Empoli ricorda la strage di Santo Stefano

Si commemorano i 123 civili uccisi nel bombardamento alle Cascine in quella drammatica domenica del ‘43


EMPOLI – Settantasei anni fa, nella domenica di Santo Stefano, centoventirè cittadini empolesi furono uccisi alle Cascine sotto il bombardamento del 1943, all’ora del pranzo del secondo giorno di Natale.

Il Comune di Empoli come ogni anno commemorerà le vittime con una santa messa, officiata da Don Guido Engels, in suffragio ai caduti, nella chiesa della Madonna del Pozzo, alle 10, in piazza della Vittoria, a cui seguirà, dopo un corteo, la deposizione di una corona al monumento che li ricorda, in Viale IV Novembre. La scultura commemorativa è un’opera del maestro e partigiano Gino Terreni. Appuntamento giovedì 26 dicembre.

CHE COSA ACCADDE - Nel ’43 la ricorrenza di Santo Stefano cadeva di domenica: trentasei aerei americani, partiti dalla base di Decimomannu in Sardegna sganciarono in totale 210 bombe su Empoli, in particolare sulla stazione e sulla ferrovia, almeno 170 ordigni caddero fuori bersaglio, principalmente nel quartiere di Cascine. Morirono in pochissimi minuti 109 persone, in alcuni casi intere famiglie. Nei giorni successivi i morti salirono a 123.

LE ISTITUZIONI - Presenti rappresentanti delle istituzioni, il presidente del consiglio comunale Alessio Mantellassi con delega del sindaco alla cultura della memoria, saranno presenti altre autorità, consiglieri comunali, il proposto Don Guido Engels, forze dell’ordine, rappresentanti delle associazioni partigiane e combattentistiche. 

Redazione Nove da Firenze