"Firenze è ferma, servono stadio, aeroporto, terza corsia e Av"

L'input degli ingegneri. Bartolini (Commissione Cultura e Industria 4.0) "Siamo fermi, per recuperare Pil servono infrastrutture"


Firenze, 6 luglio 2020 - “Per ripartire Firenze ha bisogno di infrastrutture”. Per l'Ordine degli Ingegneri di Firenze la strada per uscire dalla crisi causata dalla pandemia di Covid-19 passa anche attraverso opere come lo stadio nuovo del calcio, il recupero del Franchi, la nuova pista dello scalo Vespucci, la Tav, la terza corsia dell'Autostrada del Sole e della Firenze Mare.

“Servono l’aeroporto, il nuovo stadio, il recupero alle origini del Franchi, liberato da orribili superfetazioni, la riqualificazione dell’area di campo di Marte, l’impiantisca per la chiusura del ciclo dei rifiuti, il sottoattraversamento AV di Firenze, che libera binari e migliora il servizio della rete ferroviaria metropolitana e toscana, la terza corsia dell’A1 e dell’A11” afferma Pietro Bartolini coordinatore della Commissione Cultura e Industria 4.0 dell'Ordine. “Sono tutti progetti cantierabili, già in gran parte finanziati da soggetti che vogliono investire sulla città: realizzarli verrebbe dire portare lavoro, sviluppare il marketing territoriale e sinergie, fare di Firenze e soprattutto della città metropolitana il fulcro di connessioni”. Il rischio è, altrimenti, quello di perdere ulteriori punti di Pil. “E quindi posti di lavoro e benessere per i cittadini”. Dai dati Istat l'indice della produzione industriale in Italia è calato del 42,7 % tra gennaio e aprile 2020.

“Firenze è ferma. Dobbiamo recuperare Pil, il Pil è lavoro. E dobbiamo farlo attraverso queste infrastrutture, la loro moderna digitalizzazione e i servizi collegati, da realizzare tutte insieme” afferma Bartolini. Per il futuro la parola chiave è: fare. “Sarà importante perché i mercati, e anche i cittadini, abbiano più fiducia nell’Italia, per riaprire i flussi di business e quelli turistici, questi ultimi più diffusi sul territorio grazie alle infrastrutture e quindi rispettosi dei territori e della città.”

In questo scenario gli ingegneri possono contribuire in modo concreto e innovativo all’elaborazione di un'agenda politica che abbia come priorità i temi del territorio, delle infrastrutture, della digitalizzazione, del lavoro.

Redazione Nove da Firenze