Furti in 90 secondi tra Toscana ed Emilia: gioielli, cellulari e tablet, auto e furgoni

Furti con scasso commessi ai danni di centri commerciali, ipermercati, concessionarie di auto, negozi e ditte di vario genere


Svariate decine i furti perpetrati a San Miniato (PI), Colle Val d’Elsa (SI), Buggiano (PT), Scandicci (FI), Montelupo Fiorentino (FI), Bientina (PI), Agliana (PT), San Giovanni Valdarno (AR), Empoli (PI), Montecatini Terme (PT), Barberino Val d’Elsa (FI), Pontassieve (FI), Campi Bisenzio (FI), Firenze, Siena, Prato, Cesena (FC), Modena, Parma, oltre quelli nella provincia di Lucca.
Smantellata una organizzazione logistica con base nella periferia di Firenze

Una vasta operazione denominata “Starlight” quella che si è svolta in Toscana ed Emilia Romagna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Lucca, coadiuvati dai comandi Arma territorialmente competenti, dal Nucleo Investigativo di Firenze, dal 6° Battaglione CC “Toscana” di Firenze, dal Nucleo Elicotteri CC di Pisa e dalle unità cinofile di Firenze e Pisa-San Rossore, hanno dato applicazione a 18 provvedimenti restrittivi emessi dal GIP del Tribunale di Lucca, dott.ssa Silvia MUGNAINI.

Complessivamente sono state eseguite 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere tra Firenze, Pisa e Modena, 1 soggetto è stato sottoposto a fermo di P.G.; mentre altri 2 sono stati sottoposti all’obbligo di dimora, oltre ad una ventina di perquisizioni domiciliari. Inoltre, già nel corso delle indagini sono state tratte in arresto in flagranza di furto aggravato 8 persone, tra Firenze, Empoli ed Arezzo, mentre altre 6 sono state denunciate per ricettazione.

I 25 soggetti coinvolti, sono stati indagati per “associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio”, per una pluralità di furti con scasso commessi ai danni di centri commerciali, ipermercati, concessionarie di auto, negozi e ditte di vario genere. Gli articoli “preferiti” dalla banda erano gioielli, telefoni cellulari, tablet, auto di grossa cilindrata (audi, mercedes), veicoli commerciali (furgoni, autocarri, fiat ducato) che venivano rubati non ancora immatricolati, direttamente nelle concessionarie e venduti all’Estero.

Solo nel periodo di riferimento dell’indagine, tra il mese di giugno 2015 e aprile 2016, la banda ha commesso razzie in tutta la Toscana ed in Emilia Romagna, per un valore complessivo accertato di oltre 650.000 euro.

L’indagine condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lucca ha tratto spunto dalle “spaccate” avvenute il 17 giugno ed il 16 dicembre 2015 al negozio “TRONY” di Pietrasanta (LU), ove venne trafugato materiale elettronico ed informatico per un valore di 60.000 euro e ad Altopascio (LU), presso il “MERCATONE UNO” e l’ipermercato “CONAD”, rispettivamente il 6 ed il 10 ottobre 2015, allorché i ladri, nel primo caso entrati a seguito dello sfondamento di una vetrata nella gioielleria “Punto Oro” situata all’interno del Mercatone Uno, asportarono orologi e gioielli per un valore di circa 30.000 euro, mentre nel secondo caso si introdussero nel CONAD sfondando una vetrata e si impossessarono di telefoni cellulari e tablet per un valore complessivo di 40.000 euro, alcuni dei quali poi illecitamente riciclati a Lucca ad individui indagati nel contesto per ricettazione.

Grande rapidità nell’azione dei vari membri dell’organizzazione, in ciascuno dei colpi messi a segno: sempre muniti di guanti e col viso coperto, utilizzando attrezzi da scasso (picconi, cesoie, grossi martelli a loro disposizione), impiegando in media un minuto e mezzo dall’arrivo sul posto, allo sfondamento, alla fuga con la refurtiva, come documentato dalle immagini delle telecamere.

Il nome “Starlight” dato all’operazione deriva dal soprannome di uno dei principali soggetti arrestati che svolgeva un ruolo di primissimo piano in seno all’organizzazione ed al fatto che la banda entrava in azione sempre di notte, con la “luce delle stelle”.

Sotto la direzione della Procura di Lucca, i Carabinieri sono giunti dapprima all’individuazione di alcuni soggetti di nazionalità rumena, di cui hanno seguito gli spostamenti, sempre di notte, per poi pian piano risalire a tutti i componenti dell’articolata banda composta da ben 25 individui, che si alternavano nei vari “colpi”, sotto la direzione di due cugini, che si avvalevano dell’opera di alcuni uomini di fiducia, in grado di sostituirli in singoli colpi o quando rientravano nel Paese d’origine, dove mantenevano i contatti con altri soggetti che davano supporto per il riciclaggio dei veicoli rubati.

Il gruppo criminale, molto affiatato, è risultato essere una collaudata organizzazione, con compiti e ruoli ben definiti per ciascuno dei partecipanti alla “catena di montaggio”. Chi si occupava della custodia e dell’efficienza dei mezzi “puliti” che servivano per i sopralluoghi prima dei colpi o per la fuga in sicurezza dopo le razzie; chi era incaricato del trasporto e della custodia della refurtiva ed in particolare dei veicoli rubati; chi era un vero e proprio luogotenente in grado di assumere anche la direzione di singole operazioni in assenza di uno o di entrambi i cugini. .

La banda non trascurava neppure il linguaggio da utilizzare quando si parlava della progettazione dei furti o di qualunque cosa avesse attinenza con essi: i suoi componenti, infatti, usavano un gergo ben collaudato e noto a tutti cosicché, da un lato non vi fossero equivoci tra gli interlocutori e, dall’altro, non fossero facilmente intercettabili dalle Forze di Polizia.

Occorre, inoltre, sottolineare che nel corso delle indagini i Carabinieri del Reparto Operativo hanno già tratto in arresto in flagranza di furto aggravato 8 persone, tra Firenze, Empoli ed Arezzo, mentre altre 6 sono state denunciate per ricettazione, oltre ad aver recuperato refurtiva per un valore totale superiore ai 250.000 euro, restituita ai legittimi proprietari, tra cui 4 furgoni e 4 autovetture tutti ancora da immatricolare.

Gli ultimi due arresti sono stati effettuati la notte di sabato scorso 4 febbraio, allorché i due rumeni sono stati presi subito dopo aver “visitato“ un negozio di biciclette professionali a Vaiano (PO) ed averne portate via quattro, per un valore complessivo di 16.000 euro, caricandole su un furgone precedentemente rubato a Sesto Fiorentino (FI), (bici e mezzo recuperati e restituiti ai legittimi proprietari). Ciò a dimostrazione del fatto che, nel tempo, i vari membri della banda hanno continuato ad “esercitare” la loro attività.

Nel corso dell’attività di P.G. di oggi, altresì, è stato sottoposto a fermo un 25enne senza fissa dimora, poiché coinvolto in quest’ultimo furto durante il quale era riuscito a fuggire.

Redazione Nove da Firenze