"Covid, Toscana arancione ai primi di dicembre"

Giani indica l'obiettivo. Indice Rt (tasso di contagiosità) sceso molto: ora è a 1,31 (complessivo dell'Italia: 1,18). Tracciamento oltre il 95%. Già la prossima settimana sono attesi nuovi rinforzi, andando così oltre la soglia dei 500 mappatori anti Covid


Il presidente della Toscana Eugenio Giani poco fa in diretta Facebook ha indicato un obiettivo preciso: la Toscana zona arancione dall'inizio di dicembre, i primi giorni forse il 3 o il 4. 

Giani ha mostrato ottimismo perché l'indice Rt negli ultimi giorni è sceso molto arrivando a 1,31. Il dato generale dell'Italia è 1,18. Se il calo registrato proseguirà, per Natale il nostro Paese potrebbe tornare "giallo". L'Rt, lo ricordiamo, è il tasso di contagiosità, per sommi capi il numero medio di persone che un malato può contagiare.

"Una pandemia che si è stabilizzata e può scendere adesso", ha detto Giani ringraziando i toscani per il loro impegno. 

Nella nostra regione si registrano passi avanti in vari settori, ad esempio quello del tracciamento Covid. “Il tracciamento in Toscana è arrivato al 95%. Ce lo dicono gli ultimi dati registrati. In due settimane abbiamo raddoppiato grazie all’attivazione delle tre grandi Centrali. Avanti così per fare ancora meglio”.

A dirlo lo stesso Giani e l’assessore alla sanità, Simone Bezzini, che seguono con la massima attenzione l’andamento della tracciabilità dei casi positivi e dei loro contatti stretti, affidato alle squadre di mappatori al lavoro nelle tre grandi Centrali di tracciamento allestite nei poli fieristici di Firenze, Arezzo e Carrara.

“Di fronte all’esplosione dei casi delle settimane scorse la Toscana ha saputo rispondere facendo squadra e trovando le soluzioni migliori - prosegue Bezzini -. A nome di tutta la comunità voglio ringraziare gli operatori sanitari, per lo più giovani studenti prossimi alla laurea, che con grande professionalità e sensibilità ogni giorno contattano sia i nuovi casi che i loro contatti, ma anche coloro che, oltre a fare i conti con le difficoltà e il dolore della malattia, quando ricevono la telefonata offrono tutta la loro collaborazione per rendere più efficaci e capillari possibile le operazioni di contact tracing. Il tracciamento è un’azione fondamentale e imprescindibile per spezzare le catene del contagio, uno dei tasselli della strategia complessiva di contrasto al Covid”.

Nel solo giorno di ieri, 19 novembre, sono stati censiti complessivamente 4.366 contatti così distribuiti: 1.936 dalle squadre di tracciatori della Centrale di Firenze alla Fortezza da Basso; 1.241 a Carrara e 1.189 ad Arezzo.

A oggi i mappatori (prevalentemente medici, infermieri, tecnici sanitari e studenti dell’ultimo anno di medicina e scienze infermieristiche, assunti da una graduatoria del Dipartimento nazionale di Protezione civile e tramite un’intesa con le Università toscane) sono in tutto 455: di questi 238 lavorano nella Centrale di Firenze; 85 a Carrara, e 132 ad Arezzo.

Già la prossima settimana sono attesi nuovi rinforzi, andando così oltre la soglia dei 500 mappatori anti Covid.

Redazione Nove da Firenze