Rubrica — Editoria Toscana

Fake e informazione in Toscana: il ruolo fondamentale delle emittenti locali

Webinar sui canali facebook di Consiglio regionale e Comitato per le comunicazioni. La voce di giornalisti televisivi e radiofonici che hanno raccolto, verificato e trasmesso notizie sull'emergenza sanitaria ed economica. Palinsesti rivisti e ampliati, servizi calati sul territorio e raccordo tra misure nazionali e regionali. “Abbiamo gettato il cuore oltre l'ostacolo. In molti, giovanissimi in primis, hanno riscoperto l'emittenza locale. Patrimonio da non disperdere”


Firenze – “Abbiamo gettato il cuore l'ostacolo. Ci siamo fatti interpreti di un bisogno di informazione locale, profondamente calata e aderente al territorio, che mai come oggi si è rivelato necessario. Abbiamo ampliato i nostri palinsesti, rivisitato la programmazione e ci siamo fatti interpreti di quanto accadeva a livello nazionale per renderlo sempre più comprensibile non vergognandoci di ammettere che a domande precise potevamo non avere la risposta immediata ma garantendo un approfondimento e un pronto riscontro”.

È la voce di professionisti dell'informazione toscana - Luigi Bardelli di Tvl, Giulio Del Fiorentino di NoiTv, Sabina Ferioli di Radio Toscana, Virginia Masoni di Canale3 Siena, Raffaele Palumbo di Controradio, Antonello Riccelli di Granducato e Nicola Vasai di Rtv 38 - che hanno partecipato alla diretta facebook organizzata dal Comitato regionale per le comunicazioni e che segue il primo webinar con i direttori dei maggiori quotidiani regionali. Tema della discussione di oggi: “Fake e informazione”, come coniugare il servizio ai cittadini mantenendo fede alla professione di giornalista che impone certezza e verifica delle fonti.
Se da un lato è emersa chiara la difficoltà di “scremare” l'immensa mole di notizie e opinioni che in questi mesi è circolata sui più disparati canali, dall'altro è opinione comune che l'emittenza locale ha provato il proprio ruolo che è “fondamentale, perché ha saputo rispondere ala fame di notizie territoriali.” Questo ruolo, spesso non riconosciuto anche dalle stesse istituzioni, “deve essere rivendicato”, ha affermato Massimo Sandrelli, consigliere del Corecom e moderatore del dibattito. “Forse non rientra nei nostri compiti ma sono convinto che dovremo farci interpreti di questa bellissima realtà”. E sul ruolo e sulla “straordinaria capacità professionale dei giornalisti” è intervenuto anche il presidente del Comitato, Enzo Brogi: “Le riflessioni che ho ascoltato non saranno disperse. Avete manifestato capacità, curiosità ed equilibrio non così scontati se guardo ad altre realtà regionali. Inquietudini e difficoltà sono ancora presenti ma con questa informazione locale possiamo stare tutti più tranquilli”, ha concluso il presidente.
Nel corso del dibattito è prevalso un generale spirito di “collaborazione” tra emittenti pur nella loro specificità. “Abbiamo svolto un ruolo sociale anche nel raccordo tra associazioni di volontariato, istituzioni e cittadini sul grande tema degli aiuti alle fasce più deboli”, ha spiegato Sabina Ferioli. Le difficoltà del mondo economico e delle realtà produttive, dalle più grandi alle più piccole è stato affrontato con “videointerviste mirate. Imprenditori ed esperti del settore sono stati ascoltati e messi a confronto”, ha detto Virginia Masoni. “Mai come in questo momento si è capito il senso dell'emittenza locale. Ci siamo rivelati essenziali per raggiungere ogni borgo, strada o città. Non siamo i fratelli minori dei grandi player nazionali”, ha affermato Antonello Riccelli. “Di solo locale si morirebbe. Occorre restare sul territorio guardando oltre ed è ciò che abbiamo fatto anche con collegamenti internazionali”, ha detto Luigi Bardelli, ricordando anche il “discreto stanziamento per l'emittenza locale” recentemente deciso dal Governo (il decreto Rilancio prevede un fondo di 50 milioni per tv e radio). “Abbiamo cercato la fonte più attendibile nei canali ufficiali. Abbiamo raccontato tutta la Toscana e analizzato i decreti del presidente del Consiglio insieme alle ordinanze della Regione consapevoli di contraddizioni e difficoltà che dovevamo in qualche modo rendere al pubblico”, ha detto Nicola Vasai. “Siamo stati chiamati a fare il nostro mestiere un po' meglio e in condizioni più critiche, ma non dovremmo innamoraci di un'idea. Dovremmo essere più laici”, è stata la considerazione espressa da Raffaele Palumbo. “Non siamo stati eccezionali. Abbiamo raccolto quanto seminato in anni di lavoro e l'esperienza maturata è stata riconosciuta”, ha concluso Giulio Del Fiorentino.

Redazione Nove da Firenze