Fattura elettronica, richiede competenza e digitalizzazione: siamo pronti?

Oggi a Firenze al convegno dell'Anaci l'invito a rinviare l'introduzione della nuova fatturazione


 Oggi a Firenze il tema della fatturazione elettronica è salito alla ribalta durante il Convegno dell'Associazione nazionale degli amministratori condominiali e immobiliari.
A puntare il dito contro l'impreparazione è stato il parlamentare toscano, ex consigliere regionale, Giovanni Donzelli.
L'attivazione della fatturazione è legata ai conti statali, c'è infatti una previsione di introiti per circa 2 miliardi di euro, ma a monte c'è la formazione dei professionisti sul nuovo strumento digitale e la digitalizzazione dei singoli e delle singole attività che dovranno compilare la nuova modulistica attenendosi al protocollo. L'apparato è pronto a gestire l'innovazione?

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l 12 dicembre è in programma in piazza Montecitorio una manifestazione di artigiani, professionisti, imprenditori e commercianti. 

"A non essere pronti all'introduzione della fatturazione elettronica non sono soltanto le imprese e i professionisti, il primo a non essere pronto all'entrata in vigore del 1° gennaio è lo Stato, che invece di cogliere questa occasione per riavvicinarsi al mondo produttivo lo ha allontanato ancora di più complicandogli la vita. Il problema è che ci sono dei tecnici nei ministeri che comandano più della politica, il cui lavoro è giustificato soltanto in dal mantenimento della burocrazia" ha detto il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli.
"Stanno bocciando i nostri emendamenti che chiedono un rinvio aggrappandosi ai conti dello Stato, perché il provvedimento porterebbe in cassa due miliardi di euro. Ma per modernizzare lo Stato servono investimenti non risparmi - ha sottolineato Donzelli - per salvare capra e cavoli il governo sta pensando in queste ore solo ad un eventuale rinvio delle sanzioni: la solita soluzione all'italiana per cui, già prima l'introduzione di nuove leggi, si cerca il sistema per aggirarle. Tutto questo ricadrà in burocrazia su chi prova a muovere l’economia in Italia e al tempo stesso a rispettare le regole: lo Stato non può ogni volta affidarsi al fatto che ci sono associazioni come la vostra che sostengono i propri iscritti", ha aggiunto rivolgendosi alla platea.
  "Per Fratelli d'Italia - che il 12 dicembre sarà in piazza davanti a Montecitorio - serve una differenziazione a scaglioni e un rinvio dell'entrata in vigore che salvaguardi nell'immediato le piccole medie imprese che verrebbero messe in difficoltà da questo provvedimento. Nessuno qui contesta la correttezza del principio dell'introduzione della fatturazione elettronica, che però va introdotta con modi e tempi diversi. Auspichiamo che ci siano ancora i margini per modificare questo provvedimento - ha concluso Donzelli - noi di Fratelli d'Italia ci proveremo nella Manovra e con ogni provvedimento possibile fino al 31 dicembre a mezzanotte".

Redazione Nove da Firenze