Farmigea: convocato incontro in Regione il 20 novembre

Malo: incontro con istituzioni, sindacati e nuova proprietà. Nora Spirale: tavolo dedicato all’azienda di Monsagrati di Pescaglia (Lucca) nella sede della Giunta regionale


FIRENZE- La situazione dell'azienda farmaceutica Farmigea spa, con sede ad Ospedaletto di Pisa, sarà al centro di un incontro convocato dal consigliere del presidente Rossi per le questioni del lavoro Gianfranco Simoncini per martedì 20 novembre. All'incontro, alle ore 11.30 a Palazzo Strozzi Sacrati, sono stati invitati il sindaco di Pisa e le Organizzazioni sindacali di categoria della Provincia di Pisa Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL. L'azienda pisana, nata nel secondo dopoguerra si occupa di ricerca, produzione e distribuzione di prodotti per l'oftalmologia e, di recente, ha attivato procedure di licenziamento per 61 dipendenti. Della situazione si è occupato il consiglio regionale che ha approvato all'unanimità una mozione, presentata dai consiglieri Nardini, Pieroni, Anselmi e Spinelli con la quale si impegna la giunta a mettere in campo ogni azione utile per salvaguardare l'occupazione.

Malo riparte su nuove basi e con nuove prospettive. Si è svolto venerdì in Regione il primo incontro con la nuova proprietà che ha rilevato la storica azienda di maglieria con sedi in Toscana (a Campi Bisenzio) e in Emilia (a Borgonovo Val Tidone, Piacenza) dopo il fallimento. A convocarlo, su richiesta di sindacati e azienda, il consigliere del presidente per il lavoro Gianfranco Simoncini. Con lui hanno partecipato l'assessore al lavoro del Comune di Campi Bisenzio Ester Artese, le organizzazioni sindacali di Toscana ed Emilia Romagna, i rappresentanti della nuova società Maiocchi e Tomaselli, funzionari dell'unità di crisi della Regione Emilia Romagna e di Confindustria Toscana. Dopo aver ringraziato i soci per aver rilevato l'azienda e mantenuto lo storico marchio riassumendo tutti i dipendenti nei due siti produttivi, Regione e istituzioni hanno chiesto ai rappresentanti della nuova proprietà di illustrare le iniziative in programma per i prossimi mesi. L'azienda ha risposto riconfermando la volontà di recuperare le difficoltà dei mesi passati e di rilanciare la propria rete commerciale, come di fare investimenti per consolidarne la presenza in Italia e all'estero. Entro il 2019 verrà definito un nuovo piano industriale e si prevede l'apertura di nuovi punti vendita e la produzione di nuove collezioni all'altezza della qualità e della storia di un marchio conosciuto a livello internazionale. Simoncini, prendendo atto positivamente della volontà manifestata dall'azienda, che ha fra l'altro anche informato di voler sviluppare il confronto nel merito in sede sindacale, ha concluso l'incontro con l'impegno di mettere a disposizione eventuali strumenti regionali a sostegno dello sviluppo dell'azienda e di riconvocare, su richiesta delle parti, il tavolo regionale nel caso se ne verificasse la necessità.

l ritiro della procedura di licenziamento per gli oltre 38 dipendenti e la prosecuzione dell'attività produttiva nel territorio. E' quanto chiesto giovedì dalla Regione e dalle istituzioni per l'azienda Nora Spirali, specializzata nella produzione di stivali in gomma, nel Comune di Pescaglia, in provincia di Lucca, nel corso di un incontro convocato dal consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini. Alla riunione hanno partecipato il presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini, l'assessore al lavoro del Comune di Pescaglia Valerio Bianchi, il consigliere comunale di Lucca Roberto Guidotti, il consigliere regionale Stefano Baccelli oltre all'amministratore delegato dell'azienda Andrea Mocasso e al rappresentante di Confindustria Toscana Nord. Nel corso dell'incontro l'azienda ha ribadito le motivazioni che l'hanno spinta ad avviare le procedure di licenziamento (per 38 addetti cui si aggiungono 4 lavoratori assunti a tempo determinato) , con la disponibilità ad assumere 15 dei dipendenti dello stabilimento di Pescaglia nella sede di Trieste. Un'ipotesi, questa, che le istituzioni hanno considerato oggettivamente impraticabile. Dopo aver rinnovato all'azienda l'appello a rivedere le proprie decisioni e a tenere presente la responsabilità sociale verso un territorio dove 40 posti di lavoro rappresentano una quota importante dell'occupazione complessiva, Simoncini ha chiesto di valutare, in via subordinata al ritiro dei licenziamenti, l'ipotesi di accedere allo strumento della cassa integrazione per cessazione di attività, che garantirebbe, oltre al sostegno al reddito dei lavoratori, un anno di tempo in più per la ricerca di nuove attività che consentano il mantenimento dell'occupazione.

“Un atteggiamento di chiusura per tutti noi assurdo e intollerabile quello che hanno dimostrato i rappresentanti aziendali. Disponibilità pressoché nulle, se non la proposta di assumere 15 dipendenti a Cinte Tesino, provincia di Trento, a cui abbiamo contrapposto le ovvie difficoltà di trasferimento dalla lucchesia al Trentino di questi lavoratori, senza peraltro ottenere comprensione. E’ stato quantomeno richiesto dall’unità di crisi, in via assolutamente subordinata al ritiro dei licenziamenti, il ricorso alla cassa integrazione per cessazione di attività, strumento che consentirebbe una boccata d’ossigeno ai lavoratori e darebbe contemporaneamente un anno in più per lavorare a ipotesi alternative che possano approdare al mantenimento dell'occupazione. Continuiamo e continueremo a chiedere all’azienda un ripensamento e l’individuazione di una strada diversa da quella finora prospettata. Lo abbiamo detto, lo ribadiamo, l’operazione che i vertici aziendali si sono prefissati per noi non è accettabile e ci opporremmo con tutte le nostre forze. È irrispettosa nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno bisogno di risposte concrete per il loro futuro e nei confronti di tutto un territorio, dove quest’impresa è radicata e parte integrante e vitale del tessuto economico. Non molleremo e non faremo spegnere i riflettori su questa vicenda gravissima” Così Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd, giovedì presente all’incontro dell’unità di crisi sullo stabilimento Spirale di Monsagrati di Pescaglia (LU).

Redazione Nove da Firenze