Empoli, 14 luglio 2026. La Fp Cgil Firenze denuncia un nuovo episodio di violenza avvenuto nei giorni scorsi all’interno della REMS di Empoli, la Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza. Un operatore sanitario è stato brutalmente aggredito da un utente durante il turno di lavoro ed è stato costretto a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.
"Un ennesimo episodio che riaccende i riflettori su una situazione ormai emergenziale e non più tollerabile" si legge in una nota del sindacato. Lavorare in una struttura che dovrebbe garantire cura e riabilitazione, ma che si sta trasformando in un luogo ad alto rischio per l’incolumità fisica e psicologica del personale, rappresenta una palese violazione del diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro.
Per la Cgil infermieri, OSS e tutti i professionisti sanitari non possono essere lasciati soli a gestire criticità che esulano dalle competenze assistenziali e che sfociano in veri e propri reati. "La cura del paziente è prioritaria, ma non può avvenire a discapito della sicurezza di chi cura".
Il sindacato chiede quindi con urgenza all’Azienda Usl Toscana Centro, alla Regione e alla Prefettura di intervenire subito. Tra le richieste: il potenziamento dei sistemi di vigilanza attivi e passivi nei punti nevralgici della struttura, la presenza costante di personale addetto alla sicurezza o un coordinamento più stretto con le Forze dell’Ordine, e l’attivazione di supporto legale e psicologico gratuito per l’operatore aggredito e per l’équipe coinvolta.
"In assenza di risposte concrete e di un piano d’azione tangibile, il personale si riserva di attivare ogni forma di tutela sindacale e legale prevista dalla normativa. La sicurezza del personale non è un optional, ma un dovere inderogabile delle istituzioni" conclude la Cgil.