Viola, capitolo stadio Franchi chiuso: Commisso deluso dal Governo

Il patròn dopo la comunicazione Mibact: "Vedo che c’è più interesse a conservare una struttura fatiscente di cemento armato di 90 anni che permettere ai tifosi di assistere a un evento sportivo con tutti i servizi moderni e i comfort di uno stadio all’avanguardia". La Lega Serie A dalla sua parte. Toccafondi (IV): "Costi di gestione e manutenzione salatissimi"


Il tema Stadio Franchi per la Fiorentina è chiuso. Il club viola per il momento continuerà a fare giocare la propria squadra nell'impianto del Campo di Marte. E il Comune dovrà ristrutturarlo. Con una nota secca, la Fiorentina chiude un capitolo lungo e controverso. Eccola, alla lettera:

"In riferimento alla comunicazione ricevuta oggi da parte del MIBACT a firma del Direttore Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, ACF Fiorentina comunica che ringrazia tutte le realtà coinvolte, che si sono interessate alla possibile realizzazione di un nuovo stadio per la città di Firenze e i tifosi della Fiorentina nello stesso luogo dove la squadra ha sempre giocato.

“Con la nuova Legge Salva Stadi credevo che per il calcio italiano specialmente in questo momento di grave crisi per tutto il Paese, il Governo potesse prendere una direzione più utile per il futuro del sistema calcio e l’economia italiana in generale.

Purtroppo, vedo che c’è più interesse a conservare una struttura fatiscente di cemento armato di 90 anni che permettere ai tifosi di assistere a un evento sportivo con tutti i servizi moderni e i comfort di uno stadio all’avanguardia che Firenze avrebbe meritato.

Ora immagino che la burocrazia italiana insieme a tutte le realtà che si sono fortemente attivate per evidenziare al Mibact la necessità di salvare il Franchi come Archistar, Fondazioni e Comitati, siano altrettanto rapidi a raccogliere i fondi necessari che occorreranno al Comune per ristrutturare lo stadio.

Bisognerà assolutamente evitare che il Franchi possa diventare una struttura abbandonata e cadente nel cuore della bellissima Firenze”, ha dichiarato il Presidente della Fiorentina Rocco Commisso".

Il Presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino sta con Commisso:

“Condivido l'amarezza e le riflessioni del Presidente della Fiorentina Commisso dopo la comunicazione di oggi da parte del Mibact. E' triste dover constatare come in Italia la burocrazia blocchi e rallenti qualsiasi investimento volto a creare valore. La città di Firenze ha trovato un imprenditore innamorato della squadra di calcio, pronto a investire cifre importanti e il solito masochismo italiano fa di tutto per farlo scappare. Oggi è stato approvato un progetto di riforma e ristrutturazione del Franchi in cui la Fiorentina non crede e non investirà, per cui mi chiedo a cosa sia servita una decisione del genere, se non a lasciar abbandonato lo stadio visto che non sarà ristrutturato.

Mi spiace per la tifoseria viola e per gli appassionati di calcio, Commisso già col nuovo centro sportivo di allenamento ha dimostrato cosa è in grado di fare e avrebbe certamente trasformato in un gioiello il Franchi, che invece è destinato a diventare l'ennesima cattedrale di cemento nel deserto”.

Il deputato Fiorentino di Italia Viva Gabriele Toccafondi è amareggiato a sua volta: “Sembra che fare uno stadio moderno e funzionale sia possibile in tutto il mondo tranne che a Firenze. Saranno i tecnici e gli architetti a dire, leggendo le 9 pagine della risposta del Ministero dei beni culturali, cosa è possibile fare al Franchi, ma quello che capisco è che molti sono e rimangono i vincoli e le parti intoccabili, comprese le curve per le quali dovresti non toccare quelle vecchie ma casomai costruirci sopra”.

“Sembra che fosse già tutto scritto nella relazione della sovrintendenza della Toscana del 20 maggio 2020 che definiva lo stadio Franchi di “rilevantissimo interesse culturale”, senza che sia cambiato granché anche dopo l'intervento del Parlamento con l'emendamento approvato quasi all’unanimità.
Continuo a dire che i costi di gestione e manutenzione dello stadio Franchi sono salatissimi e costano tantissimo alla comunità, soldi che, soprattutto in questo momento, sarebbero utilissimi per altre esigenze ed emergenze", ha concluso Toccafondi.

Redazione Nove da Firenze