Galluzzo: piazza Puliti diventa verde con 17 nuovi alberi "mangia smog"

La seconda piazza del paese, dedicata a un parroco che ha fatto storia, manterrà la sua funzione di parcheggio ma sarà riqualificata: 100mila euro l'investimento del Comune. Tutte le nuove piante saranno inserite ciascuna in un’aiuola circolare


Diciassette alberi mangia smog per dare un nuovo volto estetico e climatico alla seconda piazza del Galluzzo: è piazza don Pietro Puliti  che diventa ‘verde’ grazie a un progetto di riqualificazione ambientale da 100mila euro. Lo ha stabilito la giunta di Palazzo Vecchio nel corso dell’ultima seduta, dando il via libera al progetto definitivo presentato dall’assessore all’Ambiente Cecilia Del Re. L’area manterrà la sua funzione di parcheggio ma sarà riqualificata e 'mitigata' con l’inserimento di un filare di 11 platani, quattro bagolari e due pioppi bianchi maschi, per i quali sarà resa permeabile una parte della pavimentazione che contribuirà a migliorare le condizioni ambientali della piazza.

“Un progetto di riqualificazione ambientale che darà un nuovo volto alla piazza migliorando non solo l’aspetto estetico, anche la qualità dell’aria nella zona – ha detto l’assessore Del Re -. Un investimento da 100mila euro che conferma le attuali esigenze funzionali con la destinazione a parcheggio, ma va incontro alla volontà di una mitigazione ambientale maturata per la seconda piazza del Galluzzo. Il parcheggio verde - ha proseguito l'assessore - è un indirizzo da seguire per tutte le aree destinate a parcheggio in città: gli alberi, oltre a migliorare l'aspetto estetico dei parcheggi, portano benefici al miglioramento della qualità dell'aria filtrando gli inquinanti”.

Il progetto prevede l’inserimento di alberi nel parcheggio e la resa permeabile di una parte della superficie per dare una buona copertura di chiome e migliorare le condizioni ambientali della piazza, anche recuperando ecologicamente una parte della superficie nel senso di una maggiore naturalità degli scambi gassosi e d’acqua, tra la terra e l’atmosfera.

Caratteristica principale del luogo diventa l’alberatura di prima grandezza che corre lineare davanti all’edificato a est, per poi piegare raccordandosi alla direttrice di via Biagini. Per questo filare è stato scelto il genere Platanus, con alberi pensati per assumere spontaneamente un portamento di forma cilindro-conica. La copertura ombreggiante che si intende dare al parcheggio è integrata dall’inserimento di altri quattro alberi di specie diversa e più rustica, ovvero i bagolari, che saranno ben distribuiti nella porzione più interna del parcheggio. L’area più meridionale, attraversata dal filare dominante di platani, sarà completata dall’inserimento di due pioppi bianchi.

L’alberatura principale sarà sottolineata da una nuova pavimentazione che la accompagnerà per tutta la lunghezza, svolgendo non solo una funzione estetica, ma anche una valenza ecologica: il sistema drenante per il benessere delle piante messe a dimora garantirà infatti anche una migliore vivibilità del luogo. 

Tutte le nuove piante saranno inserite ciascuna in un’aiuola circolare. Nel complesso è prevista la piantagione di 17 nuovi alberi, di cui 11 platani, quattro bagolari e due pioppi bianchi maschi. La scelta delle specie vegetali ha tenuto conto delle linee guida sulla messa a dimora di specifiche specie arboree per l’assorbimento di biossido di azoto, particolato fine e ozono approvate dalla giunta regionale a novembre 2018. Nella piazza è già stata installata una colonnina fast recharge accessibile a tutti, nell'ambito del progetto Eva+.

Piazza don Puliti (dedicata al sacerdote nato a Pontassieve e parroco del Galluzzo dal 1931, assai attivo in opere assistenziali tanto che fu tra i promotori della locale Misericordia e schierato con forza contro il fascismosi trova all’estremità ovest del viale Tanini, riconnettendosi al tessuto urbano dell’abitato del Galluzzo attraverso via Biagini (verso via Senese) e via dei Pietriboni, verso via Gherardo Silvani a nord. La piazza nasce come parcheggio a metà degli anni ’70 e manterrà la sua funzione.

Redazione Nove da Firenze