Stadio Franchi: l'approvazione dell'emendamento non placa la polemica

Italia Nostra parla di una vergogna parlamentare e un’azione eversiva. L’Ordine degli Ingegneri di Firenze: “Restyling? Prioritaria tramvia e più parcheggi per i residenti”. Ma il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi) sta raccogliendo firme tra i residenti del Campo di Marte per bloccare i binari in viale dei Mille. E c'è anche un contro progetto di Toscana Civica


L’inserimento nel Decreto Semplificazione dell’emendamento dedicato agli stadi monumentali, approvato con una maggioranza trasversale Pd, Italia Viva e Centro destra, viene definito da Italia Nostra un affronto alla Costituzione italiana e alle ragioni della tutela del patrimonio: "Già da lunedì prossimo riprenderemo la nostra azione, con maggiori forze in difesa del patrimonio culturale del Paese, unico vero bene non solo economico ma soprattutto di civiltà che ci rimane".

Anche dell’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri di Firenze la reazione è negativa. Più parcheggi, la tramvia e la garanzia di accessibilità e vivibilità per i residenti. Sono le condizioni necessarie collegate al possibile restyling dello stadio Franchi secondo il presidente Giancarlo Fianchisti: “Se la strada che si è deciso di intraprendere è questa, non possiamo prescindere da alcune infrastrutture collegate al nuovo stadio, che ne garantiscano la fruibilità ad un numero maggiore di persone e che sia inserito correttamente in un contesto urbano già congestionato”. Secondo l'Ordine, la priorità sono i parcheggi per i residenti e i tifosi, ma soprattutto “la tramvia, che dovrà necessariamente arrivare a Campo di Marte per evitare l’uso dei mezzi privati. Se il processo avviato - continua Fianchisti - sarà veloce come si prospetta, è necessario attivare contemporaneamente la realizzazione di opere che garantiscano accessibilità e abitabilità del quartiere. Altrimenti sarà, come spesso succede, un progetto realizzato a metà''.

"Non può fare che piacere che lo stadio Franchi venga restaurato e ammodernato, evitando così alla Fiorentina di traslocare da Firenze nel contado, con l’abbandono in città di un costoso rudere ingestibile. E fa piacere in particolare a noi -affermano dal comitato Vogliamo il Franchi- che fin dall’inizio ci siamo battuti per la causa, raccogliendo adesione e sostegno di migliaia di avveduti fiorentini. Ma c’è modo e modo di ottenere un risultato, e dunque piace poco e punto una vittoria raggiunta per via politica, in vista di elezioni, cedendo fin troppo ai miliardi di un simpatico tycoon americano, per compiacere il quale viene creato un rischiosissimo precedente mettendo fuori gioco la tutela della soprintendenza. Se lo stadio Franchi è stato considerato fin qui un’opera d’arte, non era impossibile garantirne la sopravvivenza aggiornandolo dov’è consentito, ma salvaguardando le parti nobili. Con le moderne tecnologie ormai è solo questione di volontà e la Fiorentina avrebbe così avuto il suo impianto all’altezza degli standard europei, con in più la qualifica di monumento".

Abbiamo raccolto già centinaia di firme contro il progetto della tramvia al campo di Marte. Non siamo contrari al trasporto pubblico ma vogliamo cambiare l’attuale progetto: non è pensabile spendere 250-300 milioni di euro per un’opera così invasiva da distruggere il verde pubblico, annichilire le attività commerciali della zona e veder scomparire centinaia di posti auto. I residenti di Campo di Marte la tramvia in viale dei Mille non la vogliono, così come non la vogliono quelli di viale Duse, via Malta e via Fanti -fa sapere il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi)- La gente del quartiere non ha alcuna necessità di binari e treni che taglino i viali, non vogliono vedere desertificato il proprio quartiere come accaduto in via dello Statuto. Firenze ha bisogno che tali soldi vengano riversati su altre priorità, il commercio e le aziende messe in ginocchio dalla crisi innescata dalla pandemia. Intanto facciamo ripartire l’economia, questa è la priorità. Vogliamo bloccare gli 80 milioni che la Regione dà al Comune di Firenze per la tramvia, stiamo organizzando un incontro pubblico ed un flash mob con i residenti di Campo di Marte. Quelli del Comune di Firenze sono progetti che nascono vecchi, che non tengono conto delle reali necessità dei quartieri. Ci sono progetti meno impattanti e più economici ma evidentemente fa gola gestire appalti faraonici e cascate di soldi pubblici, come ha sempre fatto la Sinistra. Tutto il mondo sta investendo in reti (internet) per favorite smart working e ridurre il pendolarismo. A Firenze invece si ha ancora un’idea di sviluppo con progetti del secolo scorso. Esistono già binari e fermate, usiamoli!”.

È stato presentato venerdì in conferenza stampa il progetto, ideato e promosso da Giorgio Fiorenza, capolista su Firenze di Toscana Civica, per la realizzazione di una Cittadella dello Sport che comprenderà, tra le altre cose, un importante intervento di riqualifica e valorizzazione dello stadio Artemio Franchi: non solo la creazione di una nuova, preziosa veste, ma anche e soprattutto azioni volte alla messa in sicurezza della struttura e al potenziamento della sua funzionalità. Il tutto per permettere alla “casa” della Fiorentina di rimanere nel suo luogo storico ed evitare trasferimenti fuori città che finirebbero per rappresentare soluzioni quasi “di ripiego”. Un progetto tanto ambizioso quanto facilmente e immediatamente realizzabile quello proposto dal candidato Giorgio Fiorenza: “incastonare” lo Stadio nella sua inalterata bellezza, in una sorta di scrigno che lascerà in evidenza le parti strutturali che ne hanno determinato il vincolo da parte della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, con l’installazione di ampie lastre di cristallo antisfondamento e di un impianto di illuminazione scenografica e funzionale che evidenzi la bellezza architettonica della struttura originaria anche di notte. Proprio come avviene per le opere d’arte. Le curve verranno riadattate alle esigenze del tifo moderno e verranno avvicinate il più possibile al campo di gioco, considerando i parametri di sicurezza attiva e passiva. Le aree tra la struttura originaria e lo “scrigno” verranno integrate di volumi funzionali con spazi per il potenziamento dei servizi igienici e zone dedicate alle famiglie e ai gruppi; verranno attivati altri servizi essenziali e verranno approntati angoli per la pubblicità di musei, aziende, percorsi artistici, musicali, coreutici, culinari, botanici e artigianali, con la presentazione in occasione degli eventi sportivi, di prodotti tipici toscani organizzati dai vari Comuni. 

Redazione Nove da Firenze