Firenze sconcertata dalle frasi contro la sen. Segre in una scuola media

Emanule Cocollini (Vice presidente Consiglio comunale): “Non penso proprio che la Senatrice abbia bisogno di pubblicità. Le idee si contrastano con altre idee”. La Parlamentare e Responsabile politiche Cultura, Scuola, Università Ricerca e Sport nella Presidenza del gruppo Pd della Camera On. Rosa Maria Di Giorgi: "Inaccettabili parole, il ministro intervenga"


Sulla vicenda dell’insegnante della scuola media Mazzanti interviene il vice presidente del Consiglio comunale Emanuele Cocollini. “Si può non condividere l’impostazione con la quale è stata istituita la Commissione Segre sia a livello parlamentare, sia a livello comunale. Ritengo, infatti, che si punti a strumentalizzare la giusta lotta contro l’antisemitismo per creare un organismo che decida cosa si possa o non si possa dire. Una dittatura del politicamente corretto e del pensiero unico. Questo non toglie che non sia altro che apprezzabile lo sforzo che la Senatrice Segre sta facendo per affermare le sue idee. Da donna libera. Non penso proprio che abbia bisogno di farsi pubblicità – aggiunge il vice presidente del Consiglio comunale Emanuele Cocollini – e chi lo pensa e lo sostiene davanti a degli alunni non può che essere condannato fermamente. Le idee si contrastano con altre idee e non a scuola!”.

"Le frasi che, secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa, sarebbero state pronunciate da una professoressa della scuola Mazzanti di Firenze che accuserebbe Liliana Segre di cercare solo pubblicità sono di una gravità inaudita, e non possono essere derubricate a semplice scivolone lessicale -interviene anche la Parlamentare e Responsabile politiche Cultura, Scuola, Università Ricerca e Sport nella Presidenza del gruppo Pd della Camera On. Rosa Maria Di Giorgi- Se l'episodio fosse confermato saremmo infatti di fronte ad una docente che nel pieno delle sue funzioni didattiche denigra ed istiga all'odio verso una persona che con la sua storia ed il suo impegno rappresenta il simbolo stesso della lotta contro razzismo e l'antisemitismo nel nostro Paese. In un momento in cui, come testimonia l'indagine diffusa ieri dall'Euriospes, il 16% degli italiani ritiene che la Shoa non sia mai avvenuta ad altrettanti pensano che non sia stata poi così grave, episodi del genere, soprattutto quando avvengono nella nostra scuola pubblica, non possono essere tollerati. Per questo invito la Ministra dell'Istruzione Azzolina a verificare immediatamente quanto accaduto e, qualora ci fossero gli elementi, ad intervenire con la massima severità, valutando i fatti per quello che sono, ovvero qualcosa di abnorme ed inaccettabile".

Redazione Nove da Firenze