Firenze tutela i prodotti tipici: lo sgomento dei sapori regionali

Mentre l'Italia si divide davanti alla rivoluzione proposta da Palazzo Vecchio a tutela del prodotto locale, in Santissima Annunziata sfilano i prodotti altrui


Il capoluogo al centro dell'interesse mediatico nazionale, apripista di numerosi progetti pilota e fonte di ispirazione per centinaia di sindaci, la città che ha creato il caso enogastronomico del secolo con la decisione di consentire in area Unesco la vendita di prodotti che siano al 70% provenienti dalla produzione locale, ospita in piazza Santissima Annunziata un mercato di sapori regionali.

Chissà cosa pensano gli ambulanti giunti a Firenze da tutta Italia di questa decisione che potrebbe segnare un precedente per la gastronomia e la ristorazione italiane.

Produttori e rivenditori arrivano dalla Sicilia, dalla Puglia, dalla Valle d'Aosta, dalla Calabria ed ancora dalla Basilicata e dall'Umbria ed altri stand si aprono sulla piazza fiorentina. 
La maggior parte degli ambulanti non è a conoscenza delle intenzioni del sindaco. "Renzi farà come crede.." sbotta qualcuno. Ma ora ci sarebbe Nardella "Chi c'è c'è.. da dove vengo io c'è posto per tutti".

Il fatto è che l'iniziativa ha suscitato varie prese di posizione c'è chi ha visto nel formaggio piemontese la stampa con le gondole sotto al ponte di Rialto venduta davanti alla Galleria dell'Accademia e chi ha criticato la percentuale definendola "proibitiva". Poi c'è chi ha fatto i conti in tasca all'oste e si è spaventato del 'ritocchino' che potrebbe subire il menù a prezzo fisso.

La paura dei ristoratori di non poter offrire una varietà di prodotti ai turisti viene condivisa e sposata dai più: "Noi stamani abbiamo avuto clienti americani, turchi, olandesi e tedeschi - racconta una commerciante - ed hanno riempito il sacchetto. Abbiamo fatto centinaia di chilometri proprio per intercettare quel turista che spesso sceglie Firenze e non arriva in altre città d'Italia".

"Non metto in dubbio che vogliate difendere la produzione locale -
commenta un'altra ambulante - ma troverei più corretto tutelare il prodotto italiano, in fin dei conti siamo tutti sulla stessa barca". 
Il confine è l'area Unesco, il Patrimonio dell'Umanità che propone l'eccellenza del territorio dovrebbe attenersi anche alle specialità locali "Mah.. se lo fate per fare chiudere i locali ed i ristoratori stranieri non la capisco. Sono 4 anni che vengo a Firenze ogni anno ed ho visto aumentare i locali stranieri.. adesso li volete chiudere tutti assieme?".

Si presentano come portatori sani delle specialità locali "Siamo dei biglietti da visita, sì proprio così. Il cliente assaggia il prodotto e si informa. Domani potrebbe voler visitare la mia regione ed io ho contribuito ad aumentare il turismo"
Insomma non tanto vi convince questa scelta? "No. Per noi che lavoriamo e produciamo altrove perdere la piazza fiorentina sarebbe un grave problema. Abbiamo buoni clienti qui".

Il compromesso è dietro l'angolo e tra il sacro ed il profano si riaffacciano ipotesi culinarie come l'involtino primavera al lampredotto e cavolo nero, la fonduta di pecorino toscano, il sushi di pesce gatto, la paella con le cozze dell'Arno. 

Antonio Patruno