Enrico Rossi: "Tensioni sui migranti solo per un tornaconto di voti"

Ma in Consiglio regionale inciampa la proposta di legge della Giunta Rossi sull'accesso ai servizi d'assistenza in Toscana. La pdl è stata solo illustrata e non votata


(DIRE) Firenze, 10 gen. - "Viene il sospetto che a qualcuno questa insicurezza serva, questa situazione in cui si possano scaricare le tensioni sui migranti in modo da avere anche un tornaconto di voti, perche' si fa la faccia feroce". Viene il sospetto che non voler "accogliere 49 poveracci che da settimane viaggiano in mare sia tutta una sceneggiata, una rappresentazione che non fa bene al Paese". Lo afferma il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, intervenendo su Rainews24 a Studio24, in merito alla vicenda dei 49 migranti della Sea Watch. "A parte il fatto- aggiunge- di spingere verso una democrazia che comincia ad assumere anche tratti illiberali che preoccupano anche per questo stile eccessivamente totalitario". Rivolgendosi al ministro dell'Interno, Matteo Salvini, il governatore aggiunge: "Quali periferie venivano presidiate dalla polizia di Stato, quanti carabinieri c'erano sul territorio mentre si riuniva il gota del governo? Non puo' continuare a prendere in giro tutti gli italiani, impuntandosi su 15 migranti. Questa storia finira' e la sinistra dovra' presentare delle proposte razionali". Rossi si dichiara colpito dal fatto che "si riunisce un vertice notturno del governo per discutere il ricollocamento di 15 persone. Capisco che la politica sia fatta di simboli, ma cosi' e' evidente la sproporzione".

Inizia nell'incertezza la seduta urgente della commissione Sanita' del Consiglio regionale sulla proposta di legge voluta dalla Giunta Rossi per tutelare l'accesso ai servizi d'assistenza per tutti i migranti in Toscana. Quando i componenti della commissione imboccano il salone consiliare per avviare i lavori manca ancora il parere dell'ufficio legislativo sulla legittimita' del testo normativo.
Un passaggio ritenuto indispensabile per poter votare la proposta e portarla in aula nella seduta dell'assemblea toscana del 15 gennaio. A sollevare la questione sono i consiglieri delle minoranze, ma anche il presidente della commissione, Stefano Scaramelli (Pd), assicura che senza quel bollino non si potra' procedere alla votazione. Un granello di sabbia che si aggiunge al polverone scatenato nelle ultime ore dai gruppi di opposizione che contestano alla maggioranza uno strappo sostanziale alle regole e alle procedure. "Faremo di tutto affinche' questa proposta di legge oggi non passi e venga rinviata, anche perche' manca la scheda di legittimita'- assicura ai giornalisti il capogruppo di Fratelli d'Italia, Paolo Marcheschi-. Una legge senza scheda di legittimita' non ha precedenti. E questo dimostra che per Rossi c'e' solo una priorita' in Toscana, e che lui impiega molto meno tempo a far approvare una sua legge che un paziente a farsi fare una tac, e' uno scandalo". E per accrescere il tasso di polemica Marcheschi si presenta con un cartello contro la proposta di legge che riproduce la foto scattata da Rossi alcuni anni fa con i suoi vicini di casa rom. "È l'emblema della Toscana che vuole- sostiene l'esponente di Fdi-. Lui ha posato per avere questa immagine, ne e' fiero, e' il suo punto di vista. Per lui la Toscana e' accoglienza diffusa.
Per noi e' tutta un'altra cosa".

Tornando alla ferita lamentata all'iter previsto per l'esame di una proposta di legge, il portavoce dell'opposizione, Jacopo Alberti (Lega), parla di procedimento "anomalo" seguito dal Partito democratico: "Contesteremo tanto la procedura quanto il contenuto politico. Rossi non e' piu' il presidente dei toscani, ormai, ma dei migranti. Anziche' produrre queste leggi vergognose, si attivi col ministro Salvini per realizzare in Toscana il centro per i rimpatri". L'esponente del Carroccio ricorda che "anche in passato per altri atti sono state attivate le procedure d'urgenza, ma portando avanti delle consultazioni". E per questo si attende un segnale dallo stesso presidente del Consiglio regionale: "Ho preso atto della lettera scritta ieri da Marcheschi a Eugenio Giani per chiedere di fermare questa procedura. Noi vorremmo chiamare in audizione i sindaci", visto che la legge fa riferimento a servizi sui territori che vede il loro coinvolgimento. Prova a stemperare gli animi il presidente Scaramelli: "Il testo verra' evaso quando ci saranno i pareri. Procederemo allora- garantisce-. Iniziamo intanto la discussione, ascolteremo tutti i punti di vista che ci saranno chiesti. Perche' quando verra' approvata questa non sara' una legge manifesto, daremo risposte ai cittadini che hanno bisogno di vivere in sicurezza". Nel merito, ad ogni modo, rivendica la mossa della Regione finalizzata a tamponare gli effetti del decreto sicurezza: "Salvini non rimpatria nessuno, magari fa morire le persone di freddo per strada, sembra di essere tornati al Medioevo. Serve un atto di umanita', serve una norma che dia una risposta certa di governo, perche' gli ultimi vanno aiutati". (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze