interessi: il primo dei ricorsi - già depositato da mesi - sarà discusso il 10 ottobre p.v. dal Consiglio di Stato. L’intenzione non è quella di entrare nel merito, tanto meno indugiarne la legittimità, delle azioni dei contendenti; come neppure giudicare o commentare l'atto di assegnazione della Gara. La nostra preoccupazione è rivolta alle risorse per l'intero settore del TPL in Toscana; il 31 dicembre 2019 scadrà infatti il contratto ponte che in questi anni, trascorsi ad attendere le sentenze dei tribunali, ha garantito le risorse per il servizio e gli investimenti in nuovi autobus. Dopo questo termine cosa accadrà? Chiediamo fermamente che il rinnovo del parco mezzi non possa e non debba essere interrotto. Come è noto, l'età media della flotta circolante in Toscana è alta, soprattutto nel servizio extraurbano, ossia quello più delicato che collega le piccole comunità con il resto della regione. Oltre alla vetustà dei mezzi una ulteriore percentuale riguarda quelli fermi nei depositi perché ormai non più riparabili secondo le dichiarazioni delle aziende. Esortiamo quindi la Regione Toscana a prevedere nel bilancio regionale gli stessi finanziamenti adeguatamente rivalutati con gli indici pattuiti, al fine di mantenere inalterate le risorse utili alla gestione del servizio ed al completamento degli investimenti necessari anche nel 2020, oltre che per gli anni successivi; e comunque fino a quando non sarà sottoscritto il contratto di servizio con uno dei due contendenti. Alle preoccupazioni di carattere regionale si aggiungono quelle di carattere nazionale dovute al taglio di trecento milioni di Euro dal Fondo Nazionale dei Trasporti per destinarli alle coperture finanziarie stabilite dal Governo. In Toscana il taglio ammonta a 24.800.000 Euro, pari a circa 12.400.000 km: equivalente al 10% del servizio messo a Gara dalla Regione. Il combinato disposto delle due vicende potrebbe portare, se non recuperato, ad una pesante riduzione dell'intero sistema del Trasporto Pubblico Locale in Toscana, con ripercussioni pesantissime sulle aree più deboli della nostra regione, sui Pendolari e sui Lavoratori impiegati nel settore".

Dal 13 maggio entrerà in servizio MIV-Mobilità in Valdarno, progetto che stabilizza e perfeziona l'esperienza delle "Circolari del Valdarno", aumenta la frequenza dei bus, prolunga l'orario del servizio e lo arricchisce con numerose migliorie legate alle nuove tecnologie (come le paline parlanti, il sistema di monitoraggio satellitare Avm, la wi-fi a bordo, un'App dedicata, ecc). Si avranno un bus ogni ogni 30 minuti nel fondovalle ed un collegamento ogni 60 minuti tra fondovalle e aree collinari. La tariffa sarà unica per tutto il territorio dl Valdarno. I mezzi saranno dotati di WiFi gratuita e prese Usb per ricaricare tablet e smartphone. L'accordo che sta alla base del progetto Miv è stato sottoscritto nel 2016 dalla Regione con la Provincia di Arezzo e i Comuni di Cavriglia (capofila), Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Terranuova, Loro Ciuffenna, Castelfranco, Piandiscò, Bucine, Pergine e Laterina. Al progetto la Regione Toscana ha destinato ben 240.000 euro di finanziamenti, ai quali si sono aggiunti negli anni contributi da parte dei Comuni: 50.000 euro nel 2016, 90.000 nel 2017, 90.000 nel 2018 e 160.000 nel 2019.

Redazione Nove da Firenze