Firenze Expo, da eccellenza a falsa identità

Dalla sindrome di Stendhal alla crisi di identità


Si chiamano Souvenir e servono per testimoniare il proprio passaggio in una località, per avere un ricordo della visita.
Ai piedi del David di Michelangelo, ad esempio, sulla terrazza panoramica più bella di Firenze è possibile acquistare una veduta di Roma o di Venezia.

Non sono solo gli abusivi a disporre sul manto stradale i posters che raffigurano il Ponte di Rialto all'ombra del Duomo di Milano, con il Vesuvio sullo sfondo. L'offerta è varia.

La città che fa un bando per fregiarsi di un brand e che produce souvenir sfoggiando la bravura dei suoi giovani designer, punta poi a rimbambire il turista?

Lunedì scorso in Consiglio comunale Dario Nardella ha concluso il suo intervento sui progetti aperti per Firenze esaltando per l'ennesima volta le caratteristiche della città "Amata in tutto il mondo"
Proprio in virtù di questo amore chiamata a distinguersi, destinata a fare da "modello" molto spesso per ogni iniziativa che vi sia partorita.
Miracolati eredi dell'Elettrice Palatina i fiorentini sono invidiati ovunque nel mondo, è risaputo, ma sono anche gelosi della propria identità?

Mai nei piccoli borghi si trovano in vendita souvenir di altre località turistiche: scelta di gusto e di decoro, voglia di sentirsi unici e splendidi?
In vista di Expo 2015 in Italia è gara aperta all'esaltazione delle peculiarità: ciascun comune dal più piccolo al più grande ha deciso di investire nel turismo mettendo in vetrina tutto il meglio ed arrivando a spolverare persino quelle "nicchie" dimenticate da anni. 

 E Firenze cosa fa? Nicchia?

Matteo Renzi ha giocato il Jolly, anzi il Giglio con Angela Merkel cercando di colpire la leader tedesca con la sindrome di Stendhal detta anche sindrome di Firenze.
Proprio l'ex sindaco, oggi Premier, si era dichiarato ad inizio mandato, alfiere nella lotta ai Souvenir taroccati; ha chiesto a gran voce che gli ambulanti fiorentini "abbozzassero" di vendere grembiulini con il pube del David e oggetti di dubbia ostentazione. Poi la battaglia su San Lorenzo è proseguita a suon di canoni, spazi occupati, verifiche fiscali, delibere e ricorsi al Tar, ma è iniziata sui banchi, criticandone la merce esposta.

Da San Lorenzo l'attenzione si è spostata ultimamente verso il piazzale Michelangelo dove, alla prossima pedonalizzazione, dovrebbe fare seguito anche una nuova sistemazione degli ambulanti. 
Forse è arrivato il momento di decidere chi vogliamo essere.

Redazione Nove da Firenze