Rubrica — Europe Direct

Europa: partecipare alla formazione delle politiche Ue

Pronto il testo che mette in norma la ‘sessione europea’ del Consiglio regionale e ora passa all’esame della commissione Affari istituzionali. Il presidente Tommaso Fattori: “Colmata una mancanza di partecipazione e democrazia”


Il programma di lavoro della commissione per le politiche europee e affari internazionali diventa ‘norma’, traducendosi in una proposta di legge per istituire la sessione europea del Consiglio regionale e disciplinare la partecipazione della Regione Toscana alla formazione e attuazione del diritto europeo. La Commissione presieduta da Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra), vicepresidente Elisabetta Meucci (Pd), infatti, nella seduta di oggi, martedì 2 luglio, ha ‘votato’ all’unanimità il testo che per competenza sarà esaminato e licenziato dalla commissione Affari istituzionali prima di giungere in aula. Ciascuno dei consiglieri che compongono la commissione apporrà la propria firma in calce alla proposta.

Tommaso Fattori ha parlato di “un momento storico, finalmente il Consiglio prenderà parte alla formazione degli atti legislativi europei anziché limitarsi a recepire, a valle, ciò che viene deciso a Bruxelles. Formuleremo osservazioni sui progetti di atti europei e l’esperienza delle Regioni che già lo stanno facendo mostra che c’è una concreta possibilità di incidere”. “Nella sessione europea annuale del Consiglio definiremo la posizione unitaria della Regione – ha aggiunto il presidente –. Si tratta di un recupero di protagonismo da parte del Consiglio, ossia dell’organo rappresentativo e legislativo, sia nei confronti della Giunta, sia nei confronti della stessa Commissione europea a Bruxelles”. Soddisfazione dalla vicepresidente della Commissione, Elisabetta Meucci: “Per la prima volta il Consiglio regionale parteciperà alla formazione degli atti europei”.

La prevista sessione europea nell’ambito del Consiglio regionale dovrà tenersi entro il mese di aprile di ogni anno, in modo da creare un luogo istituzionale di confronto tra la Giunta e il Consiglio sulle tematiche europee. Tra le riforme previste anche il rafforzamento della commissione competente per le politiche europee, che diventa ‘permanente’, e alla quale viene assegnato un ruolo centrale nella trattazione dei temi riferiti alle politiche Ue.

In particolare la Commissione provvederà alla formulazione delle osservazioni del Consiglio sui progetti di atti normativi pervenuti dell’Unione europea, ai fini della partecipazione alla fase ascendente di formazione degli atti; agirà in coordinamento con le altre commissioni consiliari competenti sulle singole materie, anche raccordandosi con gli uffici della Giunta regionale. Assicurerà quindi un ‘supporto trasversale” a commissioni e ufficio di presidenza del Consiglio; svolgerà l’analisi sui fondi europei e il loro utilizzo da parte della Regione; curerà studi e ricerche sulle politiche e tematiche della Ue.

Redazione Nove da Firenze