"Emergenza neve: la Toscana ha risposto bene"

Montagna pistoiese e provincia di Lucca: assessore Monia Monni riferisce in Consiglio regionale sugli interventi messi in campo . “Abbiamo risposto con efficacia . Da una prima stima si calcolano danni per oltre 4milioni. In campo strumenti come microcredito, accesso a garanzie per finanziamenti bancari, contributi a fondo perduto”


Firenze – “La risposta messa in atto per fronteggiare i disagi causati dall’ondata di maltempo è stata incisiva ed efficace”, ha affermato l’assessore Monia Monni, svolgendo in aula una comunicazione.

La neve caduta nei dieci giorni dal 28 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è stata di 280 centimetri all’Abetone e 225 centimetri al Casone di Profecchia (alta Garfagnana), quasi quanta ne cade in quattro mesi. Gli effetti: numerose frazioni isolate, migliaia di persone senza energia elettrica né telefono, strade chiuse per frane, smottamenti, caduta di alberi.

La Sala operativa unificata della protezione civile regionale (Soup) ha emesso il 31 dicembre un codice giallo per rischio idrogeologico che poi si è evoluto fino al 10 gennaio in rischio neve, ghiaccio e rischio idrogeologico. È stata convocata dal 3 all’11 gennaio l’unità di crisi regionale per coordinare le prefetture, le province di Lucca e Pistoia e tutti i comuni coinvolti, i vigili del fuoco e tutti gli altri soggetti interessati. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha dichiarato lo stato di emergenza regionale (decreto 1 dell’8 gennaio).

La sala operativa è rimasta in contatto continuo con le sale provinciali di protezione civile di Lucca e Pistoia, con i centri operativi intercomunali della Garfagnana (a Castelnuovo Garfagnana) e della Media Valle del Serchio (a Piano di Gioviano), con il centro operativo del comune di Abetone-Cutigliano (a Cutigliano), anche grazie alla presenza sul posto di un referente regionale e referenti delle organizzazioni di volontariato della colonna mobile regionale, che ha fatto rientrare i propri mezzi il 13 gennaio. “Un ringraziamento – ha aggiunto l’assessore – deve essere rivolto ai tecnici dell’Enel che hanno operato in condizioni di estremo disagio”, così come “ai vigili del fuoco, che hanno provveduto ad effettuare i controlli di staticità presso gli edifici”.

“L’attività di soccorso - ha detto Monni - ha coinvolto complessivamente 626 volontari, di cui 271 mobilitati dalla colonna regionale” e poi “sono circa 50 i mezzi speciali impiegati e le attrezzature come bobcat, frese, sollevatori, spargisale che sono stati mobilitati”. L’assessore ha aggiunto “una prima ricognizione ha stimato i danni in circa 4milioni e 190mila euro”, di cui “740mila riconducibili all’organizzazione dei soccorsi alla popolazione e 3milioni e 450mila riconducibili al ripristino delle funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture a rete, la continuità amministrativa, la gestione del materiale vegetale prodotto dagli eventi”.

Si tratta di una quantificazione preliminare e non esaustiva, che non tiene conto dei danni alle realtà economiche e produttive, come pure delle spese necessarie per interventi, anche strutturali, per la riduzione del rischio residuo. La ricognizione complessiva è ancora in corso e sarà trasmessa al Dipartimento nazionale di protezione civile.

Anche se non verrà riconosciuto lo stato di emergenza nazionale, le attività extra agricole potranno contare su strumenti regionali, come un aiuto come microcredito a tasso zero, di importo pari ai danni materiali subiti, con tetto massimo di 20mila euro, rimborsabile in sette anni. C’è la possibilità di avere un anticipo dell’ottanta per cento. Le imprese avranno inoltre accesso a garanzie regionali per finanziamenti bancari anche per affrontare problemi di liquidità. I dettagli degli interventi sono disponibili alla pagina web https://toscanamuove.it/Home/BandiGestiti . Le attività economiche potranno anche chiedere contributi a fondo perduto di immediato sostegno fino a 20mila euro per i danni materiali subiti.

Un “pubblico ringraziamento”, l’assessore ha voluto rivolgere in particolare “alle volontarie e ai volontari della colonna mobile regionale, coinvolti in un intervento duro e faticoso, che si è rivelato determinante: le sole forze delle amministrazioni non sarebbero state sufficienti e fronteggiare la situazione che si era creata”.

In questi giorni, ha concluso Monia Monni, si è aggiunto “l’evento meteorologico che ha nuovamente colpito in particolare i territori della montagna pistoiese, della Garfagnana, della Lunigiana e anche la costa”. È in corso la stima dei danni, sarà proclamato lo stato di emergenza regionale. Anche per questi fenomeni, specie quelli franosi, c’è l’intenzione di chiedere “l’estensione dello stato di emergenza nazionale, per il quale c’è ampia disponibilità”.

Redazione Nove da Firenze