Firenze, il blocco dei cantieri resta anche nella fascia ottocentesca

Il Tar ha rinviato il 'caso Querce' al 6 novembre, un mese dopo l'udienza di merito sulla variante urbanistica del Comune di Firenze: restano inalterati i confini dello stop imposto dal Consiglio di Stato. L'assessore Del Re: "L'unico spiraglio è il dialogo con Italia Nostra"


(DIRE) Firenze, 11 lug. - Il Tar toscano non decide e rinvia il 'caso Querce' al 6 novembre. A Firenze, quindi, non cambia nulla: restano inalterati i confini dello stop imposto dall'ordinanza del Consiglio di Stato, che continuerà ad interessare l'intera variante del Comune che, dal 2018, ha introdotto la ristrutturazione edilizia con limiti. Con i cantieri fermi in centro storico, dentro il perimetro Unesco, ma anche nella fascia ottocentesca. In quella fascia dove sorge l'ex collegio che il gruppo Leeu vuole trasformare in un hotel di lusso. La società si era rivolta ai giudici amministrativi per sospendere l'alt ai lavori imposto da Palazzo Vecchio dopo la pronuncia del Consiglio di Stato.

Una sentenza simbolo, perché pareva a professionisti e ditte il trampolino per poter tornare ad operare in una fetta importante di città. Il nulla di fatto, invece, riconferma lo status quo: il blocco. Una decisione, quella del tribunale, anticipata dall'assessore all'Urbanistica Cecilia Del Re: "Il Tar ha rinviato il contenzioso sulla Querce all'udienza di merito del 6 novembre, fissata dopo quella del 9 ottobre e dove sarà discussa la legittimità della nostra variante urbanistica".

Ad oggi, quindi, "la situazione resta inalterata", vige la sospensione delle variante. A questo punto, sottolinea l'assessore, "in attesa del 9 ottobre l'unico spiraglio per sbloccare prima questo stallo e la situazione di grave difficoltà per la città, resta quella del dialogo" con Italia Nostra. La speranza, aggiunge, "è trovare un accordo" che potrebbe essere favorito anche dal forum permanente dedicato al centro storico, a cui parteciperà anche l'associazione ambientalista. Del Re, poi, rimarcando come i tempi per una nuova variante sarebbero "molto lunghi", ricorda che "a breve, da settembre, inizierà il percorso per il nuovo piano urbanistico. Quello, a mio avviso, resta il contesto migliore per ridiscutere il disegno della citta', centro storico compreso". Inoltre "sull'apertura ad una diversa classificazione degli edifici nel centro, ho mostrato aperture. Se ne può benissimo parlare".

Redazione Nove da Firenze