​Europa e Regione Toscana: analisi sulla spesa dei fondi europei

Le politiche regionali in Europa da sole valgono un terzo del bilancio di tutta l'Unione


 La Toscana spende i fondi europei, "meglio della media italiana" ha detto la commissaria europea Corina Cretu, responsabile delle politiche regionali in Europa che da sole valgono un terzo del bilancio di tutta l'Unione.
Il riconoscimento arriva nel corso della conferenza stampa all'hotel San Marco di Lucca, dove si tirano le somme di un pomeriggio in cui, assieme al presidente della Toscana Enrico Rossi, la commissaria ha avuto un assaggio di come in città e in provincia vengono utilizzati i fondi europei, quelli che secondo l'Eurobarometro 60 cittadini su cento non conoscono.

Era la quinta tappa del viaggio di Rossi "Europa in Toscana", la prima con un commissario europeo.

"Spesso l'Unione Europea è percepita come distante – dice ancora Cretu -. Questi progetti dimostrano invece il contrario, la varietà e la rilevanza delle politiche di coesione". Poi rassicura: "L'Europa continuerà a sostenere l'occupazione e lo sviluppo economico della Toscana, anche in futuro".

"C'è un'Europa – spiega il presidente Rossi - che è vicina ai cittadini e vicina al lavoro, che consente di trasformare le città e renderle più vivibili, oltre a recuperare spazi". "Ma non è solo per i soldi e le risorse messe a disposizione – sottolinea – che conviene stare in Europa, ma anche per gli indirizzi e le idee, per i programmi e il modo di ragionare". E a chi si lamenta della burocrazia europea risponde: "Sono soldi pubblici e i controlli sono necessari e rispondono anche ad un'esigenza di trasparenza. Ma la burocrazia europea alla fine è più disponibile di quanto si pensa".

La visita a Lucca era iniziata nel pomeriggio con i cantieri aperti nel centro storico, in particolare all'ex manifattura Tabacchi appena dentro le mura che diventerà uno spazio di studio, con l'università del turismo, e culturale, ma anche un luogo di svago, dove leggere un libro e prendere un caffè, oltre ad ospitare servizi e sportelli comunali. Da lì la visita alla fabbrica intelligente Futura a Guamo di Capannori: 123 dipendenti altamente specializzati, 140 con le filiali ma capace di muovere un indotto dieci volte tanto, un esempio delle industrie del distretto dei macchinari della carta utilizzata per fini igienici e sanitari, un mercato in pieno sviluppo e che non ha risentito della crisi. "Quello lucchese è il più grande distretto d'Europa di questo tipo" dice Rossi. "Ma la Futura è anche un esempio & ndash; aggiunge il presidente – di quelle aziende dinamiche su cui abbiamo deciso qualche anno fa di investire i fondi eurooei anziché scegliere contributi a pioggia: una scelta che ha pagato ed ha portato ulteriore sviluppo".

Il pomeriggio si è concluso poi all'hotel San Marco, uno delle trentacinque imprese ed aziende turistiche che dall'Europa hanno ricevuto contributi per abbattere i consumi energetici.

Rossi ringrazia per la presenza la commissaria Cretu. Ci unisce – si sofferma - l'idea di un Europa che deve diventare ancora più solidale e vicina ai territori". Ricorda come siano poche le iniziative di qualità fatte in Toscana che non abbiano avuto supporto dall' Unione europea.

Poi la parola passa al sindaco di Lucca Alessandro Tambellini. "Se c'è collaborazione - dice - i risultati non mancano: i progetti visitati oggi lo dimostrano, così come sono la riprova che senza fondi europei sarebbe difficile intervenire sulla rigenerazione delle nostre città". Si augura anche lui un ulteriore sviluppo delle politiche europee e delle politiche sociali dell'Europa, senza cui è difficile far fronte a certe situazioni di dumping. L'Europa aiuta l'ambiente, l'economia e la cultura. "Serve più Europa – conclude - e qualsiasi tentazione riduttiva sarebbe dannosa".

L'Europa in soccorso anche di città e periferie, per far rivivere quartieri ‘difficili', per renderne i centri storici o tratti urbani più belli ma anche più funzionali (e meno voraci a volte di energia), per far rinascere vie e piazze, per i cittadini e per i turisti. Accade anche a Lucca: 16,7 milioni di investimenti (di cui 10 milioni di contributi regionali) per il Piuss finanziato con i fondi Por Fesr 2007-2013, il programma europeo di sviluppo regionale, e che riguarda la città vecchia. Prendi ad esempio la ex Manifattura Tabacchi in via della Cittadella, ex convento di San Domenico, dove sono in corso importanti lavori di restauro che si dovrebbero concludere tra un anno, a febbraio 2020: l'obiettivo è farne una struttura d'alta formazione legata al trasferimento tecnologico alle imprese. Prendi la ex caserm a Cavallerizza a Piazzale Verdi, oggi uno dei centri di accoglienza turistica della città e spazio culturale per mostre ed esibizioni, oppure Palazzo Ducale e il Teatro del Giglio, ristrutturato e reso più moderno, con una ‘graticcia' più alta per cambiare ore le scene ‘in prima' anche nel mezzo degli spettacoli. Prendi anche il più recente Piu "Quartieri social Sant'Anna", finanziato in questo caso con il Fesr 2014-2020 e che permetterà di rigenerare i quartieri periferici Sant'Anna e San Vito: 8,7 milioni di euro l'investimento, di cui 6,4 appunto di risorse giunte dall'Europa.

"Sembrava che i fondi europei – racconta il presidente della Toscana, Enrico Rossi – non potessero essere utilizzati per ristrutturare la città. Ma abbiamo spiegato che questo avrebbe creato le condizioni per la crescita e il lavoro. E in Europa, se uno avanza progetti seri, le soluzioni alla fine si trovano". In tutta la Toscana per i Piu, i progetti di innovazione urbana, sono stati investiti 40 milioni.

E poi c'è l'Europa che aiuta le imprese ad innovarsi e a creare sviluppo, a sostegno delle imprese più dinamiche. Un esempio arriva dalla Silma di Porcari: quasi 70 mila di contributi pubblici ricevuti (la metà fondi Fesr europei) per un progetto da 130 mila euro per la post lavorazione della stampa 3D. C'è l'Europa che sostiene gli investimenti privati per le fabbriche ‘intelligenti': come la Futura a Guamo, alle porte di Lucca ma già nel comune di Capannori ( oltre 4,5 milioni investiti in due progetti, 634 mila le risorse europee, un altro milione e 270 mila euro di contributi pubblici). C'è l'Europa che sostiene i progetti per la riduzione dei consumi di energia (come nel caso dell'Hotel San Marco (143 mila euro spesi e 57.200 di contributi pubblici, la metà fondi Fesr) e c'è l'Eu ropa che riguarda i giovani e la formazione, che aiuta scuola e imprese ad avvicinarsi con progetti di alternanza scuola lavoro o portando le nuove tecnologie nei laboratori e sui banchi di scuola. C'è l'Europa che a volte finanzia opere per rendere più sicuri fiumi e torrenti (e chi vive vicino). C'è anche l'Europa che fa bene all'ambiente: alla Lucart di Porcari hanno speso 1 milione e 688 mila euro per mettere a punto un processo che intende trasformare i fanghi di cartiera, oggi solo una scarto, in nuovi prodotti per l'industria. Per il progetto hanno ricevuto 422 mila euro di contributi pubblici e 211 di contributi europei.

Su questa Europa disseminata in ogni angolo della Toscana molte volte non cade l'occhio, ignota secondo l'Eurobarometro al 60 per cento degli italiani che non conosce i fondi strutturali Ue, inutile per l'80 per cento di chi sa cosa siano. "Quest'Europa - sottolinea però il presidente della Toscana Enrico Rossi oggi a Lucca per la quinta tappa del suo tour "Europa in Toscana", nell'occasione accompagnato dalla commissaria europea Corina Cretu, - vale con la quota statale e regionale lo 0,5 per cento del Pil toscano e con le risorse che aggiungono privati e altre istituzioni muove un punto e mezzo di Pil regionale". Non sono pochi e senza i fondi europei tante opere e iniziative non si sarebbero potute davvero realizzare.

Redazione Nove da Firenze